Da anni ormai Vincenzo Schettini è un punto di riferimento per gli studenti di tutta Italia, con le sue lezioni di fisica e con i suoi video. Si tratta di un successo che non nasce per caso ma trae origine da un’idea precisa dell’insegnamento, maturata in anni di lavoro in aula.
Come il docente e divulgatore ha ribadito in una recente intervista a Repubblica
, questa idea ruota attorno ad un concetto semplice ma spesso dimenticato. Per insegnare bene, in pratica, bisogna spiegare la materia in modo naturale, vicino agli studenti. Un approccio che permette di essere percepiti “come uno di famiglia”.
come uno di famiglia
Nel corso della sua intervista a Repubblica, Vincenzo Schettini parla del ruolo che i docenti hanno nella scuola di oggi, partendo dalle proprie motivazioni. Alla base del successo, infatti, c’è la volontà di combattere l’idea secondo cui chi fa fisica è lontano dalle persone, come uno scienziato chiuso nella torre d’avorio.
Allo stesso tempo, Schettini rifiuta anche la scuola ingessata e dominata dalla burocrazia, che silenzia la creatività degli alunni e degli insegnanti. Cosa fare allora? Queste le sue parole a proposito:
Si dovrebbe provare a raccontare la materia in maniera naturale, non impostata: per me è l’approccio che funziona. Vengo percepito, e mi fa piacere, come uno di famiglia.
Se la scuola, per sua stessa organizzazione, tende ad essere grigia e noiosa, non devono necessariamente esserlo anche gli insegnanti. È proprio questo il messaggio di Vincenzo Schettini, secondo cui il docente non dovrebbe limitarsi a trasmettere nozioni ma essere un po’ maestro di vita.
Il rapporto con la classe
Il risultato è un insegnante che viene visto come una presenza familiare, autorevole ma non autoritaria, in grado non soltanto di esprimere valutazioni ma di creare fiducia. Va in questa direzione la scelta di Vincenzo Schettini, che ad oggi continua a insegnare a scuola, anche se part-time. E la ragione è semplice:
Continuo a insegnare a scuola, part-time, ho gli studenti di fronte e so quanto sia importante trasmettere la passione. Il confronto è bellissimo, voglio farmi capire, sempre
La parola chiave è, direbbe Edoardo Prati, “passione”. Passione dell’insegnante, certo, che può solo trovare giovamento nel lasciarsi trasportare dalla propria materia. Ma passione dello studente, che ha bisogno di trovare la propria strada in un luogo come la scuola, che ha proprio questo compito. O dovrebbe averlo.
Una nuova didattica è possibile
Alla base della visione educativa di Vincenzo Schettini c’è un principio chiaro: non si studia per i voti, ma per se stessi. La propria realizzazione non è frutto di un colpo di fortuna ma del proprio impegno e del proprio sacrificio, a partire dallo studio a scuola. Continua il docente:
La cosa che conta di più è la preparazione. Sogni di diventare ballerino? Ti alleni, devi essere creativo, se no non vai da nessuna parte. Il successo non arriva perché hai una botta di fortuna.
Si spiega così il ricorso a esempi concreti e situazioni quotidiane all’interno delle sue lezioni, allo scopo di spiegare concetti complessi come inerzia, vuoto ed energia. Concetti perfetti per parlare di fisica ma anche per raccontare la nostra vita quotidiana, soprattutto agli studenti che li reputano concetti difficili.
E proprio da un approccio del genere può partire una nuova didattica, seppure in un contesto molto complesso come quello scolastico. In altri termini, anche un solo insegnante può dare inizio ad un cambiamento molto più ampio, che sappia restituire qualcosa di più che delle lezioni frontali o la semplice passione: un’idea di futuro.










