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Centro-sud con la “febbre” dei licei, al Nord prevale l’istruzione tecnico-professionale. Le iscrizioni alla secondaria spiegano l’Italia

Anche se non sembra, le iscrizioni alla scuola secondaria di secondo grado sono una sorta di “termometro” che rileva l’umore, le aspettative e l’idea di futuro delle famiglie italiane. Osservando il flusso di studenti che ogni anno scelgono il proprio percorso dopo le medie, infatti, emerge il quadro di un’Italia che attraversa un profondo cambiamento.

Se è vero che i licei rimangono la scelta principale per la maggior parte degli studenti, non vanno sottovalutati i numeri degli istituti tecnici e professionali, soprattutto quando sono radicati in un determinato territorio o in una specifica area del Paese, come vedremo nel corso di questo articolo.

Il primato dei licei al Centro-Sud

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Come riporta Il Sole 24 Ore link esterno, il liceo è la scelta maggioritaria in tutta Italia, ma in particolare nelle regioni centrali e meridionali dello Stivale. Se la media nazionale dice che 55 studenti su 100 scelgono il percorso liceale, nel Lazio la percentuale arriva a sfiorare il 70%, con dati particolarmente interessanti.

Il liceo scientifico ha infatti una percentuale di iscritti del 21,41%, mentre il liceo classico supera la media nazionale del 5,20% con un 8,62% di iscritti. Insomma, nella Capitale e nelle province laziali il classico non conosce la crisi che invece attraversa nel resto del Paese.

Come dicevamo, però, il dato riguarda anche diverse altre regioni, tutte del Centro-Sud. I licei infatti superano i 60 iscritti su 100 in:

  • Abruzzo, con il 61,76%;
  • Sicilia, con il 61,79%;
  • Campania, con il 61,17%;
  • Umbria, con il 60,59%.

Il liceo prima e, di conseguenza, l’università dopo rimangono una delle poche vie percepite come sicure per l’emancipazione degli studenti, cioè per migliorare la propria condizione sociale attraverso lo studio. Diversa è la situazione nelle regioni settentrionali.

iscrizioni licei 2026

Tecnici e professionali al Nord

Nelle regioni in cui il tessuto industriale e produttivo è più sviluppato, infatti, la scelta della scuola secondaria diventa una questione di pragmatismo. La percentuale di iscritti al liceo è al minimo in Veneto, dove supera a stento il 44%, mentre gli istituti tecnici segnano il record nazionale, con il 39,17% degli iscritti. E anche in questo caso i dati sono molto simili a quelli di regioni come:

  • Emilia Romagna, con il 17,80% di iscritti agli istituti professionali;
  • Liguria, in cui gli iscritti agli indirizzi riguardanti trasporti e logistica superano il 4%;
  • Piemonte, con un aumento del 30% rispetto alla media nazionale per gli iscritti agli indirizzi meccanici.
iscrizioni tecnici 2026

Al netto di quanto detto nel paragrafo precedente, i dati sono in crescita anche nelle regioni del Sud Italia. In Campania e Sicilia, infatti, gli istituti alberghieri attirano fra il 5% e il 6,5% degli iscritti.

iscrizioni professionali 2026

Oltre le regioni, i dati nazionali

Come dicevamo nell’introduzione, il liceo si conferma la scuola secondaria di secondo grado più scelta dagli studenti che lasciano la scuola media. Nonostante i benefici richiamati da intellettuali ed esperti, continua la crisi del classico, mentre altre forme di istruzione liceale guadagnano iscritti. In particolare, sono in crescita il liceo delle scienze umane e il liceo del made in Italy, per quanto quest’ultimo con cifre ancora contenute.

Calano le iscrizioni agli istituti tecnici, nello specifico dal 31,32% al 30,84% secondo i dati ministeriali link esterno, ma crescono gli indirizzi dedicati alla meccanica e alla chimica. Al contrario, il dato complessivo premia le iscrizioni agli istituti professionali, che passano dal 12,69% al 13,28% su base nazionale.

Tuttavia, al di là delle singole percentuali, i dati sulle iscrizioni alla scuola superiore sono molto più che una semplice scelta scolastica. Dietro quei numeri si intravede infatti la geografia economica e sociale del nostro Paese. Nelle regioni con un tessuto produttivo più forte, gli studenti tendono a orientarsi verso percorsi tecnici e professionali; in aree in cui l’università rimane la principale via di mobilità sociale, o con forti tradizioni accademiche, il liceo rappresenta la strada privilegiata.

Osservare le iscrizioni significa quindi analizzare le aspettative delle famiglie, le opportunità del territorio e il modo in cui i giovani immaginano il futuro. Una fotografia che di anno in anno racconta il cambiamento della scuola e, allo stesso tempo, della società intera.

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