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La rivista per la scuola e per la didattica
APPRENDIMENTO

Bruna Bianco e Rosaria Polita, autrici per la scuola. “I nostri sussidiari indicano la direzione per il metodo di studio”

Come vi sentireste se vi costringessero ad indossare un vestito di alta moda ma che non vi rispecchia? Di sicuro non a vostro agio. Nonostante siate consapevoli che sia il meglio possibile, avvertite che non è giusto per voi, vi fa sentire goffi ed inadeguati. È questa la suggestiva metafora che le maestre Bruna Bianco e Rosaria Polita, autrici del nuovo sussidiario “Direzione Discipline Plus” link esterno, edito La Spiga del Gruppo Editoriale ELi, utilizzano per parlare di metodo di studio che “è qualcosa che si acquisisce e non si insegna”. Pretendere che un bambino utilizzi un metodo solo perché ritenuto il migliore dall’insegnante non lo aiuta, lo costringe ad indossare un vestito non suo.

Questo è il pensiero che guida da sempre il lavoro di Bruna e Rosaria come insegnanti, autrici e formatrici. Sostengono che “sia importante offrire ai bambini diverse modalità di proposte e di strategie chiare per far capire loro che esistono molteplici possibilità e strumenti per trattenere le informazioni”, così che ognuno possa scegliere “il proprio vestito”. Per aiutare il bambino a raggiungere l’obiettivo prefissato senza frustrazione, che sia la soluzione di un problema matematico o lo studio di una pagina di storia, “occorre offrire strategie diverse”, sarà poi l’alunno stesso, mettendole in pratica con il supporto dell’insegnante, a decidere quale utilizzare perché “se ti dico cosa devi fare e basta ti costringo ad indossare un vestito che non è il tuo”.

La riflessione sul metodo di studio rappresenta un pilastro del loro lavoro anche come autrici di sussidiari, firmati con gli pseudonimi di “Lilli Doniselli” e “Alba Taino”. Così spiegano questa scelta: “Nel momento della pubblicazione abbiamo deciso di mettere i nostri pseudonimi per testimoniare ciò che diciamo sempre ai corsi di formazione, l’importanza di mantenere e conservare ciò che viene dalla tradizione, dall’esperienza del lavoro fatto e reinterpretarlo con gli occhi volti verso il futuro”. Bruna Bianco ha scelto il nome della madre, Lilli Doniselli, mentre Rosaria Polita quello della figlia minore, Alba Taino, nomi che diventano metafora di ciò che significa insegnare, guardare indietro per andare avanti, utilizzando il passato come bussola per orientarsi nel presente.

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Le autrici hanno scritto la storia recente dei libri di testo, sono state delle innovatrici didattiche, “Fantaparole” è stato il primo corso di scuola primaria ad introdurre il quaderno del corsivo con una storia per presentare ognuna delle lettere dell’alfabeto, sono state le prime ad inserire il pensiero computazionale nei sussidiari.

La loro collaborazione parte da lontano, da una scuola della periferia di Milano. “Ci siamo conosciute perché entrambe lavoravamo in un quartiere con una situazione sociale molto difficile”, ricordano. “Era una scuola che in passato era stata una scuola speciale, quindi gli insegnanti collaboravano con i centri di igiene mentale per i bambini e varie figure professionali”. Lavorare in un ambiente difficile e potersi confrontare con esperti, neuropsichiatri, psicologi dell’età evolutiva, logopedisti, fisioterapisti, psicomotricisti è stata un’esperienza che ha segnato profondamente il percorso formativo di entrambe e lo ricordano con una nota di emozione nella voce. “In ogni classe c’erano bambini con gravi disabilità e, grazie alla collaborazione degli specialistidel Comune di Milano, è nato il Gruppo di Ricerca e Sperimentazione Didattica, composto da insegnanti, anche di altri plessi, che collaboravano con gli esperti facendo tanta ricerca che poi veniva sottoposta ad una verifica, non tanto sui risultati ottenuti, ma sulla validità della metodologia messa in atto”. A dimostrazione che il concetto dello sperimentare, del provare vari metodi e verificarne la loro validità sul campo è stato da sempre il loro faro.

Nell’ambito della ricerca, i due filoni che guidano Bruna e Rosaria sono il metodo tessitore, che riguarda fondamentalmente i bambini, e il coding della didattica, che conduce all’acquisizione di un metodo di studio. Torna il concetto di guardare al passato per scrivere il futuro perché, come spiegano le autrici, “tessere insieme le conoscenze pregresse, in modo che gli alunni possano trattenere le informazioni nuove, favorisce l’interdisciplinarietà”, mettere insieme ciò che già so con quello che posso recuperare dai vari saperi intorno a me per ampliare la mia conoscenza. “L’importante è farlo in maniera organizzata, spiegando ai bambini tutte le tappe e facendo sempre riferimento alle conoscenze pregresse”.

Tra le principali fonti di ispirazione, le autrici citano il metodo Montessori, nella loro scuola era presente un’aula attrezzata con materiali montessoriani, e il contributo di psicologi e pedagogisti dell’Università di Milano. Nei corsi di formazione, il messaggio che rivolgono agli insegnanti è chiaro: “È necessario studiare per conoscere, ma poi saper estrarre ciò che è essenziale e tradurlo in metodologia”. Sottolineano inoltre che, nella progettazione dei loro sussidiari, si sono messe dal punto di vista dei docenti “per offrire un percorso strutturato in modo organico, che potesse essere a sua volta proposto agli alunni”.

L’obiettivo del nuovo “Direzione Discipline Plus” link esterno, infatti, non è fornire un metodo di studio preconfezionato, ma permettere a ciascun alunno di costruire il proprio. Sfogliando i volumi emerge chiaramente il desiderio di accompagnare gli studenti attraverso domande di riflessione. Un sussidiario orientato alla costruzione del metodo di studio non si limita a proporre esercizi di verifica, ma offre suggerimenti diversificati, affinché ogni bambino possa individuare le strategie più adatte per trattenere le informazioni. In questo contesto si inserisce il riferimento alle intelligenze multiple: “Oggi i bambini attivano modalità diverse di apprendimento, dall’intelligenza visiva alla drammatizzazione, dalla musica al linguaggio del corpo”, sottolineano le autrici, “è quindi necessario valorizzare queste diverse forme di intelligenza, in una scuola che evolve insieme ai suoi studenti”.

DIREZIONE DISCIPLINE PLUS

Il progetto mette al centro il metodo di studio. In Matematica l’approccio è deduttivo: la regola viene chiarita subito e applicata in autonomia, con molte esercitazioni nel volume e nel Laboratorio di Matematica allegato all’ambito scientifico. In tutte le discipline si valorizzano diverse intelligenze con mappe visive e box dedicati (intelligenza visiva, logica, didattica ludica). Il percorso “Parole per conoscere”, a cura di Cristina Dell’Acqua, usa racconti del passato per leggere il presente e stimolare curiosità. Completano l’offerta i Quaderni delle verifiche annuali (per ambiti) e l’Atlante.

L’acquisizione di un metodo di studio consente agli alunni di affrontare con maggiore sicurezza e serenità il passaggio alla scuola secondaria. Tuttavia, osservano Bruna e Rosaria, spesso i docenti tendono ad attribuire le difficoltà agli ordini di scuola precedenti, dinamica che si riscontra anche nel passaggio tra scuola dell’infanzia e primaria. “Sarebbe utile prevedere maggiori momenti di confronto tra i diversi ordini di scuola, per chiarire obiettivi e aspettative”. Conoscere il percorso precedente è importante, ma occorre anche considerare che la relazione educativa cambia: più accogliente nella primaria, più distaccata nella secondaria.

Alla domanda su quali aspetti andrebbero potenziati nella scuola primaria, suggeriscono, ad esempio, di dedicare maggiore spazio all’interrogazione, intesa come occasione per verbalizzare quanto appreso, anche attraverso attività come la drammatizzazione. Recuperare il momento della ripetizione, utilizzando anche il libro di testo è, secondo le autrici, fondamentale, perché consente all’insegnante di valutare se l’alunno ha effettivamente acquisito un metodo di studio. Si conferma così la centralità del metodo: un “vestito” che alunni e insegnanti costruiscono insieme, così che ciascuno possa sentirsi a proprio agio, riconoscersi e valorizzare la propria individualità. Perché, con un metodo di studio solido ed efficace, l’alunno sarà in grado di affrontare e gestire apprendimenti diversi, sia nelle discipline più affini alle proprie attitudini sia in quelle più distanti. Non solo nel corso del percorso scolastico, ma anche successivamente, in contesti nuovi che incontrerà nel tempo. Per tutta la vita.

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