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VALUTAZIONE

Temi e verifiche generano stress negli studenti, il 62% dei genitori vuole cambiare metodo di valutazione

Il rapporto tra genitori e scuola è sempre stato importante. Negli ultimi anni, però, è diventato ancora più stretto e presente nella vita quotidiana degli studenti. Da una parte cresce la tendenza all’eccessiva protezione dei figli, dall’altra esperti ed educatori invitano a trovare un equilibrio educativo più sano attraverso continui appelli e riflessioni sul ruolo delle famiglie. In ogni caso, una cosa è evidente: il coinvolgimento dei genitori nella scuola è necessario, soprattutto quando porta idee nuove e proposte costruttive.

Secondo uno studio di GoStudent realizzato su oltre 5.000 famiglie europee, molti genitori chiedono oggi modalità diverse per valutare gli studenti. Temi in classe e interrogazioni orali, strumenti tradizionali della scuola, non convincono più come un tempo. La domanda quindi è inevitabile: quali alternative esistono e possono davvero funzionare meglio?

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La scuola del futuro potrebbe cambiare profondamente rispetto a quella che conosciamo oggi, almeno secondo la maggior parte dei genitori intervistati nel corso dell’indagine di GoStudent link esterno. Quasi due genitori su tre, il 62%, dichiarano infatti di voler modificare il modo in cui vengono valutati i propri figli.

Non significa necessariamente dire addio a compiti scritti e interrogazioni, ma indica che qualcosa sta cambiando. Una delle cause principali è il crescente uso dell’intelligenza artificiale a scuola, che rende possibile creare o modificare elaborati scritti con grande facilità. Allo stesso tempo, anche molti insegnanti dichiarano di usare ChatGPT come supporto alla didattica.

C’è poi un altro aspetto importante: sempre più persone ritengono che le verifiche tradizionali possano generare stress e ansia negli studenti e che spesso non riescano a valorizzare capacità fondamentali come il pensiero critico, la creatività e la capacità di ragionare in autonomia. Vediamo cosa emerge dai dati raccolti.

I dati dello studio

L’indagine GoStudent permette di comprendere meglio la percezione che le famiglie hanno delle verifiche in classe. Le principali critiche riguardano:

  • l’eccessivo focus sulla memorizzazione dei concetti, indicato dal 41% dei genitori;
  • lo stress e l’ansia generate negli studenti, secondo il 34%;
  • la scarsa valorizzazione del potenziale individuale di ogni studente, per il 22%.

Più in generale, molti genitori ritengono anche che le verifiche:

  • non misurino le competenze davvero importanti, secondo il 30%;
  • siano soggette a interpretazioni soggettive da parte degli insegnanti, secondo il 24%;
  • rappresentino strumenti troppo limitati per valutare gli studenti in modo completo, secondo il 20%.

Questi dati mostrano quindi un disagio reale e diffuso, ma anche il desiderio di aggiornare gli strumenti utilizzati per valutare la preparazione degli studenti, adattandoli ai cambiamenti della società e della tecnologia.

Le proposte dei genitori

Dallo studio emergono anche alcune possibili soluzioni. Tra le più interessanti c’è la Simulation-Based Assessment (SBA), cioè la valutazione basata su simulazioni. Questo metodo prevede la creazione di situazioni realistiche nelle quali lo studente deve prendere decisioni, risolvere problemi e applicare ciò che ha imparato. In questo modo non viene valutato solo ciò che ricorda, ma anche come utilizza concretamente le proprie conoscenze. Tre docenti su quattro tra quelli intervistati considerano questo approccio particolarmente efficace.

Oltre alla SBA, insegnanti e famiglie mostrano interesse anche per altri strumenti innovativi:

  • l’analisi dell’apprendimento tramite piattaforme digitali, indicata dal 66%;
  • l’autovalutazione e la valutazione tra pari, cioè tra studenti, dal 67%;
  • test basati sull’intelligenza artificiale, dal 63%.

Valutare uno studente, quindi, non significa più soltanto controllare ciò che ha studiato, ma osservare come pensa, come collabora e come affronta situazioni nuove. Entrano così in gioco anche le competenze non cognitive e trasversali, come la riflessione personale, l’autonomia e la collaborazione.

Genitori e insegnanti sembrano condividere un’idea comune: la scuola deve evolversi. Non necessariamente abbandonando i metodi tradizionali, ma affiancandoli a strumenti nuovi, più adatti al mondo in cui vivono oggi i ragazzi.

Dopotutto, se la società cambia continuamente, anche la scuola deve essere capace di cambiare con essa.

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