Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Parliamo tanto dei social vietati agli alunni, ma io li toglierei agli adulti, viste le cose che leggo

Nel corso di una recente intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero link esterno, Emanuela Fanelli ha condiviso con i lettori ricordi personali e riflessioni sul presente che stiamo vivendo. Si tratta di parole che colpiscono perché arrivano da un’attrice e comica amatissima dal pubblico, ma che affondano le radici in un’esperienza concreta, spesso poco conosciuta: quella da insegnante nella scuola dell’infanzia.

Fanelli ha infatti raccontato il periodo in cui lavorava come maestra, soffermandosi sull’importanza decisiva dei primi anni di vita per la crescita emotiva e relazionale dei bambini. Nonché sul valore dell’insegnamento.

La maestra Emanuela Fanelli

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Prima di essere conosciuta come attrice e comica, Emanuela Fanelli ha svolto molti lavori, fra cui anche quello di maestra. Questa esperienza, durata ben dieci anni, è rimasta un punto centrale nel suo percorso di persona e artista, come conferma nel corso dell’intervista:

Mi chiamavano Mela, senza maestra: sei Mela tutti i giorni. […] Erano bimbi della materna e quello, ho capito, è un tempo determinante per la vita: quei bimbi dai 2 ai 6 anni sono esseri umani in purezza. Sei te, un te molto giovane ma purissimo.

In quegli anni, continua Fanelli, i bambini accumulano e conservano esperienze, relazioni ed emozioni che ritroveranno più avanti nella loro vita. Da qui la grande importanza dei buoni maestri, quelli che Vincenzo Schettini definirebbe “maestri di vita”, capaci di vedere nei più giovani le loro potenzialità e aiutarli a realizzarle.

Da insegnante, ricorda l’attrice, grande attenzione veniva riservata alla gestione dei conflitti fra bambini, riguardanti per esempio il rispetto del corpo e del pensiero dell’altro, il dialogo, la ricerca di soluzioni condivise. Un approccio oggi più attuale che mai.

Il presente e la tecnologia

Nei confronto del presente, Emanuela Fanelli assume un atteggiamento critico e consapevole, soprattutto quando affronta uno dei temi più discussi quando si parla di scuola e adolescenza: il rapporto con la tecnologia. Il problema, sostiene, non sono tanti i giovani quanto proprio gli adulti che dovrebbero dare il buon esempio, e invece sono i primi a sbagliare:

Parliamo tanto dei social, ma io toglierei i telefonini agli adulti, viste le cose che leggo. In generale, gli adolescenti stanno più attenti a quello che postano: sanno cos’è il bullismo, che noi subivamo e non sapevamo che si chiamasse così. È un tempo delicato, in cui conta molto quello che gli altri pensano di te.

In un momento storico in cui è facile criticare le abitudini degli adolescenti, per esempio c’è chi vuole vietare i social sotto i 16 anni, Fanelli richiama all’attenzione le responsabilità degli adulti. E non soltanto i genitori, spesso additati come esagerati in un senso o nell’altro, ma anche gli insegnanti.

Il valore dell’insegnamento

Proprio perché l’età della crescita è un momento delicato per i giovani, è assolutamente importante poter contare su un’educazione efficace, già a partire dall’infanzia. Tanto che Emanuela Fanelli non ha mai smesso di considerare l’insegnamento come una possibilità concreta: non un ripiego o un momento che fa parte del passato, bensì un percorso persino auspicabile.

A confermare la passione per questo mestiere arrivano anche le sue parole durante l’intervista, quando dice “non sono diversa da com’ero quando facevo la maestra coi bambini in una scuola di Roma”. Eppure, oggi la scuola è un luogo complesso, con tantissimi docenti che si ritrovano da soli contro le difficoltà del loro ruolo e finiscono per contare soltanto sulla loro passione. O su poco altro.

Fra carichi burocratici e difficoltà nella gestione della classe, gli insegnanti di oggi affrontano sfide molto complesse. Un altro attore e comico, Antonio Albanese, li definisce gladiatori per evidenziare la fatica continua a fronte di una retribuzione bassissima e di un riconoscimento ai minimi storici.

D’altronde, insegnare significa soltanto trasmettere contenuti: al tempo stesso, vuol dire sentirsi bene nel farlo, per un ruolo che sulla carta è uno dei più importanti della nostra società. E che dovrebbe esserlo davvero.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Pellai: “Abbiamo cresciuto bambini incapaci di guardare l’orizzonte. L’abuso degli schermi ha generato una miopia che colpisce il 35% di loro”

L’abuso dei dispositivi elettronici e l’esposizione eccessiva agli schermi stanno cambiando le nuove generazioni in modo profondo. Non si tratta soltanto di problemi sociali e relazionali, ma anche di conseguenze neurologiche e fisiche che riguardano i circuiti della ricompensa dopaminergica e la salute visiva. A parlarne è Alberto Pellai durante un convegno organizzato da Assopto Milano Acofis . Nel suo intervento, lo psicoterapeuta traccia un quadro lucido e per certi…

7 docenti su 10 sono stati aggrediti, almeno una volta, da un genitore o da un alunno

aggrediti almeno una volta

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento delle aggressioni fisiche e verbali dei genitori ai danni degli insegnanti. Che si tratti di un voto ritenuto troppo basso, di un semplice rimprovero o di una nota disciplinare sul registro elettronico, la risposta di alcuni adulti non è il dialogo ma un atteggiamento aggressivo e conflittuale. Gli episodi più recenti sono due, avvenuti in Sicilia e in Campania: in entrambi i…

Le tre strade che l’Europa ha scelto contro le distrazioni da smartphone

distrazioni da smartphone

In Italia, ormai da diverso tempo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha vietato l’uso dello smartphone a scuola, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. Questa decisione si inserisce all’interno di una tendenza globale che vede numerosi Paesi limitare in modo sempre più deciso l’utilizzo degli smartphone nei contesti scolastici, nel tentativo di ridurre le distrazioni e favorire condizioni più favorevoli all’apprendimento. Detto ciò, sebbene l’obiettivo comune…

Nessun laureato amante della cultura sognerebbe mai di insegnare in cambio di insulti e minacce da parte di genitori convinti di saperne più dei docenti

amante della cultura

Il caso di Trescore Balneario, in cui uno studente tredicenne ha accoltellato la sua insegnante di francese, ha comprensibilmente scosso la comunità scolastica. Oltre all’atto in sé, colpiscono i contorni lucidi della vicenda: la pianificazione, la diretta e la diffusione in tempo reale, la lettera scritta prima di agire. Appare normale, soprattutto dopo episodi del genere, che i docenti si sentano in pericolo: non si tratta più soltanto di insegnare…

Violenza a scuola, uno studente su due non si sente al sicuro tra le mura scolastiche

violenza a scuola

La maggioranza degli studenti non si sente sicura a scuola e si dichiara favorevole alle misure restrittive introdotte dal ministro Giuseppe Valditara. Questi, in sintesi, i risultati di un instant poll condotto dal portale Skuola.net in seguito all’accoltellamento di una docente di francese da parte di uno studente tredicenne. In effetti, questa ennesima aggressione ha riacceso il dibattito su alcune questioni fondamentali: la violenza a scuola, il rapporto fra docenti…

D’Avenia: “Vent’anni di smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti”

smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti

Il legame fra la violenza giovanile e l’abuso dei social media non è certo una novità, ma negli ultimi tempi ha assunto una rilevanza crescente. E non si tratta soltanto del caso di Trescore Balneario, in cui uno studente ha accoltellato la sua docente, ma di un problema sistemico del quale la violenza rappresenta soltanto una delle manifestazioni più evidenti. Ne parla Alessandro D’Avenia nella sua rubrica Ultimo Banco del…

Troppi giovani non capiscono un testo, la Norvegia fa marcia indietro sulla tecnologia a scuola

Norvegia da marcia indietro

Per anni la scuola ha perseguito un modello educativo orientato all’integrazione della tecnologia nella didattica, spesso considerata un obiettivo prioritario. Un traguardo ambizioso da raggiungere nel minor tempo possibile, per non rimanere indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa, e che in molti contesti è ancora in fase di realizzazione. Tuttavia, negli ultimi tempi stiamo assistendo a una sorta di movimento inverso che, pur riconoscendo l’importanza della tecnologia, spinge verso…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X