Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Bibbia nella primaria? Ok, ma allora anche il Corano

Roberto Vecchioni ha sempre avuto un legame speciale con il mondo scolastico, e non soltanto perché viene da un passato da docente. Negli anni, il cantautore italiano è rimasto vicino agli studenti, osservando da vicino le loro aspirazioni, i loro sogni e le sfide che affrontano.

Di recente, poi, Vecchioni ha condiviso il suo punto di vista sulle necessità degli studenti ma anche sulle nuove linee guida proposte dal ministro Valditara. Con una posizione destinata a far discutere: va bene tornare a studiare la Bibbia alla primaria, ma dovremmo fare lo stesso con il Corano.

Sbagliato imporre la cultura

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

In occasione di un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa link esterno, Roberto Vecchioni ha parlato del suo rapporto con gli studenti. Quando entra in classe, ricorda il cantautore, pensa infatti a quanto sarebbe migliore il mondo come lo immaginano i giovani.

Eppure, questi ultimi spesso provano una rabbia che ha radici profonde e alla quale contribuisce una società sorda alle loro richieste. Secondo Vecchioni, bisogna dare ai giovani l’opportunità di realizzare se stessi:

I ragazzi devono costruire la cultura, non deve essere loro imposta ma proposta. Quando i ragazzi sono creativi lo sono anche da grandi. Quindi ascoltate la loro musica, meno un certo tipo di trap, leggete i loro libri, date tempo ai ragazzi. Dobbiamo insegnare la creatività, non solo le nozioni.

Le parole di Vecchioni, che non lesina critiche alla trap, ricordano un certo modo di fare scuola che purtroppo oggi è in crisi. Piuttosto che insegnare soltanto nozioni, la scuola dovrebbe infatti formare cittadini del futuro, capaci di vivere in società e contribuire a migliorarla.

E il Corano?

Uno dei temi più dibattuti di recente riguarda le nuove indicazioni nazionali proposte dal ministro Valditara. Fra l’abolizione della geostoria alle superiori e il ritorno del latino alla secondaria di primo grado, colpisce il riferimento alla lettura della Bibbia alla primaria. Da questo punto di vista l’opinione di Roberto Vecchioni, come riporta il quotidiano La Repubblica link esterno, è più articolata di quanto possa sembrare all’inizio:

Ho delle remore sul latino facoltativo, ma la Bibbia credo vada bene, così come credo che sarebbe un bene l’apertura delle scuole alla lettura del Corano. È bene conoscere.

Piuttosto che chiudersi nella mera ricerca e riproposizione di stilemi identitari, insomma, la scuola ha ben altre opportunità e potenzialità. Di per sé, quindi non è necessariamente un problema tornare allo studio di un testo fondamentale per la nostra cultura come la Bibbia, se questo ritorno avviene con consapevolezza. E la medesima consapevolezza serve anche per lo studio di altri testi, magari facenti parte di altre tradizioni. Come lo stesso Vecchioni ricorda, è bene conoscere.

la mia bibbia da colorare

LA MIA BIBBIA DA COLORARE

Scopri l’allegato abbinato al nuovo corso di religione per la scuola primaria Detto… Fatto! edito da San Paolo e La Spiga

La scuola secondo Roberto Vecchioni

Altrettanto importante, per l’idea di scuola che ha Roberto Vecchioni, è la necessità di una cultura nazionale sotto la quale tutti possiamo riconoscerci. Non serve studiare le saghe nordiche se abbiamo un patrimonio culturale così ricco e condiviso, la sintesi.

Per la scuola del futuro, insomma, servono tanto il dialogo quanto la creatività. Se il primo costituisce un ingrediente fondamentale di una didattica efficace, la seconda rappresenta lo sguardo al futuro, la scintilla che ci aiuta a migliorare e permette di cambiare in meglio la società in cui viviamo.

Cosa vuol dire ciò?

Che la scuola ha un ruolo fondamentale e, allo stesso tempo, una grandissima responsabilità nella costruzione di questo futuro. Il suo compito è dare ai giovani tutti gli strumenti perché possano sfruttare appieno il loro potenziale e trasformare il mondo in un luogo migliore. In questo mondo ideale realizzato dai giovani, agli adulti non resta che un solo compito: ascoltarli e sostenerli.

Il resto verrà da sé.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Che cos’è il design thinking e come funziona se usato nella didattica

design thinking

Il design thinking è una metodologia di lavoro di cui si parla sempre più spesso negli ultimi anni, soprattutto per le sue possibili applicazioni in ambito scolastico. Si tratta, in estrema sintesi, di un approccio che insegna ad affrontare i problemi con la mentalità del progettista, adattandola però ai contesti educativi e ai processi di apprendimento. Come i designer, infatti, anche gli insegnanti smettono di essere semplici trasmettitori di conoscenze…

Dare un tablet a un bambino di un anno è come dargli un po’ di morfina

tablet come morfina

Da anni ormai si parla dell’esposizione precoce dei bambini a schermi e dispositivi elettronici quali smartphone e tablet. Paesi come la Francia hanno già adottato misure restrittive per proteggere i più piccoli e, sebbene in Italia non esistano ancora provvedimenti specifici, il dibattito è oggi più acceso che mai. A richiamare ancora una volta l’attenzione sui possibili effetti di un’esposizione precoce agli schermi è anche lo psichiatra e tossicologo Luigi…

Perché alcuni studenti sono più bravi in matematica? Per la scienza è anche una questione di genetica

bravi in matematica

Ci sono studenti che si trovano a loro agio con la matematica e studenti che, al contrario, faticano a gestire numeri, calcolo mentale, operazioni semplici e complesse. Se per molti il problema riguarda i metodi di insegnamento e la paura di sbagliare, le neuroscienze propongono una lettura diversa. E, per certi versi, rivoluzionaria. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances , infatti, la dimestichezza con la matematica non dipende…

L’allarme degli insegnanti inglesi: “Gli alunni stanno perdendo la capacità di ragionare a causa dell’intelligenza artificiale”

capacità di ragionare

Da diverso tempo l’intelligenza artificiale è diventata una parte importante della vita quotidiana di studenti e insegnanti. Se quasi il 50% dei docenti usa ChatGPT a supporto della didattica, per il ministro Valditara l’IA migliora gli apprendimenti, quando viene implementata in modo corretto. Il problema è che non tutti i dati sembrano confermare questa prospettiva. Secondo un sondaggio del sindacato britannico National Education Union, infatti, la maggior parte dei docenti…

Scrivere a mano è fondamentale per il pensiero, ma stiamo dimenticando come si fa

Scrivere a mano fondamentale per il pensiero

Da più di quattro decenni la calligrafia non è più una disciplina obbligatoria a scuola, ma una scelta lasciata alla discrezione degli insegnanti. Non stupisce allora che molti abbiano smesso di insegnarla e, d’altronde, perché avrebbero dovuto? In un mondo che correva verso l’informatizzazione, sembrava aver perso il suo senso. Inizia così la riflessione di Marco Belpoliti sul declino della scrittura a mano nella scuola di oggi, che insieme al…

L’allarme dell’Accademia della Crusca: “La lingua italiana è in crisi, fra inglese e nuove abitudini”

italiano in crisi

“Perché si possa parlare di un italiano del futuro bisogna fare qualcosa al più presto”. A pronunciare queste parole è Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Ferrara. Parole che restituiscono un’istantanea della nostra lingua ma, allo stesso tempo, lanciano un monito da non sottovalutare. Come confermato dalla Crusca , infatti, l’italiano rischia un progressivo ridimensionamento nel prossimo futuro. Se a causare questo fenomeno…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X