Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Anche la Francia vieta i social ai minori di 15 anni, Macron esulta: “Finalmente protetti i nostri bambini”

La Francia ha deciso di intervenire con forza sul rapporto fra minori e social media. L’Assemblea Nazionale ha infatti approvato un disegno di legge che introduce il divieto di accesso ai social per i minori di 15 anni. Si tratta di una misura che, pur dividendo l’opinione pubblica, non può essere certo definita una “sorpresa”.

Con 130 voti a favore e soltanto 21 contrari, la proposta approvata ha reso la Francia uno dei Paesi più rigidi sul fronte della regolamentazione del mondo digitale per gli adolescenti. Ma cosa prevede nello specifico la nuova legge? E perché un intervento così netto?

SOCIAL VIETATI AI MINORI DI 15 ANNI

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

In maniera molto simile a quanto avvenuto in Italia per l’uso dello smartphone a scuola, la Francia non è nuova a misure che cercano di gestire il rapporto complicato fra giovani e tecnologia.

Nel 2025, per esempio, è diventato ufficiale il divieto di esporre agli schermi i bambini degli asili nido, per via delle ricadute sullo sviluppo neurologico, emotivo e sociale in una fase fondamentale nella crescita. Adesso, invece, l’Assemblea Nazionale ha deciso di vietare i social ai minori di 15 anni.

In particolare, il testo della legge prevede una lista di piattaforme social e video alle quali i minori con età inferiore ai 15 anni non potranno più accedere. Non si tratta però di un criterio generalizzato: nel divieto rientrano tutti quei servizi che, per la tipologia dei contenuti o le modalità di funzionamento dell’algoritmo, possono danneggiare lo sviluppo fisico, mentale e morale dei bambini.

Oltre al divieto previsto per alcune piattaforme come Instagram e TikTok, conferma Le Monde link esterno, in alcuni casi sarà possibile un accesso condizionato. In pratica, soltanto con il consenso esplicito dei genitori, che dovranno stabilire tempi di utilizzo, fasce orarie e contenuti permessi.

“i bambini saranno protetti

In attesa di un’approvazione definitiva, intanto il disegno di legge ha ricevuto un pieno sostegno da Emmanuel Macron. Secondo il presidente francese, la misura risponde pienamente sia alle raccomandazioni degli esperti, per esempio l’agenzia francese Anses link esterno, sia alle preoccupazioni delle famiglie. Ecco le sue parole:

Dal primo settembre, i nostri bambini e ragazzi saranno finalmente protetti. […] Le menti dei nostri figli non sono in vendita, né alle piattaforme americane né alle reti cinesi. Perché i loro sogni non dovrebbero essere dettati dagli algoritmi.

In aggiunta, diventa anche operativo il divieto di usare lo smartphone nelle scuole superiori, ambito nel quale la Francia si allinea all’Italia. Da questo punto di vista, in più occasioni Giuseppe Valditara si è detto soddisfatto dei nuovi regolamenti, che piacciono anche ad altri Paesi europei.

Il divieto nel mondo

Come si può intuire, la Francia non è un caso isolato, né in Europa né nel mondo. Di recente anche il Regno Unito si è detto favorevole a vietare i social ai minori di 16 anni: la proposta, approvata dalla Camera dei Lord, attende il passaggio alla Camera dei Comuni.

Spagna e Germania stanno valutando misure simili, e persino la Danimarca fa qualche passo indietro sulla digitalizzazione nella scuola. In Italia l’età minima per il consenso è fissata a 14 anni, ma da più parti si invoca una legiferazione specifica in materia. Se Alberto Pellai chiede misure simili a quelle francesi e inglesi, in Parlamento è approdato un disegno di legge apposito il cui iter è tuttavia soltanto all’inizio. Per quanto riguarda i nostri cugini d’oltralpe, manca soltanto l’approvazione da parte del Senato: una volta ottenuta, la Francia potrebbe diventare il secondo Paese al mondo a vietare i social agli adolescenti dopo l’Australia. E, siamo sicuri, non sarà neanche l’ultimo.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Scrivere a mano è fondamentale per il pensiero, ma stiamo dimenticando come si fa

Scrivere a mano fondamentale per il pensiero

Da più di quattro decenni la calligrafia non è più una disciplina obbligatoria a scuola, ma una scelta lasciata alla discrezione degli insegnanti. Non stupisce allora che molti abbiano smesso di insegnarla e, d’altronde, perché avrebbero dovuto? In un mondo che correva verso l’informatizzazione, sembrava aver perso il suo senso. Inizia così la riflessione di Marco Belpoliti sul declino della scrittura a mano nella scuola di oggi, che insieme al…

L’allarme dell’Accademia della Crusca: “La lingua italiana è in crisi, fra inglese e nuove abitudini”

italiano in crisi

“Perché si possa parlare di un italiano del futuro bisogna fare qualcosa al più presto”. A pronunciare queste parole è Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Ferrara. Parole che restituiscono un’istantanea della nostra lingua ma, allo stesso tempo, lanciano un monito da non sottovalutare. Come confermato dalla Crusca , infatti, l’italiano rischia un progressivo ridimensionamento nel prossimo futuro. Se a causare questo fenomeno…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Pellai: “Abbiamo cresciuto bambini incapaci di guardare l’orizzonte. L’abuso degli schermi ha generato una miopia che colpisce il 35% di loro”

L’abuso dei dispositivi elettronici e l’esposizione eccessiva agli schermi stanno cambiando le nuove generazioni in modo profondo. Non si tratta soltanto di problemi sociali e relazionali, ma anche di conseguenze neurologiche e fisiche che riguardano i circuiti della ricompensa dopaminergica e la salute visiva. A parlarne è Alberto Pellai durante un convegno organizzato da Assopto Milano Acofis . Nel suo intervento, lo psicoterapeuta traccia un quadro lucido e per certi…

7 docenti su 10 sono stati aggrediti, almeno una volta, da un genitore o da un alunno

aggrediti almeno una volta

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento delle aggressioni fisiche e verbali dei genitori ai danni degli insegnanti. Che si tratti di un voto ritenuto troppo basso, di un semplice rimprovero o di una nota disciplinare sul registro elettronico, la risposta di alcuni adulti non è il dialogo ma un atteggiamento aggressivo e conflittuale. Gli episodi più recenti sono due, avvenuti in Sicilia e in Campania: in entrambi i…

Le tre strade che l’Europa ha scelto contro le distrazioni da smartphone

distrazioni da smartphone

In Italia, ormai da diverso tempo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha vietato l’uso dello smartphone a scuola, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. Questa decisione si inserisce all’interno di una tendenza globale che vede numerosi Paesi limitare in modo sempre più deciso l’utilizzo degli smartphone nei contesti scolastici, nel tentativo di ridurre le distrazioni e favorire condizioni più favorevoli all’apprendimento. Detto ciò, sebbene l’obiettivo comune…

Nessun laureato amante della cultura sognerebbe mai di insegnare in cambio di insulti e minacce da parte di genitori convinti di saperne più dei docenti

amante della cultura

Il caso di Trescore Balneario, in cui uno studente tredicenne ha accoltellato la sua insegnante di francese, ha comprensibilmente scosso la comunità scolastica. Oltre all’atto in sé, colpiscono i contorni lucidi della vicenda: la pianificazione, la diretta e la diffusione in tempo reale, la lettera scritta prima di agire. Appare normale, soprattutto dopo episodi del genere, che i docenti si sentano in pericolo: non si tratta più soltanto di insegnare…

Violenza a scuola, uno studente su due non si sente al sicuro tra le mura scolastiche

violenza a scuola

La maggioranza degli studenti non si sente sicura a scuola e si dichiara favorevole alle misure restrittive introdotte dal ministro Giuseppe Valditara. Questi, in sintesi, i risultati di un instant poll condotto dal portale Skuola.net in seguito all’accoltellamento di una docente di francese da parte di uno studente tredicenne. In effetti, questa ennesima aggressione ha riacceso il dibattito su alcune questioni fondamentali: la violenza a scuola, il rapporto fra docenti…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X