Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Leonardo, il diploma con partita Iva: “I prof mi volevano sui libri e basta. Ho preso solo 71 ma guadagno 35mila euro l’anno”

Per avere successo nella vita bisogna studiare: fare un percorso scolastico serio, prendere il diploma e magari la laurea, così da avere più possibilità nel mondo del lavoro. Si tratta di un processo abbastanza semplice nella sua linearità, che tuttavia viene messo in dubbio da storie che sembrano andare in direzioni opposte.

È il caso di Leonardo Trapani, ragazzo milanese di 19 anni, che si è maturato con 71 ma lavora già da quando aveva 16 anni. Come racconta il Corriere della Sera link esterno, oggi ha una partita IVA, un lavoro stabile nel campo dell’intelligenza artificiale e un reddito di circa 35 mila euro l’anno. Cosa ci dice questa storia della scuola italiana e del suo ruolo?

guadagnare “nonostante” la scuola

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Leonardo ha iniziato a lavorare a 16 anni come sviluppatore di software nell’ambito dell’intelligenza artificiale, mentre frequentava il liceo. Si tratta di un percorso inusuale, pensando al normale cursus honorum che dal liceo va verso l’università e poi verso la laurea. Lo racconta lo stesso studente al quotidiano:

Ho fatto i salti mortali per conciliare studio e professione, ma per forza di cose da quando lavoro i risultati scolastici ne hanno risentito. Poi mettiamoci anche che i professori non erano troppo entusiasti della mia attività, per usare un eufemismo.

Di fronte a docenti che lo spronavano a concentrarsi esclusivamente sulla scuola, Leonardo ha deciso di seguire la propria inclinazione. E con dei risultati che non si sono fatti attendere: assunzione, consulenze e un’indipendenza che i coetanei possono soltanto sognare. Ma anche con un voto non eccezionale all’esame. Ne è valsa la pena?

La scuola deve preparare al lavoro oppure no?

Secondo lo studente appena diplomato, la scuola dovrebbe aiutare anche a preparare al lavoro, ma in Italia è troppo rigida per presentare ai giovani le giuste opzioni. Al Corriere Leonardo racconta di aver raggiunto, con i sacrifici, dei risultati che per altri sarebbero stati impossibili, e da cui deriva un’ampia libertà di scelta:

Sono riuscito a ritagliarmi un’indipendenza economica quando molti dei miei compagni impiegheranno anni per farlo. Indipendenza economica significa libertà nelle scelte e possibilità di scegliere i percorsi preferiti. Faccio un lavoro che mi piace. Non dovrebbe servire anche a quello la scuola?

La domanda è legittima, soprattutto facendo il confronto fra la vita attuale di Leonardo e le critiche dei docenti durante il percorso scolastico. Anche i genitori si erano mostrati scettici ma, con il tempo, hanno potuto notare i risultati concreti del suo percorso e hanno deciso di supportarlo.

Scuola e società sono troppo rigide

Leonardo non ha risparmiato critiche al sistema scolastico italiano, vecchio e incapace di rispondere alle sfide della contemporaneità. L’esempio classico è quello della filosofia: al liceo si studia la storia del pensiero filosofico ma non il pensiero in sé, ciò che ha detto Hegel ma non il modo in cui può aiutarci a pensare in modo critico. Una critica, verrebbe da dire, per molti versi ineccepibile. E continua:

In Italia siamo abituati all’idea che vita e carriera debbano seguire una linea retta. Non siamo abituati a concepire strade alternative, forse perché spesso ci spaventano. Chi arriva in alto è sempre qualcuno che ha sparigliato le carte, fatto qualcosa di differente, eppure il sistema scolastico continua a perseguire l’ordinarietà.

Un giudizio che ha il sapore di una sentenza per una scuola noiosa e lenta in confronto a una vita troppo veloce, che fatica ad orientare i giovani nel mondo contemporaneo e deve correre ai ripari, magari vietando del tutto l’uso degli smartphone in classe anche alle superiori.

La storia di Leonardo mostra proprio un modo diverso di concepire il rapporto fra lavoro e studio. Non si tratta di una strada che tutti devono seguire, quanto di un esempio che invita a ripensare il sistema scolastico, magari integrando l’educazione con percorsi più flessibili. Ma soprattutto, ascoltando davvero gli studenti e i loro sogni.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Anche la Francia vieta i social ai minori di 15 anni, Macron esulta: “Finalmente protetti i nostri bambini”

Francia vieta i social

La Francia ha deciso di intervenire con forza sul rapporto fra minori e social media. L’Assemblea Nazionale ha infatti approvato un disegno di legge che introduce il divieto di accesso ai social per i minori di 15 anni. Si tratta di una misura che, pur dividendo l’opinione pubblica, non può essere certo definita una “sorpresa”. Con 130 voti a favore e soltanto 21 contrari, la proposta approvata ha reso la…

Schettini: “Gli insegnanti sono professionisti da rispettare, non avversari da denunciare se bocciano i propri figli”

professionisti da rispettare

Il rapporto fra genitori e insegnanti è sempre stato molto delicato, soprattutto oggi. Da un lato c’è il ruolo dell’istituzione scolastica, che deve educare e istruire i giovani; dall’altro c’è la necessità di costruire fiducia reciproca con le famiglie. E quando il patto si incrina, sono sempre gli studenti a pagarne le conseguenze. A riportare la questione al centro del dibattito è Vincenzo Schettini, docente e fondatore del progetto La…

La lingua italiana si sta impoverendo, troppo inglese e troppe parole orribili. È tutto in mano ai prof, ma hanno troppa burocrazia e poco tempo per la didattica

lingua italiana si sta impoverendo

La lingua italiana di oggi è molto diversa da com’era anche soltanto qualche decennio fa. È normale che un linguaggio naturale si trasformi, adattandosi ai cambiamenti sociali e culturali, ma non tutte le trasformazioni sono necessariamente positive. In un mondo sempre più globalizzato, il rischio è che l’evoluzione porti a impoverimento, perdita di precisione, rinuncia alla complessità. A sostenere questa posizione è Gian Luigi Beccaria, uno dei più autorevoli linguisti…

Un insegnante che conosce solo la propria materia non è un insegnante

propria materia

La scuola non è soltanto un luogo deputato all’apprendimento formale, ma spesso rappresenta uno dei pochi spazi in cui gli studenti possano vivere esperienze positive di socialità. Forse addirittura l’unico, se si considera l’impatto dei social media sulle nuove generazioni e sulle nuove forme di interazione mediata. A ricordare il ruolo della scuola è Daniele Novara che, in relazione alla crescente violenza giovanile, in un’intervista al Corriere della Sera critica…

Il registro elettronico è il male assoluto, ha reso i genitori ossessionati dal controllo

male assoluto

Filippo Caccamo non è nuovo a riflessioni sulla scuola contemporanea. Docente e comico, da anni racconta il mondo dell’istruzione alternando ironia a critica sociale, con l’obiettivo di mettere a fuoco questioni vissute ogni giorno da insegnanti, studenti e famiglie. Proprio di recente, ospite al PoretCast di Giacomo Poretti , Caccamo ha parlato di uno degli strumenti più discussi degli ultimi anni in ambito scolastico. Definito senza mezzi termini come il…

La Danimarca cambia idea sul digitale a scuola, tornano libri, quaderni e appunti scritti a mano

danimarca cambia idea sul digitale

Da anni i Paesi del Nord Europa sono considerati modelli di innovazione, soprattutto per quanto riguarda la didattica digitale. Alfabetizzazione tecnologica, uso di smartphone e tablet in classe, proiezione verso il futuro sono diventati nel tempo capisaldi di un certo modo di intendere la scuola. Eppure, qualcosa è cambiato. Di recente, la Danimarca ha deciso di ripensare la digitalizzazione dell’istruzione, promuovendo allo stesso tempo una riduzione strutturale dell’uso dei dispositivi…

Per Roberto Vecchioni l’Italia non è un paese per giovani perché non permettiamo loro di sbagliare e non li ascoltiamo nemmeno

Italia non è un paese per giovani

Roberto Vecchioni si è trovato spesso a parlare del ruolo delle nuove generazioni in un mondo sempre più complesso, del valore di una buona istruzione e del ruolo dei genitori. Di recente, lo ha fatto anche nel corso di una conversazione con Radio 105 e di un’intervista al quotidiano Il Mattino. Secondo il cantautore ed ex insegnante, è difficile considerare l’Italia un Paese per giovani: questi ultimi non solo non…

Parliamo tanto dei social vietati agli alunni, ma io li toglierei agli adulti, viste le cose che leggo

social vietati agli alunni

Nel corso di una recente intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero , Emanuela Fanelli ha condiviso con i lettori ricordi personali e riflessioni sul presente che stiamo vivendo. Si tratta di parole che colpiscono perché arrivano da un’attrice e comica amatissima dal pubblico, ma che affondano le radici in un’esperienza concreta, spesso poco conosciuta: quella da insegnante nella scuola dell’infanzia. Fanelli ha infatti raccontato il periodo in cui lavorava come…

“Mi fanno fare di tutto tranne che insegnare”: lo sfogo di un docente che vuole lasciare la scuola italiana

sfogo di un docente

“Sono un docente, e dopo vent’anni di carriera spesi a dare (e a sopportare) tutto per amore di ciò che amo, ho capito che vorrei cambiare lavoro”. Inizia così la lettera aperta che Marco Redaelli, insegnante di 45 anni, ha inviato al Corriere della Sera , in cui emerge con forza un malessere diffuso nella scuola italiana. Le parole di Redaelli non rappresentano infatti lo sfogo isolato di un singolo,…

Il latino era una lingua universale, forse anche meglio dell’inglese di oggi

lingua universale

Negli ultimi tempi si è tornati a parlare del latino a scuola, non soltanto al liceo classico e al liceo scientifico ma anche alle scuole secondarie di primo grado. In più occasioni, il ministro Valditara ha definito positivamente questo ritorno e dei vantaggi del suo insegnamento, ma in generale il dibattito appare ancora troppo legato all’idea di “utilità”. A offrire uno sguardo più profondo su quanto il latino sia importante…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X