Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Numeri shock dall’Inghilterra: quasi un terzo dei bambini non sa usare i libri quando inizia la scuola e prova a sfogliarli come se fossero telefoni

Fra i compiti degli insegnanti non c’è solo la trasmissione di contenuti didattici, soprattutto nei primi cicli scolastici. In questa fase, infatti, l’educazione passa anche attraverso l’accompagnamento alla vita di gruppo: imparare a rispettare le regole, gestire le emozioni, sviluppare autonomia personale e acquisire le abilità pratiche necessarie alla quotidianità scolastica.

Il problema emerge quando i bambini arrivano a scuola privi di competenze di base che dovrebbero essere almeno in parte acquisite prima dell’ingresso in classe. A sostenerlo è un recente sondaggio condotto nel Regno Unito link esterno, secondo cui molti insegnanti dichiarano di dedicare ogni giorno oltre due ore ad attività non strettamente didattiche. Tra queste, aiutare i bambini a mangiare autonomamente o insegnare loro persino a utilizzare correttamente un libro.

La ricerca su oltre mille insegnanti

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Nel sistema scolastico britannico il primo anno della scuola primaria prende il nome di Reception e accoglie bambini di circa 4-5 anni, spesso alla loro prima esperienza scolastica strutturata. Proprio a questa fascia d’età è dedicato il sondaggio realizzato dall’organizzazione Kindred Squared, che ha raccolto le valutazioni di oltre 1000 insegnanti ed educatori della scuola primaria.

L’indagine riguarda i bambini che hanno iniziato la Reception nel 2025 e mostra un peggioramento rispetto all’anno precedente. Secondo le stime degli insegnanti intervistati, più di un bambino su tre non possedeva le competenze minime per affrontare l’inizio della scuola con un adeguato livello di autonomia. Una percentuale in aumento rispetto al 33% registrato nel 2024, segnale di una tendenza che gli stessi insegnanti invitano a non sottovalutare.

Il dato che rende più evidente la portata del fenomeno riguarda il tempo: gli insegnanti stimano di impiegare oltre due ore di ogni giornata scolastica per colmare lacune legate all’autonomia personale dei bambini, come l’uso del bagno, la gestione dei pasti o l’apprendimento delle routine di base necessarie alla vita in classe. Si tratta di attività importanti per la crescita dei bambini, che in molti contesti vengono affrontate anche con il supporto degli educatori, ma che riducono inevitabilmente il tempo disponibile per la didattica.

Il ruolo degli schermi digitali

Dai resoconti degli insegnanti emerge quindi che una parte significativa del tempo scolastico viene sottratta quotidianamente alla didattica per supplire a competenze di base non ancora sviluppate. In particolare, questi sono i principali dati emersi dal sondaggio:

  • Il 28% dei bambini fatica a mangiare e bere in autonomia;
  • il 26% non è ancora autonomo nell’uso del bagno;
  • il 25% mostra difficoltà nel linguaggio e nelle routine essenziali della vita scolastica.

Uno degli aspetti che ha colpito maggiormente gli insegnanti riguarda il rapporto dei bambini con gli strumenti tradizionali dell’apprendimento. Secondo il sondaggio, quasi un terzo degli alunni non sa utilizzare correttamente un libro: alcuni tentano di toccare o “scorrere” le pagine con il dito, come farebbero su uno smartphone o su un tablet. Non si tratta soltanto di un episodio curioso, ma di un comportamento osservato con una certa frequenza nelle classi di ingresso e interpretato come il segnale di una familiarità molto precoce con gli schermi digitali rispetto agli strumenti analogici.

Nell’ambito dell’indagine, oltre la metà degli intervistati collega infatti parte di queste difficoltà legate all’autonomia e all’apprendimento di base all’eccessivo tempo trascorso dai bambini davanti agli schermi. Anche tra i genitori emerge una consapevolezza crescente, con il 36% che individua nel tempo passato online un fattore capace di incidere sulla preparazione dei bambini all’ingresso nella scuola primaria. Proprio per questi motivi alcuni Paesi, come la Francia, hanno vietato l’uso degli schermi per i bambini degli asili nido.

La percezione dei genitori

Proprio la percezione delle famiglie rappresenta uno degli elementi più interessanti emersi dal confronto tra i diversi sondaggi. In una rilevazione parallela condotta su circa 1000 genitori di bambini tra i 4 e i 5 anni, ben 9 genitori su 10 ritengono che il proprio figlio sia pienamente pronto per iniziare la scuola. Inoltre, più di uno su tre è convinto che il proprio bambino sia persino più preparato della media dei coetanei.

Emerge così uno scollamento tra percezione familiare e realtà scolastica, uno degli aspetti più critici messi in luce dall’indagine. Anche oggi il rapporto fra genitori e insegnanti resta complesso e, spesso, a farne le spese sono gli studenti stessi. Il sondaggio di Kindred Squared suggerisce quindi che l’impatto della tecnologia sull’infanzia sia più profondo di quanto si immagini e che, accanto all’educazione digitale, servano indicazioni più chiare e un sostegno concreto alle famiglie affinché le competenze di base possano svilupparsi già prima dell’ingresso a scuola.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Intelligenza artificiale e smartphone rendono tutto più facile, per imparare serve anche fatica

per imparare serve fatica

Giuseppe Valditara ha sempre difeso le misure che vietano l’uso dello smartphone a scuola, anche alla secondaria e per ragioni didattiche. Si tratta infatti di un primo passo per migliorare il benessere degli studenti e ridurre gli effetti della dipendenza digitale, un fenomeno sempre più discusso negli ultimi anni. Tanto che essi stessi sembrano apprezzarne i risultati. Di recente il Ministro dell’Istruzione e del Merito è tornato sull’argomento nel corso…

Il sistema educativo è morto 30 anni fa

sistema educativo è morto

Sempre più paesi stanno introducendo limiti all’uso dei social media per i minori, o ne stanno discutendo. Non si tratta più di un dibattito confinato agli esperti di tecnologia o agli studiosi dei media, ma di una questione che coinvolge direttamente famiglie, scuole e istituzioni. È il caso dell’Australia, prima al mondo, e della Francia che di recente si è espressa in tal senso. In generale, dopo anni di utilizzo…

Quasi il 10% dei bambini fra 8 e 9 anni usa già l’intelligenza artificiale. I dati di uno studio americano

bambini fra 8 e 9 anni

Il rapporto fra giovani e intelligenza artificiale è molto più profondo di quanto spesso immaginiamo. Non si tratta soltanto di un uso sporadico legato alla curiosità tecnologica, ma di una presenza sempre più stabile nella vita quotidiana dei ragazzi. Oltre agli studenti che utilizzano ChatGPT per svolgere compiti e temi, molti si rivolgono all’IA anche quando sono tristi e hanno bisogno di un supporto che non li giudichi, proprio perché…

“La scuola necessità dell’ora di severità”: la provocazione di un giornalista

ora di severità

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di violenza a scuola: episodi di bullismo e cyberbullismo, tensioni in classe, aggressioni fra studenti, e non solo. Non si tratta soltanto di episodi isolati che emergono sporadicamente nelle cronache locali, ma di un fenomeno che negli ultimi tempi è diventato sempre più visibile e discusso anche a livello nazionale. Con alcune scuole che hanno già iniziato a richiedere i metal detector…

Per Gratteri la violenza giovanile è fuori controllo: “Genitori assenti e bambini in strada di notte diventano prede della criminalità”

violenza giovanile

Nicola Gratteri non è nuovo a opinioni che fanno discutere. Le sue parole spesso dividono l’opinione pubblica, ma nascono da decenni di esperienza diretta nella lotta alla criminalità organizzata. Da anni, infatti, il procuratore di Napoli osserva da vicino non solo i meccanismi della criminalità, ma anche le condizioni sociali e familiari che possono spingere i giovani verso percorsi sbagliati. Secondo Gratteri, per capire davvero perché sempre più ragazzi finiscono…

Quando la relazione manca, anche l’apprendimento si ferma

relazione Stefano Rossi

Negli ultimi anni il tema delle soft skills è entrato stabilmente nel dibattito educativo. Sempre più insegnanti e famiglie avvertono la necessità di affiancare agli apprendimenti disciplinari lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali, riconoscendole come una componente essenziale della crescita personale dei ragazzi. Non si tratta di una nuova moda pedagogica, ma della presa di coscienza di un cambiamento profondo nel modo in cui bambini e adolescenti vivono le…

Smettiamo di dire ai bambini che non sono portati per la matematica

bambini che non sono portati per la matematica

A qualcuno di voi sarà capitato di entrare in una classe di scuola secondaria di primo grado e di proporre agli studenti una sfida di “grammatica”, per esempio una gara di velocità per indovinare le forme verbali. Quasi sicuramente, a siffatta proposta qualche studente avrà reagito mostrando una certa dose di entusiasmo; probabilmente la maggior parte di loro sarà intervenuta in maniera annoiata, ma, tra uno sbadiglio e un altro,…

Al via EducAbility 2026, con Daniela Lucangeli, Stefano Rossi e Emanuele Frontoni tra didattica cooperativa e intelligenza digitale

EducAbility 2026

Negli ultimi anni, le competenze non cognitive sono entrate con forza nel dibattito educativo, diventando anche un tema centrale a livello normativo. Con questa espressione si indicano tutte quelle abilità personali e relazionali che influenzano il modo in cui studenti e studentesse apprendono, collaborano e affrontano le difficoltà, andando oltre le sole conoscenze disciplinari. Una recente legge ne ha infatti sancito l’introduzione nel contesto scolastico, rendendo oggi fondamentale investire in…

Valditara ha chiesto a presidi ed insegnanti di far pulire e sistemare le aule agli alunni al termine delle lezioni

far pulire e sistemare le aule agli alunni

Giuseppe Valditara ha inviato una circolare a dirigenti e coordinatori scolastici con l’invito a promuovere pratiche quotidiane di cura e decoro degli ambienti scolastici. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il senso di responsabilità degli studenti verso gli spazi comuni, collegando queste attività ai principi indicati nelle linee guida per l’educazione civica. La circolare punta quindi a valorizzare comportamenti responsabili e a riportare al centro il rispetto dei beni pubblici. Non tutti,…

Daniela Lucangeli: «Ecco perché i social creano dipendenza negli adolescenti»

social creano dipendenza negli adolescenti

Da anni si parla dei rischi legati all’uso eccessivo di dispositivi elettronici come smartphone e tablet. Non è un tema nuovo, ma negli ultimi tempi è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico, soprattutto quando si parla di giovani e benessere psicologico. Sempre più famiglie, insegnanti ed esperti si chiedono quale sia il confine tra uso normale della tecnologia e utilizzo eccessivo, capace di influenzare attenzione, relazioni e sviluppo emotivo….

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X