Fra i problemi della nostra epoca, le fake news occupano sicuramente un posto privilegiato, soprattutto per il modo in cui riescono a spostare e orientare le coscienze. In Italia, per esempio, uno studente su tre non sa distinguere una notizia falsa da una vera, con tutte le conseguenze del caso.
Per questa ragione, diversi Paesi stanno cercando di intervenire sul piano educativo, e non stupisce che in cima ci sia proprio la Finlandia. Qui infatti la lotta alla disinformazione comincia molto presto, già dalla scuola dell’infanzia e dalla scuola primaria. Vediamo come.
Contro le fake news, già dall’infanzia
Che la Finlandia stia agendo concretamente per insegnare a riconoscere le fake news non sorprende più di tanto. D’altronde, si tratta di uno dei sistemi scolastici migliori al mondo, in cui la lotta alle notizie false ha lo scopo di aiutare i bambini e gli adolescenti a orientarsi nel mondo dell’informazione.
A parlarne è la trasmissione TgR Leonardo
, che mostra le modalità e gli obiettivi di questo approccio innovativo. Già dai primi anni di scuola dell’infanzia, infatti, i bambini finlandesi possono familiarizzare con i media digitali in modo guidato, così da imparare a distinguere i fatti dalle opinioni. Ma soprattutto dalle notizie sensazionalistiche, dalle fake news, dai contenuti prodotti al solo scopo di suscitare reazioni emotive.
La scelta del sistema educativo si è dimostrata efficace anche nel contrasto alle nuove forme di manipolazione digitale basate sull’intelligenza artificiale. Se meno di un italiano su due ha competenze digitali di base, non a caso in Finlandia lo stesso dato arriva all’80%: un divario che fa riflettere.
Il modello finlandese
Come dicevamo nel paragrafo precedente, il modello finlandese viene spesso menzionato quando si parla di sistemi scolastici che funzionano. E per delle ottime ragioni, tanto che nel nostro Paese sono sempre di più le scuole ad adottarlo con sperimentazioni mirate.
Una delle ragioni per questo risultato è proprio l’attenzione all’alfabetizzazione digitale degli studenti e lo sguardo consapevole sui nuovi media. L’obiettivo non è soltanto riuscire a smascherare le notizie false, ma formare cittadini digitali responsabili, capaci di agire in un mondo sempre più veloce e complesso.
All’interno di un ecosistema dominato dagli algoritmi e caratterizzato dall’immediatezza delle informazioni, saper distinguere le fake news dalle notizie vere è fondamentale. Ma non solo: rappresenta il primo passo per ridurre i rischi di manipolazione da parte dei social media.
Su questo punto la scuola finlandese investe risorse da anni, se non decenni, tanto che i risultati si vedono già da tempo. E per quanto riguarda l’Italia?
Una competenza civica fondamentale
In Finlandia l’alfabetizzazione digitale è ormai un’importante parte dei curricula scolastici nazionali, come abbiamo delineato fin qui. E si tratta di un percorso graduale che inizia dall’infanzia:
- da tre anni in su, i bambini esplorano i contenuti online in modo guidato;
- dai sette agli otto anni, imparano a distinguere le informazioni affidabili;
- dai nove ai dieci anni, si lavora sulla selezione delle fonti e sulla verifica delle notizie.
Nel servizio di TgR Leonardo, un docente racconta di aver parlato della disinformazione già dal primo anno della scuola primaria. Un approccio che impone di farsi una domanda: e in Italia?
Le nuove linee guida sull’educazione civica fanno riferimento al contrasto delle fake news, soprattutto alle scuole medie. C’è una nuova attenzione ai rischi legati all’uso del digitale, al cyberbullismo e alla diffusione delle notizie false: un passo importante, ma ancora poco più che sufficiente. Se non meno.
Non si tratta soltanto di combattere la disinformazione né, per quanto sia indicativo, di risalire le classifiche europee e mondiali. La questione riguarda la formazione di cittadini consapevoli che siano in grado di agire nel mondo in modo consapevole. Senza lasciarsi manipolare da una notizia falsa, o da qualcosa di peggio.










