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OPINIONI

Agli alunni serve formazione vera, la scuola trasformata in progettificio non riesce più a educare

Ospite al podcast “Passa dal BSMT” link esterno, il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha avuto modo di parlare della scuola e del suo ruolo nel mondo contemporaneo. Oggi è più che mai grande il rischio di trasformare gli istituti in veri e propri “progettifici”, ricchi di tantissime attività extracurricolari ma poveri di una didattica più tradizionale che fa da base all’apprendimento.

Le sue parole si iscrivono all’interno di un dibattito che vede nelle scuole un terreno di confronto fra chi vuole un rinnovamento radicale della didattica e chi invece difende un approccio più classico. E come spesso accade, sostiene Gratteri, la soluzione sta nel mezzo.

Stop ai progetti

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Nicola Gratteri non è certo nuovo a opinioni divisive, soprattutto quando si parla della scuola e del ruolo degli insegnanti. Noto per le sue posizioni critiche sulle ingerenze dei genitori e sui compiti per casa, il magistrato si è espresso anche sul modo in cui viene impiegato il tempo scolastico. Di fronte alle troppe attività extra, anche quelle legate alla legalità, si rischia di togliere tempo prezioso alle materie di base:

Nelle scuole cerco di andare di pomeriggio, perché dobbiamo evitare di trasformare le scuole in “progettifici”. A scuola si spinge molto a fare i progetti, ma se fai i progetti di mattina e dedichi meno ore a italiano e storia, scienza e matematica, poi gli anni volano e vedi gente che non sa parlare o scrivere in italiano.

Come si vede, il problema non riguarda i progetti in sé ma il modo in cui vengono trattati dalla comunità scolastica. Nelle sue parole, la legalità bisogna frequentarla e non limitarsi a renderla oggetto di attività a scuola: un messaggio chiarissimo.

Proprio per questo celebrare le giornate tematiche, anche quando dedicate alla legalità, è meno efficace che dedicarsi a materie tradizionali come italiano e matematica. Una base senza la quale non si arriva lontano.

i modelli dei giovani

Il bisogno di “frequentare” la legalità più che parlarne porta Nicola Gratteri al punto successivo, dedicato alla rappresentazione delle mafie nelle serie TV e nei film. Rappresentazione che, inevitabilmente, finisce per restituire un’immagine quasi romantica della criminalità, anche quando la realtà è ben diversa. Proprio per questo bisogna agire in maniera concreta sulla percezione dei giovani:

Dobbiamo cercare di decostruire il mito: nelle serie più recenti c’è un’ora di violenza e mai un insegnante, un prete, un educatore, un magistrato. Mai una figura positiva, e nel frattempo la serie dell’anno successivo è ancora più violenta, perché nel frattempo gli spettatori si sono assuefatti alla violenza dell’anno prima.

E mai nessuno, continua il procuratore capo, si interroga su quale sia l’effetto di questi contenuti sui ragazzi nella loro età evolutiva, durante il periodo della loro formazione. Il risultato? Giovanissimi che imitano linguaggi, abbigliamento e atteggiamenti dei criminali, senza comprenderne davvero i modelli.

attività alternative, ma con criterio

Le parole di Nicola Gratteri non portano, come si vede, ad una critica alle attività scolastiche tout court ma alla necessità di ripensare il modo in cui comunichiamo con i giovani:

  • da un lato, quindi, c’è il bisogno di fornire modelli positivi già a scuola;
  • dall’altro, invece, c’è l’esigenza di ritrovare una dimensione tradizionale dell’apprendimento.

Senza quest’ultima è impossibile fornire la giusta consapevolezza per quei progetti che arricchiscono davvero l’individuo, quando effettuati nel modo giusto. Se la missione della scuola rimane sempre quella di formare cittadini consapevoli e preparati, allora anche le attività extracurricolari devono contribuire al futuro degli studenti.

Da questo punto di vista, quindi, le parole di Nicola Gratteri non riguardano la quantità dei progetti ma la loro qualità. Per una scuola che sappia guardare oltre i suoi banchi è necessario aprirsi al mondo, ma con consapevolezza e attenzione al percorso di crescita dei suoi studenti.

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