Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
ESAME DI STATO

Le istruzioni per l’uso del nuovo orale di maturità

Quest’anno il colloquio orale occupa le attenzioni di studentesse, studenti e docenti, perché la sua riforma ha aggiunto nuove richieste, nuove valutazioni e nuove modalità che rischiano di trasformare la preparazione in una rincorsa confusa a materiali, presentazioni e l’utilizzo di strategie poco utili.

Se si guarda alla normativa e alla natura stessa del colloquio, emerge un dato: l’orale di maturità non richiede effetti speciali, ma capacità di orientarsi di ogni studente dentro il percorso, di raccontarlo e di argomentarlo. Il primo elemento riguarda proprio l’esordio del colloquio, che rappresenta la novità più rilevante ma che ha ancora un’interpretazione ambigua, oscillando tra l’autopresentazione richiesta, il “capolavoro” (che non c’entra nulla), il curriculum dello studente (che invece c’entra eccome), la relazione finale (sì) e la presentazione multimediale (no). Leggendo della struttura della prova, risulta la possibilità di intervenire soprattutto su alcuni aspetti preparatori.

L’autonarrazione costituisce un momento inedito che pesa significativamente all’interno dell’esame, un po’ perché ben cinque punti della griglia di valutazione saranno verosimilmente assegnati prendendo in considerazione questa prima parte, un po’ perché l’inizio della prova determina anche emotivamente il proseguo del colloquio stesso. Per queste ragioni, conviene evitare improvvisazioni, soluzioni spettacolari o costruzioni artificiali.

Anno scolastico 2026/27

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Un’idea è quella di suggerire tre possibili impostazioni narrative di sè: il primo è formativo, attraverso il quale lo studente prova a raccontare che cosa ha imparato realmente durante il percorso liceale, ripercorrendo alcuni passaggi significativi degli anni trascorsi a scuola e magari intrecciandoli con esperienze personali o avvenimenti vissuti parallelamente; in quest’ottica, può essere utile rileggere in classe l’ultima pagina dei Promessi Sposi come modello mirabile e ancora valido. Il secondo è un taglio orientativo, nel quale si può spiegare come sia maturata la scelta della scuola superiore, quali aspettative accompagnassero l’ingresso in quell’indirizzo, in quell’istituto, che cosa sia cambiato nel tempo e come si siano costruite le scelte successive. Il terzo approccio è argomentativo e permette allo studente di riflettere su ciò che ha trovato utile, stimolante, noioso, efficace o migliorabile nel corso della scuola superiore, motivando le proprie posizioni e costruendo una riflessione personale fondata su dati, ricordi certi, confronti precisi.

Esiste poi anche una possibile impostazione più vicina al colloquio di lavoro, nella quale lo studente presenta quanto ha appreso in termini di competenze, capacità e saperi e, di seguito, indica come pensa di spendere ciò che ha imparato: si tratta di una strada che probabilmente incontrerà un certo favore e che, per alcuni aspetti, appare persino attesa, pur risultando – per chi scrive – meno interessante sul piano culturale e complessivamente meno adatta alla conclusione del percorso scolastico.

Dentro questo lavoro fatto di spiegazioni, lettura di modelli e pianificazione, conviene chiarire che il docente può aiutare a costruire la forma dell’esposizione, allenare alla gestione della parola, suggerire una struttura efficace per la preparazione del discorso, ma non è opportuno intervenire sui contenuti specifici, che restino così autenticamente personali e, fino al giorno dell’esame, inediti. La qualità effettiva della resa emergerà inevitabilmente durante il colloquio, che non prevede in questa prima parte una presentazione multimediale di supporto. Un orale efficace – sarà bene ribadirlo in aula, ma anche tra docenti o in commissione a mo’ di memorandum – non coincide con una performance teatrale, ma con una esposizione nella quale emergano consapevolezza, proprietà linguistica e capacità di riflessione.

Per la parte specificamente disciplinare, una strategia efficace – per docenti – può consistere nel partire sempre da un testo, da un documento o da un materiale concreto, chiedendo innanzitutto allo studente di riconoscerlo, contestualizzarlo e collocarlo correttamente, per poi “puntare il compasso” e costruire un percorso di collegamenti motivati verso altri argomenti, autori, temi o discipline. Ciò che conta davvero non è la quantità dei collegamenti costruiti, ma la capacità di motivarli e di spiegare il senso del percorso seguito, evitando accostamenti casuali o puramente mnemonici. Si richieda precisione, che non può essere derubricata come nozionismo, perché il sapere è esatto, non vago.

Un ultimo nodo importante riguarda il percorso FSL, che in molte scuole viene affrontato con modalità differenti e che rischia di generare sovrapposizioni, ripetizioni e momenti dispersivi, soprattutto quando la preparazione dell’intervento orale del singolo non viene curata. Anche in questo caso, però, una strategia semplice può risultare più efficace di soluzioni complicate: l’idea potrebbe essere quella di dare indicazione di costruire un lavoro realmente comune, nel quale tutti gli studenti siano in grado di raccontare per sommi capi il progetto della classe, pur senza ripeterlo integralmente durante ogni colloquio.

La classe può infatti predisporre una slide comune uguale per tutti, costruita come una mappa riepilogativa composta da una quindicina di nuclei o “finestre” tra loro collegate: la fase iniziale del lavoro, la restituzione finale, gli aspetti più interessanti, ciò che non ha funzionato, le difficoltà incontrate, ciò che si potrà migliorare, le competenze maturate, le diverse fasi del percorso, una per una. A partire da questa struttura condivisa, ciascuno studente può poi farsi carico di uno o più aspetti specifici, raccontando il proprio contributo e approfondendo soltanto una parte del lavoro complessivo. In questo modo, la commissione riceverà progressivamente una restituzione ampia e articolata del progetto, che assume la forma di un mosaico costruito attraverso voci differenti, evitando ripetizioni continue e presentazioni praticamente identiche, come lamentano sempre le commissioni d’esame.

Ecco, se è davvero così, serve agire preventivamente e insegnare come fare, anziché lagnarsi: tocca a noi docenti dare un segnale e, appunto, insegnare a far meglio. Anche in questo caso, l’elemento decisivo sta nella qualità della riflessione e nella capacità di spiegare con chiarezza il senso del percorso svolto. A studenti e studentesse spetta sostenere la prova, ai docenti ancora un’ultima spiegazione, un’ultima indicazione, un ultimo sforzo. Venditti può aspettare, c’è ancora parecchio da costruire, giorno dopo giorno, per un mesetto.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Che cos’è il design thinking e come funziona se usato nella didattica

design thinking

Il design thinking è una metodologia di lavoro di cui si parla sempre più spesso negli ultimi anni, soprattutto per le sue possibili applicazioni in ambito scolastico. Si tratta, in estrema sintesi, di un approccio che insegna ad affrontare i problemi con la mentalità del progettista, adattandola però ai contesti educativi e ai processi di apprendimento. Come i designer, infatti, anche gli insegnanti smettono di essere semplici trasmettitori di conoscenze…

Dare un tablet a un bambino di un anno è come dargli un po’ di morfina

tablet come morfina

Da anni ormai si parla dell’esposizione precoce dei bambini a schermi e dispositivi elettronici quali smartphone e tablet. Paesi come la Francia hanno già adottato misure restrittive per proteggere i più piccoli e, sebbene in Italia non esistano ancora provvedimenti specifici, il dibattito è oggi più acceso che mai. A richiamare ancora una volta l’attenzione sui possibili effetti di un’esposizione precoce agli schermi è anche lo psichiatra e tossicologo Luigi…

Perché alcuni studenti sono più bravi in matematica? Per la scienza è anche una questione di genetica

bravi in matematica

Ci sono studenti che si trovano a loro agio con la matematica e studenti che, al contrario, faticano a gestire numeri, calcolo mentale, operazioni semplici e complesse. Se per molti il problema riguarda i metodi di insegnamento e la paura di sbagliare, le neuroscienze propongono una lettura diversa. E, per certi versi, rivoluzionaria. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances , infatti, la dimestichezza con la matematica non dipende…

L’allarme degli insegnanti inglesi: “Gli alunni stanno perdendo la capacità di ragionare a causa dell’intelligenza artificiale”

capacità di ragionare

Da diverso tempo l’intelligenza artificiale è diventata una parte importante della vita quotidiana di studenti e insegnanti. Se quasi il 50% dei docenti usa ChatGPT a supporto della didattica, per il ministro Valditara l’IA migliora gli apprendimenti, quando viene implementata in modo corretto. Il problema è che non tutti i dati sembrano confermare questa prospettiva. Secondo un sondaggio del sindacato britannico National Education Union, infatti, la maggior parte dei docenti…

Scrivere a mano è fondamentale per il pensiero, ma stiamo dimenticando come si fa

Scrivere a mano fondamentale per il pensiero

Da più di quattro decenni la calligrafia non è più una disciplina obbligatoria a scuola, ma una scelta lasciata alla discrezione degli insegnanti. Non stupisce allora che molti abbiano smesso di insegnarla e, d’altronde, perché avrebbero dovuto? In un mondo che correva verso l’informatizzazione, sembrava aver perso il suo senso. Inizia così la riflessione di Marco Belpoliti sul declino della scrittura a mano nella scuola di oggi, che insieme al…

L’allarme dell’Accademia della Crusca: “La lingua italiana è in crisi, fra inglese e nuove abitudini”

italiano in crisi

“Perché si possa parlare di un italiano del futuro bisogna fare qualcosa al più presto”. A pronunciare queste parole è Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Ferrara. Parole che restituiscono un’istantanea della nostra lingua ma, allo stesso tempo, lanciano un monito da non sottovalutare. Come confermato dalla Crusca , infatti, l’italiano rischia un progressivo ridimensionamento nel prossimo futuro. Se a causare questo fenomeno…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X