Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
VALUTAZIONE

Temi e verifiche generano stress negli studenti, il 62% dei genitori vuole cambiare metodo di valutazione

Il rapporto tra genitori e scuola è sempre stato importante. Negli ultimi anni, però, è diventato ancora più stretto e presente nella vita quotidiana degli studenti. Da una parte cresce la tendenza all’eccessiva protezione dei figli, dall’altra esperti ed educatori invitano a trovare un equilibrio educativo più sano attraverso continui appelli e riflessioni sul ruolo delle famiglie. In ogni caso, una cosa è evidente: il coinvolgimento dei genitori nella scuola è necessario, soprattutto quando porta idee nuove e proposte costruttive.

Secondo uno studio di GoStudent realizzato su oltre 5.000 famiglie europee, molti genitori chiedono oggi modalità diverse per valutare gli studenti. Temi in classe e interrogazioni orali, strumenti tradizionali della scuola, non convincono più come un tempo. La domanda quindi è inevitabile: quali alternative esistono e possono davvero funzionare meglio?

Verifiche scolastiche in crisi

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

La scuola del futuro potrebbe cambiare profondamente rispetto a quella che conosciamo oggi, almeno secondo la maggior parte dei genitori intervistati nel corso dell’indagine di GoStudent link esterno. Quasi due genitori su tre, il 62%, dichiarano infatti di voler modificare il modo in cui vengono valutati i propri figli.

Non significa necessariamente dire addio a compiti scritti e interrogazioni, ma indica che qualcosa sta cambiando. Una delle cause principali è il crescente uso dell’intelligenza artificiale a scuola, che rende possibile creare o modificare elaborati scritti con grande facilità. Allo stesso tempo, anche molti insegnanti dichiarano di usare ChatGPT come supporto alla didattica.

C’è poi un altro aspetto importante: sempre più persone ritengono che le verifiche tradizionali possano generare stress e ansia negli studenti e che spesso non riescano a valorizzare capacità fondamentali come il pensiero critico, la creatività e la capacità di ragionare in autonomia. Vediamo cosa emerge dai dati raccolti.

I dati dello studio

L’indagine GoStudent permette di comprendere meglio la percezione che le famiglie hanno delle verifiche in classe. Le principali critiche riguardano:

  • l’eccessivo focus sulla memorizzazione dei concetti, indicato dal 41% dei genitori;
  • lo stress e l’ansia generate negli studenti, secondo il 34%;
  • la scarsa valorizzazione del potenziale individuale di ogni studente, per il 22%.

Più in generale, molti genitori ritengono anche che le verifiche:

  • non misurino le competenze davvero importanti, secondo il 30%;
  • siano soggette a interpretazioni soggettive da parte degli insegnanti, secondo il 24%;
  • rappresentino strumenti troppo limitati per valutare gli studenti in modo completo, secondo il 20%.

Questi dati mostrano quindi un disagio reale e diffuso, ma anche il desiderio di aggiornare gli strumenti utilizzati per valutare la preparazione degli studenti, adattandoli ai cambiamenti della società e della tecnologia.

Le proposte dei genitori

Dallo studio emergono anche alcune possibili soluzioni. Tra le più interessanti c’è la Simulation-Based Assessment (SBA), cioè la valutazione basata su simulazioni. Questo metodo prevede la creazione di situazioni realistiche nelle quali lo studente deve prendere decisioni, risolvere problemi e applicare ciò che ha imparato. In questo modo non viene valutato solo ciò che ricorda, ma anche come utilizza concretamente le proprie conoscenze. Tre docenti su quattro tra quelli intervistati considerano questo approccio particolarmente efficace.

Oltre alla SBA, insegnanti e famiglie mostrano interesse anche per altri strumenti innovativi:

  • l’analisi dell’apprendimento tramite piattaforme digitali, indicata dal 66%;
  • l’autovalutazione e la valutazione tra pari, cioè tra studenti, dal 67%;
  • test basati sull’intelligenza artificiale, dal 63%.

Valutare uno studente, quindi, non significa più soltanto controllare ciò che ha studiato, ma osservare come pensa, come collabora e come affronta situazioni nuove. Entrano così in gioco anche le competenze non cognitive e trasversali, come la riflessione personale, l’autonomia e la collaborazione.

Genitori e insegnanti sembrano condividere un’idea comune: la scuola deve evolversi. Non necessariamente abbandonando i metodi tradizionali, ma affiancandoli a strumenti nuovi, più adatti al mondo in cui vivono oggi i ragazzi.

Dopotutto, se la società cambia continuamente, anche la scuola deve essere capace di cambiare con essa.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Intelligenza artificiale e smartphone rendono tutto più facile, per imparare serve anche fatica

per imparare serve fatica

Giuseppe Valditara ha sempre difeso le misure che vietano l’uso dello smartphone a scuola, anche alla secondaria e per ragioni didattiche. Si tratta infatti di un primo passo per migliorare il benessere degli studenti e ridurre gli effetti della dipendenza digitale, un fenomeno sempre più discusso negli ultimi anni. Tanto che essi stessi sembrano apprezzarne i risultati. Di recente il Ministro dell’Istruzione e del Merito è tornato sull’argomento nel corso…

Il sistema educativo è morto 30 anni fa

sistema educativo è morto

Sempre più paesi stanno introducendo limiti all’uso dei social media per i minori, o ne stanno discutendo. Non si tratta più di un dibattito confinato agli esperti di tecnologia o agli studiosi dei media, ma di una questione che coinvolge direttamente famiglie, scuole e istituzioni. È il caso dell’Australia, prima al mondo, e della Francia che di recente si è espressa in tal senso. In generale, dopo anni di utilizzo…

Quasi il 10% dei bambini fra 8 e 9 anni usa già l’intelligenza artificiale. I dati di uno studio americano

bambini fra 8 e 9 anni

Il rapporto fra giovani e intelligenza artificiale è molto più profondo di quanto spesso immaginiamo. Non si tratta soltanto di un uso sporadico legato alla curiosità tecnologica, ma di una presenza sempre più stabile nella vita quotidiana dei ragazzi. Oltre agli studenti che utilizzano ChatGPT per svolgere compiti e temi, molti si rivolgono all’IA anche quando sono tristi e hanno bisogno di un supporto che non li giudichi, proprio perché…

“La scuola necessità dell’ora di severità”: la provocazione di un giornalista

ora di severità

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di violenza a scuola: episodi di bullismo e cyberbullismo, tensioni in classe, aggressioni fra studenti, e non solo. Non si tratta soltanto di episodi isolati che emergono sporadicamente nelle cronache locali, ma di un fenomeno che negli ultimi tempi è diventato sempre più visibile e discusso anche a livello nazionale. Con alcune scuole che hanno già iniziato a richiedere i metal detector…

Per Gratteri la violenza giovanile è fuori controllo: “Genitori assenti e bambini in strada di notte diventano prede della criminalità”

violenza giovanile

Nicola Gratteri non è nuovo a opinioni che fanno discutere. Le sue parole spesso dividono l’opinione pubblica, ma nascono da decenni di esperienza diretta nella lotta alla criminalità organizzata. Da anni, infatti, il procuratore di Napoli osserva da vicino non solo i meccanismi della criminalità, ma anche le condizioni sociali e familiari che possono spingere i giovani verso percorsi sbagliati. Secondo Gratteri, per capire davvero perché sempre più ragazzi finiscono…

Quando la relazione manca, anche l’apprendimento si ferma

relazione Stefano Rossi

Negli ultimi anni il tema delle soft skills è entrato stabilmente nel dibattito educativo. Sempre più insegnanti e famiglie avvertono la necessità di affiancare agli apprendimenti disciplinari lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali, riconoscendole come una componente essenziale della crescita personale dei ragazzi. Non si tratta di una nuova moda pedagogica, ma della presa di coscienza di un cambiamento profondo nel modo in cui bambini e adolescenti vivono le…

Smettiamo di dire ai bambini che non sono portati per la matematica

bambini che non sono portati per la matematica

A qualcuno di voi sarà capitato di entrare in una classe di scuola secondaria di primo grado e di proporre agli studenti una sfida di “grammatica”, per esempio una gara di velocità per indovinare le forme verbali. Quasi sicuramente, a siffatta proposta qualche studente avrà reagito mostrando una certa dose di entusiasmo; probabilmente la maggior parte di loro sarà intervenuta in maniera annoiata, ma, tra uno sbadiglio e un altro,…

Al via EducAbility 2026, con Daniela Lucangeli, Stefano Rossi e Emanuele Frontoni tra didattica cooperativa e intelligenza digitale

EducAbility 2026

Negli ultimi anni, le competenze non cognitive sono entrate con forza nel dibattito educativo, diventando anche un tema centrale a livello normativo. Con questa espressione si indicano tutte quelle abilità personali e relazionali che influenzano il modo in cui studenti e studentesse apprendono, collaborano e affrontano le difficoltà, andando oltre le sole conoscenze disciplinari. Una recente legge ne ha infatti sancito l’introduzione nel contesto scolastico, rendendo oggi fondamentale investire in…

Valditara ha chiesto a presidi ed insegnanti di far pulire e sistemare le aule agli alunni al termine delle lezioni

far pulire e sistemare le aule agli alunni

Giuseppe Valditara ha inviato una circolare a dirigenti e coordinatori scolastici con l’invito a promuovere pratiche quotidiane di cura e decoro degli ambienti scolastici. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il senso di responsabilità degli studenti verso gli spazi comuni, collegando queste attività ai principi indicati nelle linee guida per l’educazione civica. La circolare punta quindi a valorizzare comportamenti responsabili e a riportare al centro il rispetto dei beni pubblici. Non tutti,…

Numeri shock dall’Inghilterra: quasi un terzo dei bambini non sa usare i libri quando inizia la scuola e prova a sfogliarli come se fossero telefoni

non sa usare i libri

Fra i compiti degli insegnanti non c’è solo la trasmissione di contenuti didattici, soprattutto nei primi cicli scolastici. In questa fase, infatti, l’educazione passa anche attraverso l’accompagnamento alla vita di gruppo: imparare a rispettare le regole, gestire le emozioni, sviluppare autonomia personale e acquisire le abilità pratiche necessarie alla quotidianità scolastica. Il problema emerge quando i bambini arrivano a scuola privi di competenze di base che dovrebbero essere almeno in…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X