Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime.

L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di francese con un’arma da taglio, riporta l’Ansa link esterno, durante una diretta su Telegram. Davanti a questa deriva, il ministro Giuseppe Valditara ha già invocato pene più severe, ma siamo sicuri che limitarsi a punire sia sufficiente per cambiare il comportamento dei giovani autori di atti violenti?

Una spirale di violenza a scuola

Anno scolastico 2026/27

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Delle aggressioni a scuola si parla ormai da diverso tempo, e il problema non riguarda soltanto il numero degli episodi. A preoccupare sono anche le modalità con cui si verificano e il livello di premeditazione che spesso li caratterizza, delineando un quadro sempre più inquietante. Soltanto negli ultimi anni, ricorda l’Ansa link esterno, si sono verificati alcuni casi particolarmente significativi:

  • nel maggio 2023, ad Abbiategrasso, uno studente sedicenne ha colpito con un coltello la docente Elisabetta Condò, ferendola gravemente;
  • nel febbraio 2024, a Varese, la docente Sara Campiglio è stata accoltellata alla schiena da uno studente che non accettava la bocciatura ricevuta l’anno precedente.

Per non parlare della violenza tra studenti, come nel caso dell’omicidio di uno studente a La Spezia link esterno da parte di un compagno di scuola, o della violenza esercitata da alcuni genitori nei confronti degli insegnanti, fenomeno anch’esso sempre più presente nelle cronache scolastiche.

Di fronte all’esplosione di una violenza che ha sorpreso l’opinione pubblica e che appare fuori controllo, come la definisce Nicola Gratteri, è naturale chiedersi quali strumenti possano essere realmente efficaci. Nei due casi ricordati in precedenza, avvenuti entrambi in Lombardia come l’episodio più recente, la giustizia minorile ha optato per la messa alla prova accompagnata da percorsi di supporto psicologico. La recente escalation, tuttavia, potrebbe riaprire il dibattito sulla necessità di sanzioni più severe con finalità deterrenti.

“servono norme ancora più severe”

Non che il Ministero dell’Istruzione e del Merito non abbia già provato a intervenire per contrastare questa emergenza, tanto che gli ultimi dati link esterno mostrano una diminuzione degli episodi registrati. Dai 71 casi dell’anno scolastico 2023/2024 si è passati ai 51 del 2024/2025, e il trend sembrerebbe mantenersi in calo anche nel corso dell’anno scolastico 2025/2026.

Da una parte, Valditara attribuisce questa riduzione alle misure introdotte negli ultimi anni, che avrebbero contribuito a rafforzare l’effetto deterrente delle sanzioni. Dall’altra parte, però, episodi come quello avvenuto a Trescore Balneario sono in grado di scuotere profondamente chiunque. Lo stesso ministro ha commentato così l’accaduto:

Quanto accaduto a Trescore Balneario è un fatto di una gravità sconvolgente. […] Questo fatto dimostra che è necessario approvare rapidamente le nuove, severe norme predisposte dal governo per contrastare la criminalità giovanile e in particolare la diffusione di armi improprie fra i giovani.

Esistono già sanzioni economiche, forme di responsabilizzazione delle famiglie e strumenti che prevedono anche il coinvolgimento dell’assistenza psicologica, ma Valditara ritiene necessario rafforzare ulteriormente il quadro normativo. Un impianto sanzionatorio più incisivo, dunque, ma siamo davvero certi che questo possa bastare?

Più violenza, più condanne?

In effetti, il tema dell’inasprimento delle sanzioni viene discusso ormai da diversi anni, ma la concreta applicazione delle norme si scontra spesso con procedure lunghe e tempi non sempre compatibili con l’urgenza delle situazioni. Il risultato è che la sensazione di insicurezza percepita da molti docenti continua a rimanere elevata, così come resta alto il numero di aggressioni da parte di studenti e genitori.

Serve probabilmente qualcosa di ulteriore rispetto alla sola repressione. I percorsi di recupero presso strutture convenzionate non sono ancora pienamente operativi in tutti i territori e, più in generale, appare necessario un approccio sistemico che coinvolga anche le famiglie, soggetti educativi a pieno titolo. E tuttavia sappiamo quanto questo sia complesso, dal momento che non sempre il rapporto tra scuola e genitori è semplice e collaborativo. Il rischio è quello di generare ulteriori tensioni e nuove forme di conflittualità, come mostrano anche i casi di ingerenza dei genitori nelle dinamiche scolastiche.

Insomma, la repressione è necessaria per tutelare chi lavora nella scuola, ma non può rappresentare l’unico strumento disponibile. E non si tratta soltanto del singolo episodio, per quanto grave e inquietante, come quello di Trescore Balneario. Serve un approccio educativo capace di prevenire situazioni simili prima ancora che si manifestino, non soltanto attraverso la paura della sanzione, ma mediante la costruzione di una cultura del rispetto autentica, condivisa e duratura.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Che cos’è il design thinking e come funziona se usato nella didattica

design thinking

Il design thinking è una metodologia di lavoro di cui si parla sempre più spesso negli ultimi anni, soprattutto per le sue possibili applicazioni in ambito scolastico. Si tratta, in estrema sintesi, di un approccio che insegna ad affrontare i problemi con la mentalità del progettista, adattandola però ai contesti educativi e ai processi di apprendimento. Come i designer, infatti, anche gli insegnanti smettono di essere semplici trasmettitori di conoscenze…

Dare un tablet a un bambino di un anno è come dargli un po’ di morfina

tablet come morfina

Da anni ormai si parla dell’esposizione precoce dei bambini a schermi e dispositivi elettronici quali smartphone e tablet. Paesi come la Francia hanno già adottato misure restrittive per proteggere i più piccoli e, sebbene in Italia non esistano ancora provvedimenti specifici, il dibattito è oggi più acceso che mai. A richiamare ancora una volta l’attenzione sui possibili effetti di un’esposizione precoce agli schermi è anche lo psichiatra e tossicologo Luigi…

Perché alcuni studenti sono più bravi in matematica? Per la scienza è anche una questione di genetica

bravi in matematica

Ci sono studenti che si trovano a loro agio con la matematica e studenti che, al contrario, faticano a gestire numeri, calcolo mentale, operazioni semplici e complesse. Se per molti il problema riguarda i metodi di insegnamento e la paura di sbagliare, le neuroscienze propongono una lettura diversa. E, per certi versi, rivoluzionaria. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances , infatti, la dimestichezza con la matematica non dipende…

L’allarme degli insegnanti inglesi: “Gli alunni stanno perdendo la capacità di ragionare a causa dell’intelligenza artificiale”

capacità di ragionare

Da diverso tempo l’intelligenza artificiale è diventata una parte importante della vita quotidiana di studenti e insegnanti. Se quasi il 50% dei docenti usa ChatGPT a supporto della didattica, per il ministro Valditara l’IA migliora gli apprendimenti, quando viene implementata in modo corretto. Il problema è che non tutti i dati sembrano confermare questa prospettiva. Secondo un sondaggio del sindacato britannico National Education Union, infatti, la maggior parte dei docenti…

Scrivere a mano è fondamentale per il pensiero, ma stiamo dimenticando come si fa

Scrivere a mano fondamentale per il pensiero

Da più di quattro decenni la calligrafia non è più una disciplina obbligatoria a scuola, ma una scelta lasciata alla discrezione degli insegnanti. Non stupisce allora che molti abbiano smesso di insegnarla e, d’altronde, perché avrebbero dovuto? In un mondo che correva verso l’informatizzazione, sembrava aver perso il suo senso. Inizia così la riflessione di Marco Belpoliti sul declino della scrittura a mano nella scuola di oggi, che insieme al…

L’allarme dell’Accademia della Crusca: “La lingua italiana è in crisi, fra inglese e nuove abitudini”

italiano in crisi

“Perché si possa parlare di un italiano del futuro bisogna fare qualcosa al più presto”. A pronunciare queste parole è Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Ferrara. Parole che restituiscono un’istantanea della nostra lingua ma, allo stesso tempo, lanciano un monito da non sottovalutare. Come confermato dalla Crusca , infatti, l’italiano rischia un progressivo ridimensionamento nel prossimo futuro. Se a causare questo fenomeno…

Pellai: “Abbiamo cresciuto bambini incapaci di guardare l’orizzonte. L’abuso degli schermi ha generato una miopia che colpisce il 35% di loro”

L’abuso dei dispositivi elettronici e l’esposizione eccessiva agli schermi stanno cambiando le nuove generazioni in modo profondo. Non si tratta soltanto di problemi sociali e relazionali, ma anche di conseguenze neurologiche e fisiche che riguardano i circuiti della ricompensa dopaminergica e la salute visiva. A parlarne è Alberto Pellai durante un convegno organizzato da Assopto Milano Acofis . Nel suo intervento, lo psicoterapeuta traccia un quadro lucido e per certi…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X