Il liceo scientifico Paleocapa di Rovigo ha deciso di contrastare i continui atti di vandalismo da parte di alcuni studenti in modo drastico. Per un mese, infatti, gli studenti dovranno portare la carta igienica da casa o richiederla ai collaboratori in caso di emergenza.
Anche se il provvedimento può anche far sorridere, si tratta di un problema molto serio. Per settimane, alcuni studenti hanno continuato ad abusare della carta igienica nei bagni, peggiorando sia il clima scolastico sia la qualità dei servizi offerti agli studenti. La scelta della preside non stupisce più di tanto, anche considerando che non si tratta del primo caso né della prima scuola, ma rappresenta una soluzione efficace?
Niente carta igienica per colpa dei vandali
In una sorta di capovolgimento paradossale, un oggetto così ordinario come la carta igienica è diventato un simbolo di lotta al vandalismo. Di fronte allo stato indecoroso in cui venivano continuamente ridotti i bagni del “blocco C” dell’istituto, spiega Il Gazzettino
, la preside Cristina Gazzieri ha optato per una soluzione drastica. Come si legge nella relativa circolare:
Nell’impossibilità di individuare i responsabili di questi atti di incuria, di spreco e di mancanza di rispetto verso gli altri, consapevoli che gli errori individuali ricadono sull’intera comunità a livello sia pratico che di decoro, per un mese intero la carta igienica non verrà più fornita nei bagni del blocco C.
Soltanto alcuni studenti hanno lanciato rotoli sulle porte, incollato la carta igienica sulle pareti, intasato gli scarichi dei bagni. Eppure, per un mese intero tutta la comunità scolastica dovrà andare incontro ai disservizi: chi avrà bisogno di andare in bagno dovrà portare la carta igienica da casa o richiederla al personale. Che comunque può distribuirla solo in caso di emergenza.
Una questione di educazione e rispetto
Dietro la decisione della dirigente scolastica, non c’è ovviamente la voglia di punire tutti gli studenti, anche perché l’intera comunità scolastica è oggetto del provvedimento. Al contrario, per quanto in modo drastico, l’intento è quello di educare al rispetto dei beni comuni, come ricorda bene una docente:
Non è questione di carta o di punizione ma di rispetto. Chi usa male le cose comuni mostra una mancanza di senso civico che prima o poi va affrontata. La scuola serve anche a questo.
Anche il personale scolastico si dice d’accordo con la circolare, dal momento che alcuni bagni venivano ridotti in condizioni tutt’altro che dignitose. E d’altronde non si tratta neanche del primo caso: anche altre scuole hanno dovuto affrontare atti di vandalismo simili a quello del Paleocapa.
In un liceo di Treviso, alcuni studenti hanno lanciato da secondo piano un rotolo bagnato contro un’auto di passaggio. Un discorso simile si può fare anche per un istituto in provincia di Vicenza, dove l’uso eccessivo e improprio della carta ha comportato soluzioni drastiche.
Carta igienica e lezioni di civiltà
In un periodo in cui si parla spesso di vandalismo e sanzioni, a stupire non è l’iniziativa del Paleocapa quanto la generalità dei suoi effetti. Come nel liceo di Rovigo, anche gli altri istituti hanno deciso di chiudere la carta igienica in un armadietto e concederla soltanto caso per caso.
Piuttosto che “colpirne uno per educarne cento”, Cristina Gazzieri ha deciso di colpire ed educare tutti ad un nuovo senso di responsabilità e consapevolezza. Il messaggio è semplice ma, al tempo stesso, molto potente: non può esserci alcuna disciplina se non dopo una congrua educazione. Il provvedimento può infatti anche sembrare esagerato, ma le intenzioni sono nobili e confermano il ruolo della scuola di oggi. Da questo punto di vista, e suo malgrado, la carta igienica diventa un simbolo di civiltà scolastica. E forse anche civiltà in generale.










