Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
GEOGRAFIA

Le conoscenze geografiche degli studenti sono un disastro. Per molti di loro Chiodi è una città siciliana, Trapani no

Da sempre riconosciuta come una disciplina fondamentale per la crescita culturale e personale degli studenti, la geografia finisce però troppo spesso per essere trascurata sia nei programmi scolastici sia nelle iniziative promosse a livello ministeriale. Questa progressiva riduzione dello spazio dedicato alla materia non è recente, ma rappresenta una crisi che ormai dura da diversi anni e che sta producendo conseguenze sempre più evidenti. Il risultato è un progressivo impoverimento culturale delle nuove generazioni, che mostrano sempre maggiori difficoltà nel comprendere lo spazio in cui vivono e nel sviluppare una reale consapevolezza geografica del mondo.

A dimostrarlo, quasi come una conferma concreta di un problema già noto, è quanto accaduto nella trasmissione Fuori dal Coro, in onda su Rete 4. Durante un semplice quiz televisivo sono emerse confusione, risposte errate e momenti di evidente imbarazzo. In particolare, una ragazza intervistata, tra risate e silenzi incerti, ha pronunciato una frase significativa: “Dovrebbero rimettere geografia nelle scuole”. Un commento spontaneo che, al di là della leggerezza del momento televisivo, riassume una percezione sempre più diffusa.

Che sia davvero arrivato il momento di ripensare il ruolo della geografia nell’istruzione?

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Il video che ha acceso il dibattito

Durante una puntata di Fuori dal coro link esterno, popolare trasmissione televisiva di Rete 4, ad alcuni giovani intervistati è stata posta una domanda apparentemente molto semplice: “Quale di queste è una città siciliana? Martelli, Trapani o Chiodi?”. Si trattava di una domanda volutamente trabocchetto, ma solo fino a un certo punto: Trapani è infatti un capoluogo di provincia situato all’estremità occidentale della Sicilia e rappresenta una conoscenza geografica di base che, teoricamente, dovrebbe essere acquisita durante il percorso scolastico.

Eppure le reazioni dei ragazzi, tra esitazioni, battute e risposte sbagliate, hanno mostrato come non sia più possibile dare per scontate nemmeno alcune nozioni elementari di geografia. Questo episodio non è soltanto un momento televisivo divertente o virale, ma diventa il segnale evidente di un problema educativo più ampio, diffuso e radicato nel tempo.

Molti giovani oggi faticano a collocare correttamente i luoghi su una carta geografica, a orientarsi nello spazio, a comprendere i rapporti tra territorio e società o a riconoscere il legame profondo tra l’essere umano e l’ambiente in cui vive. Eppure queste competenze sono essenziali per comprendere il mondo contemporaneo, caratterizzato da globalizzazione, mobilità e cambiamenti ambientali continui. Di fronte a queste difficoltà, la domanda diventa inevitabile: che fine ha fatto la geografia?

Un declino iniziato da tempo

Al di là del video trasmesso da Fuori dal Coro, non si tratta affatto di un episodio isolato. Da anni, infatti, la geografia è coinvolta in un costante processo di marginalizzazione all’interno del sistema scolastico italiano, con una progressiva riduzione delle ore dedicate e della sua centralità educativa. A sottolinearlo è Mauro Varotto, docente di Geografia all’Università di Padova, secondo il quale l’indebolimento della disciplina compromette la nostra capacità di comprendere fenomeni complessi, sia globali sia locali.

Il problema, quindi, non riguarda soltanto la capacità di rispondere correttamente a una domanda durante un quiz televisivo, ma la possibilità stessa di sviluppare cittadini consapevoli, capaci di interpretare il territorio e di agire responsabilmente al suo interno. Come afferma il docente:

Non sappiamo più cosa è vicino e cosa lontano. Pensiamo che il dove sia un punto, non un fascio di traiettorie nello spazio. L’inconsapevolezza geografica collettiva comporta le conseguenze politiche ed economiche che oggi subiamo.

Comprendere lo spazio, i suoi cambiamenti e le relazioni tra luoghi e persone significa sviluppare strumenti critici indispensabili per interpretare la realtà. La geografia, infatti, contribuisce a formare cittadini attenti, informati e capaci di leggere il mondo in modo consapevole. Nonostante ciò, dopo una prima introduzione nella scuola primaria, lo studio della disciplina tende progressivamente a ridursi nei livelli scolastici successivi, perdendo continuità, profondità e rilevanza educativa. Come invertire questa tendenza?

Ripartire dalla primaria

Invertire la rotta significa prima di tutto ricominciare dalle basi e dalla scuola primaria, il luogo in cui la geografia può ritrovare pienamente il suo ruolo formativo. Solo costruendo solide fondamenta fin dall’inizio del percorso scolastico sarà possibile restituire alla disciplina continuità anche nei gradi successivi.

L’obiettivo non deve essere soltanto la memorizzazione di capitali, fiumi o confini politici, ma lo sviluppo di un autentico senso dello spazio e dell’orientamento nel mondo. In altre parole, la geografia dovrebbe aiutare i bambini a:

  • capire dove si trovano e come riconoscere il proprio ambiente;
  • comprendere come ci si muove nello spazio e come funzionano gli spostamenti;
  • scoprire le relazioni e le connessioni che esistono tra i diversi luoghi del pianeta.

Partire da ciò che è vicino e familiare per arrivare gradualmente a ciò che è lontano significa accompagnare gli studenti in una scoperta progressiva del mondo, aiutandoli a comprendere che ogni luogo è collegato agli altri attraverso relazioni economiche, culturali e ambientali. Un approccio di questo tipo può oggi restituire valore alla geografia e salvarla dalla crisi educativa in cui si trova. Perché la geografia non è una materia del passato, ma una chiave indispensabile per leggere il presente, interpretare i cambiamenti e imparare ad agire in modo consapevole nel futuro. E quale luogo migliore da cui ripartire, se non la scuola?

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Intelligenza artificiale e smartphone rendono tutto più facile, per imparare serve anche fatica

per imparare serve fatica

Giuseppe Valditara ha sempre difeso le misure che vietano l’uso dello smartphone a scuola, anche alla secondaria e per ragioni didattiche. Si tratta infatti di un primo passo per migliorare il benessere degli studenti e ridurre gli effetti della dipendenza digitale, un fenomeno sempre più discusso negli ultimi anni. Tanto che essi stessi sembrano apprezzarne i risultati. Di recente il Ministro dell’Istruzione e del Merito è tornato sull’argomento nel corso…

Il sistema educativo è morto 30 anni fa

sistema educativo è morto

Sempre più paesi stanno introducendo limiti all’uso dei social media per i minori, o ne stanno discutendo. Non si tratta più di un dibattito confinato agli esperti di tecnologia o agli studiosi dei media, ma di una questione che coinvolge direttamente famiglie, scuole e istituzioni. È il caso dell’Australia, prima al mondo, e della Francia che di recente si è espressa in tal senso. In generale, dopo anni di utilizzo…

Quasi il 10% dei bambini fra 8 e 9 anni usa già l’intelligenza artificiale. I dati di uno studio americano

bambini fra 8 e 9 anni

Il rapporto fra giovani e intelligenza artificiale è molto più profondo di quanto spesso immaginiamo. Non si tratta soltanto di un uso sporadico legato alla curiosità tecnologica, ma di una presenza sempre più stabile nella vita quotidiana dei ragazzi. Oltre agli studenti che utilizzano ChatGPT per svolgere compiti e temi, molti si rivolgono all’IA anche quando sono tristi e hanno bisogno di un supporto che non li giudichi, proprio perché…

“La scuola necessità dell’ora di severità”: la provocazione di un giornalista

ora di severità

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di violenza a scuola: episodi di bullismo e cyberbullismo, tensioni in classe, aggressioni fra studenti, e non solo. Non si tratta soltanto di episodi isolati che emergono sporadicamente nelle cronache locali, ma di un fenomeno che negli ultimi tempi è diventato sempre più visibile e discusso anche a livello nazionale. Con alcune scuole che hanno già iniziato a richiedere i metal detector…

Per Gratteri la violenza giovanile è fuori controllo: “Genitori assenti e bambini in strada di notte diventano prede della criminalità”

violenza giovanile

Nicola Gratteri non è nuovo a opinioni che fanno discutere. Le sue parole spesso dividono l’opinione pubblica, ma nascono da decenni di esperienza diretta nella lotta alla criminalità organizzata. Da anni, infatti, il procuratore di Napoli osserva da vicino non solo i meccanismi della criminalità, ma anche le condizioni sociali e familiari che possono spingere i giovani verso percorsi sbagliati. Secondo Gratteri, per capire davvero perché sempre più ragazzi finiscono…

Quando la relazione manca, anche l’apprendimento si ferma

relazione Stefano Rossi

Negli ultimi anni il tema delle soft skills è entrato stabilmente nel dibattito educativo. Sempre più insegnanti e famiglie avvertono la necessità di affiancare agli apprendimenti disciplinari lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali, riconoscendole come una componente essenziale della crescita personale dei ragazzi. Non si tratta di una nuova moda pedagogica, ma della presa di coscienza di un cambiamento profondo nel modo in cui bambini e adolescenti vivono le…

Smettiamo di dire ai bambini che non sono portati per la matematica

bambini che non sono portati per la matematica

A qualcuno di voi sarà capitato di entrare in una classe di scuola secondaria di primo grado e di proporre agli studenti una sfida di “grammatica”, per esempio una gara di velocità per indovinare le forme verbali. Quasi sicuramente, a siffatta proposta qualche studente avrà reagito mostrando una certa dose di entusiasmo; probabilmente la maggior parte di loro sarà intervenuta in maniera annoiata, ma, tra uno sbadiglio e un altro,…

Al via EducAbility 2026, con Daniela Lucangeli, Stefano Rossi e Emanuele Frontoni tra didattica cooperativa e intelligenza digitale

EducAbility 2026

Negli ultimi anni, le competenze non cognitive sono entrate con forza nel dibattito educativo, diventando anche un tema centrale a livello normativo. Con questa espressione si indicano tutte quelle abilità personali e relazionali che influenzano il modo in cui studenti e studentesse apprendono, collaborano e affrontano le difficoltà, andando oltre le sole conoscenze disciplinari. Una recente legge ne ha infatti sancito l’introduzione nel contesto scolastico, rendendo oggi fondamentale investire in…

Valditara ha chiesto a presidi ed insegnanti di far pulire e sistemare le aule agli alunni al termine delle lezioni

far pulire e sistemare le aule agli alunni

Giuseppe Valditara ha inviato una circolare a dirigenti e coordinatori scolastici con l’invito a promuovere pratiche quotidiane di cura e decoro degli ambienti scolastici. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il senso di responsabilità degli studenti verso gli spazi comuni, collegando queste attività ai principi indicati nelle linee guida per l’educazione civica. La circolare punta quindi a valorizzare comportamenti responsabili e a riportare al centro il rispetto dei beni pubblici. Non tutti,…

Numeri shock dall’Inghilterra: quasi un terzo dei bambini non sa usare i libri quando inizia la scuola e prova a sfogliarli come se fossero telefoni

non sa usare i libri

Fra i compiti degli insegnanti non c’è solo la trasmissione di contenuti didattici, soprattutto nei primi cicli scolastici. In questa fase, infatti, l’educazione passa anche attraverso l’accompagnamento alla vita di gruppo: imparare a rispettare le regole, gestire le emozioni, sviluppare autonomia personale e acquisire le abilità pratiche necessarie alla quotidianità scolastica. Il problema emerge quando i bambini arrivano a scuola privi di competenze di base che dovrebbero essere almeno in…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X