Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Cacciari: “La scuola non deve fabbricare lavoratori, ma liberare anime. E gli insegnanti vanno messi nelle condizioni di farlo”

La scuola dovrebbe essere un luogo di crescita personale e di liberazione della propria anima, eppure oggi è costantemente trasformato in una fabbrica di lavoratori addestrati. Sono queste le parole di Massimo Cacciari, intervistato dal quotidiano La Repubblica link esterno, a proposito della deriva della scuola italiana.

Secondo il filosofo, oggi l’istruzione è sempre più vicina al modello aziendale fatto di competenze spendibili nel mondo del lavoro. Eppure i giovani non sono ingranaggi di un sistema, ma persone da formare nella loro interezza: per invertire la rotta, è necessario tornare al concetto di paideia e recuperare il ruolo dell’insegnante.

La burocrazia soffoca l’insegnamento

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Il ragionamento di Massimo Cacciari parte da uno dei principali problemi contemporanei della scuola: l’eccessivo carico burocratico. Non si tratta certo di un mistero: d’altronde, chiunque faccia l’insegnante ha di continuo a che fare con un’asfissiante burocrazia scolastica.

Lungi dall’essere un’istituzione che educa la persona, la scuola è oggi un apparato amministrativo dove contano moduli, scadenze, relazioni, aggiornamenti. Una situazione che trova nel registro elettronico la sua summa e la sua sintesi: anche su questo punto, la storia recente è piena di esempi fin troppo esplicativi.

Secondo il filosofo, si tratta di un’impostazione che costituisce la negazione stessa dell’educazione. Un docente non si occupa più di coltivare un rapporto sano con i suoi studenti, lezione dopo lezione, ma deve inseguire protocolli su protocolli, in un circolo vizioso che porta soltanto alla perdita di motivazione ed energia. Non sono rari i casi di insegnanti che sperimentano fenomeni di burnout, anche durante quei “tre mesi di vacanza” che non sono mai né tre mesi, né vera vacanza.

LEGGI ANCHE
La scuola non è un’azienda, il suo obiettivo non è produrre ma formare

Una figura in crisi continua

Una scuola troppo burocratica è anche una delle cause della crisi che il ruolo dell’insegnante ha subito negli ultimi anni. Se un tempo il docente era riconosciuto come autorità morale e punto di riferimento culturale, oggi viene visto spesso come un semplice impiegato statale.

Insomma, come ribadisce Cacciari, un “agente di liberazione” diventa null’altro che un burocrate della conoscenza e un semplice esecutore di direttive ministeriali. Con effetti devastanti sull’educazione scolastica, che diventa soltanto formazione finalizzata alla creazione di occupati.

Eppure, la scuola non può essere soltanto questo ma deve anche aiutare gli studenti a coltivare la propria persona e la propria creatività. Secondo Massimo Recalcati, il vero ruolo dell’insegnante è aprire mondi e porte mai visti prima: una funzione molto diversa dal misurare, certificare, incasellare uno studente, no?

Come dovrebbe essere la scuola?

Tenendo conto di quanto detto fin qui, la risposta di Massimo Cacciari alla crisi della scuola è nella riscoperta del concetto di paideia, l’educazione intesa come formazione umana completa. Si tratta di un momento in cui il fanciullo, pais in greco, è libero da occupazioni ed educa la propria anima alla libertà: è otium, non negotium.

Proprio per questo, alla domanda su come dovrebbe essere la scuola, il filosofo risponde in maniera netta:

L’opposto di quella attuale. Una scuola in cui i docenti siano riconosciuti nella loro importanza in quanto agenti di liberazione e non di fabbricanti di occupati. Oltre che remunerati adeguatamente e non sottomessi ad ogni costrizione tecnico-burocratica da ministeri, presidi, famiglie.

Soltanto quando sono valorizzati nel loro ruolo i docenti possono costruire con gli studenti un dialogo autentico, e aiutare la scuola a recuperare la propria funzione originaria. Su questo punto il messaggio di Cacciari è chiaro: soltanto tornando al concetto di paideia l’educazione può ritrovare se stessa.

D’altronde, conclude il filosofo, essa serve a liberare l’anima. Di certo non ad occuparla.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Intelligenza artificiale e smartphone rendono tutto più facile, per imparare serve anche fatica

per imparare serve fatica

Giuseppe Valditara ha sempre difeso le misure che vietano l’uso dello smartphone a scuola, anche alla secondaria e per ragioni didattiche. Si tratta infatti di un primo passo per migliorare il benessere degli studenti e ridurre gli effetti della dipendenza digitale, un fenomeno sempre più discusso negli ultimi anni. Tanto che essi stessi sembrano apprezzarne i risultati. Di recente il Ministro dell’Istruzione e del Merito è tornato sull’argomento nel corso…

Il sistema educativo è morto 30 anni fa

sistema educativo è morto

Sempre più paesi stanno introducendo limiti all’uso dei social media per i minori, o ne stanno discutendo. Non si tratta più di un dibattito confinato agli esperti di tecnologia o agli studiosi dei media, ma di una questione che coinvolge direttamente famiglie, scuole e istituzioni. È il caso dell’Australia, prima al mondo, e della Francia che di recente si è espressa in tal senso. In generale, dopo anni di utilizzo…

Quasi il 10% dei bambini fra 8 e 9 anni usa già l’intelligenza artificiale. I dati di uno studio americano

bambini fra 8 e 9 anni

Il rapporto fra giovani e intelligenza artificiale è molto più profondo di quanto spesso immaginiamo. Non si tratta soltanto di un uso sporadico legato alla curiosità tecnologica, ma di una presenza sempre più stabile nella vita quotidiana dei ragazzi. Oltre agli studenti che utilizzano ChatGPT per svolgere compiti e temi, molti si rivolgono all’IA anche quando sono tristi e hanno bisogno di un supporto che non li giudichi, proprio perché…

“La scuola necessità dell’ora di severità”: la provocazione di un giornalista

ora di severità

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di violenza a scuola: episodi di bullismo e cyberbullismo, tensioni in classe, aggressioni fra studenti, e non solo. Non si tratta soltanto di episodi isolati che emergono sporadicamente nelle cronache locali, ma di un fenomeno che negli ultimi tempi è diventato sempre più visibile e discusso anche a livello nazionale. Con alcune scuole che hanno già iniziato a richiedere i metal detector…

Per Gratteri la violenza giovanile è fuori controllo: “Genitori assenti e bambini in strada di notte diventano prede della criminalità”

violenza giovanile

Nicola Gratteri non è nuovo a opinioni che fanno discutere. Le sue parole spesso dividono l’opinione pubblica, ma nascono da decenni di esperienza diretta nella lotta alla criminalità organizzata. Da anni, infatti, il procuratore di Napoli osserva da vicino non solo i meccanismi della criminalità, ma anche le condizioni sociali e familiari che possono spingere i giovani verso percorsi sbagliati. Secondo Gratteri, per capire davvero perché sempre più ragazzi finiscono…

Quando la relazione manca, anche l’apprendimento si ferma

relazione Stefano Rossi

Negli ultimi anni il tema delle soft skills è entrato stabilmente nel dibattito educativo. Sempre più insegnanti e famiglie avvertono la necessità di affiancare agli apprendimenti disciplinari lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali, riconoscendole come una componente essenziale della crescita personale dei ragazzi. Non si tratta di una nuova moda pedagogica, ma della presa di coscienza di un cambiamento profondo nel modo in cui bambini e adolescenti vivono le…

Smettiamo di dire ai bambini che non sono portati per la matematica

bambini che non sono portati per la matematica

A qualcuno di voi sarà capitato di entrare in una classe di scuola secondaria di primo grado e di proporre agli studenti una sfida di “grammatica”, per esempio una gara di velocità per indovinare le forme verbali. Quasi sicuramente, a siffatta proposta qualche studente avrà reagito mostrando una certa dose di entusiasmo; probabilmente la maggior parte di loro sarà intervenuta in maniera annoiata, ma, tra uno sbadiglio e un altro,…

Al via EducAbility 2026, con Daniela Lucangeli, Stefano Rossi e Emanuele Frontoni tra didattica cooperativa e intelligenza digitale

EducAbility 2026

Negli ultimi anni, le competenze non cognitive sono entrate con forza nel dibattito educativo, diventando anche un tema centrale a livello normativo. Con questa espressione si indicano tutte quelle abilità personali e relazionali che influenzano il modo in cui studenti e studentesse apprendono, collaborano e affrontano le difficoltà, andando oltre le sole conoscenze disciplinari. Una recente legge ne ha infatti sancito l’introduzione nel contesto scolastico, rendendo oggi fondamentale investire in…

Valditara ha chiesto a presidi ed insegnanti di far pulire e sistemare le aule agli alunni al termine delle lezioni

far pulire e sistemare le aule agli alunni

Giuseppe Valditara ha inviato una circolare a dirigenti e coordinatori scolastici con l’invito a promuovere pratiche quotidiane di cura e decoro degli ambienti scolastici. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il senso di responsabilità degli studenti verso gli spazi comuni, collegando queste attività ai principi indicati nelle linee guida per l’educazione civica. La circolare punta quindi a valorizzare comportamenti responsabili e a riportare al centro il rispetto dei beni pubblici. Non tutti,…

Numeri shock dall’Inghilterra: quasi un terzo dei bambini non sa usare i libri quando inizia la scuola e prova a sfogliarli come se fossero telefoni

non sa usare i libri

Fra i compiti degli insegnanti non c’è solo la trasmissione di contenuti didattici, soprattutto nei primi cicli scolastici. In questa fase, infatti, l’educazione passa anche attraverso l’accompagnamento alla vita di gruppo: imparare a rispettare le regole, gestire le emozioni, sviluppare autonomia personale e acquisire le abilità pratiche necessarie alla quotidianità scolastica. Il problema emerge quando i bambini arrivano a scuola privi di competenze di base che dovrebbero essere almeno in…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X