Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
SCUOLA DIGITALE

Da insegnante dico che gli alunni sono pronti per ridurre l’uso del cellulare mentre i genitori sono tecno-dipendenti e non riescono ad ammetterlo

La questione della dipendenza dei giovani dallo smartphone è una delle più dibattute degli ultimi anni. Se per alcuni i giovani utilizzano troppo il cellulare, per altri usare lo smartphone a scuola vuol dire avvalersi di un utile strumento di apprendimento. Nel dibattito si inserisce anche il punto di vista della docente e scrittrice Valentina Petri. Durante alcune conversazioni con i suoi studenti, ha notato come i giovani capiscano bene i rischi della dipendenza da smartphone, anche più dei genitori.

Il rapporto studenti-smartphone

In un approfondimento pubblicato dal quotidiano La Stampa link esterno, Valentina Petri analizza il rapporto fra i suoi studenti e lo smartphone. Certo non si tratterà di un campione rappresentativo dell’intera Italia, ma i risultati di questa particolare indagine risultano molto interessanti. Come racconta la stessa docente:

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Entro nella mia classe quinta decisa a gettare sulla cattedra, come la mela della discordia, la proposta di vietare l’utilizzo dello smartphone ai minori di 14 anni. Proposta controversa, ragionevole, discussa, invocata, percepita al pari di una tardiva chiusura.

Certo, un docente navigato sa benissimo che gli studenti tendono a rispondere nel modo che credono sia gradito al docente, ma non sembra essere questo il caso. Nel parlare del rapporto fra i bambini e lo smartphone, scrive Petri, gli studenti di quinta si infervorano e lasciano emergere una posizione piuttosto chiara. Abusare dello smartphone è una pratica sbagliata, dicono, ed è necessario arginare il fenomeno della dipendenza dai telefoni, soprattutto per i più giovani.

Il rapporto studenti-bambini

Nota per alcune posizioni dress code dei ragazzi a scuola, Valentina Petri è una docente che conosce molto bene il mondo della scuola e, aspetto forse più importante, i suoi stessi alunni. Per questa ragione, appare davvero interessante il suo resoconto sul rapporto fra studenti, tecnologia e bambini più piccoli. A colpire sono in particolare alcuni aneddoti condivisi dai ragazzi.

C’è per esempio uno studente che d’estate lavora come cameriere e guarda bambini di sei anni che non mangiano ma giocano con lo smartphone. Altri vedono di continuo bimbi sul passeggino che, mentre sono al supermercato, non fanno altro che ascoltare canzoncine dallo smartphone dei genitori. Poi c’è anche uno studente che ha sequestrato lo smartphone al fratello minore: voleva fare una videochiamata con l’amico, che però abita al piano di sotto dello stesso palazzo. Insomma, secondo Valentina Petri i ragazzi sono più consapevoli rispetto a quanto si crede, soprattutto per quanto riguarda la tecnologia. E i genitori?

Le responsabilità dei genitori

Nel cercare di comprendere il rapporto fra i giovani e lo smartphone, spesso ci si dimentica che si tratta di persone cresciute con la tecnologia. Sanno utilizzarla meglio e, facendo tutti i distinguo del caso, conoscono bene anche quali sono i suoi limiti. Il dibattito fra Valentina Petri e i suoi studenti si sposta quindi sulle responsabilità dei genitori e sulla dipendenza da smartphone. D’altronde, se il telefono è visto come una soluzione semplice e immediata per calmare un bambino, qualche problema c’è. Secondo Petri:

Vero è che, finché i figli non sono i tuoi, non puoi mai sapere che genitore sarai, quindi un certo margine di dubbio lo mantengo. Ma tra i genitori tecno-entusiasti e quelli tecno-scettici […] sta crescendo una rigorosa generazione di tecno-censori.

Questi ultimi sono gli studenti degli ultimi anni di superiori, impietosi con gli adulti che non sanno gestire l’abuso di uno strumento potente e pericoloso come lo smartphone. Basta quindi la scuola per arginare la dipendenza dalla tecnologia che i bimbi stanno sviluppando? Sì e no: non si può delegare ad essa la soluzione di ogni problema, né si possono assolvere i genitori dalle loro responsabilità. Lo hanno capito dei ragazzi maturandi, possono capirlo anche tutti gli altri.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Anche la Francia vieta i social ai minori di 15 anni, Macron esulta: “Finalmente protetti i nostri bambini”

Francia vieta i social

La Francia ha deciso di intervenire con forza sul rapporto fra minori e social media. L’Assemblea Nazionale ha infatti approvato un disegno di legge che introduce il divieto di accesso ai social per i minori di 15 anni. Si tratta di una misura che, pur dividendo l’opinione pubblica, non può essere certo definita una “sorpresa”. Con 130 voti a favore e soltanto 21 contrari, la proposta approvata ha reso la…

Schettini: “Gli insegnanti sono professionisti da rispettare, non avversari da denunciare se bocciano i propri figli”

professionisti da rispettare

Il rapporto fra genitori e insegnanti è sempre stato molto delicato, soprattutto oggi. Da un lato c’è il ruolo dell’istituzione scolastica, che deve educare e istruire i giovani; dall’altro c’è la necessità di costruire fiducia reciproca con le famiglie. E quando il patto si incrina, sono sempre gli studenti a pagarne le conseguenze. A riportare la questione al centro del dibattito è Vincenzo Schettini, docente e fondatore del progetto La…

La lingua italiana si sta impoverendo, troppo inglese e troppe parole orribili. È tutto in mano ai prof, ma hanno troppa burocrazia e poco tempo per la didattica

lingua italiana si sta impoverendo

La lingua italiana di oggi è molto diversa da com’era anche soltanto qualche decennio fa. È normale che un linguaggio naturale si trasformi, adattandosi ai cambiamenti sociali e culturali, ma non tutte le trasformazioni sono necessariamente positive. In un mondo sempre più globalizzato, il rischio è che l’evoluzione porti a impoverimento, perdita di precisione, rinuncia alla complessità. A sostenere questa posizione è Gian Luigi Beccaria, uno dei più autorevoli linguisti…

Un insegnante che conosce solo la propria materia non è un insegnante

propria materia

La scuola non è soltanto un luogo deputato all’apprendimento formale, ma spesso rappresenta uno dei pochi spazi in cui gli studenti possano vivere esperienze positive di socialità. Forse addirittura l’unico, se si considera l’impatto dei social media sulle nuove generazioni e sulle nuove forme di interazione mediata. A ricordare il ruolo della scuola è Daniele Novara che, in relazione alla crescente violenza giovanile, in un’intervista al Corriere della Sera critica…

Il registro elettronico è il male assoluto, ha reso i genitori ossessionati dal controllo

male assoluto

Filippo Caccamo non è nuovo a riflessioni sulla scuola contemporanea. Docente e comico, da anni racconta il mondo dell’istruzione alternando ironia a critica sociale, con l’obiettivo di mettere a fuoco questioni vissute ogni giorno da insegnanti, studenti e famiglie. Proprio di recente, ospite al PoretCast di Giacomo Poretti , Caccamo ha parlato di uno degli strumenti più discussi degli ultimi anni in ambito scolastico. Definito senza mezzi termini come il…

La Danimarca cambia idea sul digitale a scuola, tornano libri, quaderni e appunti scritti a mano

danimarca cambia idea sul digitale

Da anni i Paesi del Nord Europa sono considerati modelli di innovazione, soprattutto per quanto riguarda la didattica digitale. Alfabetizzazione tecnologica, uso di smartphone e tablet in classe, proiezione verso il futuro sono diventati nel tempo capisaldi di un certo modo di intendere la scuola. Eppure, qualcosa è cambiato. Di recente, la Danimarca ha deciso di ripensare la digitalizzazione dell’istruzione, promuovendo allo stesso tempo una riduzione strutturale dell’uso dei dispositivi…

Per Roberto Vecchioni l’Italia non è un paese per giovani perché non permettiamo loro di sbagliare e non li ascoltiamo nemmeno

Italia non è un paese per giovani

Roberto Vecchioni si è trovato spesso a parlare del ruolo delle nuove generazioni in un mondo sempre più complesso, del valore di una buona istruzione e del ruolo dei genitori. Di recente, lo ha fatto anche nel corso di una conversazione con Radio 105 e di un’intervista al quotidiano Il Mattino. Secondo il cantautore ed ex insegnante, è difficile considerare l’Italia un Paese per giovani: questi ultimi non solo non…

Parliamo tanto dei social vietati agli alunni, ma io li toglierei agli adulti, viste le cose che leggo

social vietati agli alunni

Nel corso di una recente intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero , Emanuela Fanelli ha condiviso con i lettori ricordi personali e riflessioni sul presente che stiamo vivendo. Si tratta di parole che colpiscono perché arrivano da un’attrice e comica amatissima dal pubblico, ma che affondano le radici in un’esperienza concreta, spesso poco conosciuta: quella da insegnante nella scuola dell’infanzia. Fanelli ha infatti raccontato il periodo in cui lavorava come…

“Mi fanno fare di tutto tranne che insegnare”: lo sfogo di un docente che vuole lasciare la scuola italiana

sfogo di un docente

“Sono un docente, e dopo vent’anni di carriera spesi a dare (e a sopportare) tutto per amore di ciò che amo, ho capito che vorrei cambiare lavoro”. Inizia così la lettera aperta che Marco Redaelli, insegnante di 45 anni, ha inviato al Corriere della Sera , in cui emerge con forza un malessere diffuso nella scuola italiana. Le parole di Redaelli non rappresentano infatti lo sfogo isolato di un singolo,…

Il latino era una lingua universale, forse anche meglio dell’inglese di oggi

lingua universale

Negli ultimi tempi si è tornati a parlare del latino a scuola, non soltanto al liceo classico e al liceo scientifico ma anche alle scuole secondarie di primo grado. In più occasioni, il ministro Valditara ha definito positivamente questo ritorno e dei vantaggi del suo insegnamento, ma in generale il dibattito appare ancora troppo legato all’idea di “utilità”. A offrire uno sguardo più profondo su quanto il latino sia importante…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X