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TESTI SCOLASTICI

A scuola con Pepper è il sussidiario più apprezzato del momento

Scegliere un sussidiario non è mai semplice. Non basta che sia fatto bene o che presenti contenuti chiari e ordinati. Il punto è capire se riuscirà davvero a funzionare in classe, nella quotidianità, quando i tempi si accorciano, l’attenzione cala e serve uno alleato che aiuti a portare avanti il lavoro senza rallentarlo o complicarlo.

È in questi momenti che un sussidiario si misura davvero. Nella capacità di tenere agganciati i bambini, di accompagnarli durante le attività e di offrire proposte che si possano usare con semplicità, senza richiedere ogni volta preparazioni lunghe o passaggi difficili da gestire.

Il nuovo sussidiario A scuola con Pepper, dopo una breve analisi, sembra essere costruito proprio per rispondere a questa esigenza. Parte dall’idea che l’apprendimento non debba limitarsi alla spiegazione dei contenuti, ma debba coinvolgere direttamente bambini e bambine nelle attività. Per questo il progetto si fondasu tre scelte chiare. La prima è usare il gioco per proporre le attività e coinvolgere i bambini. La seconda è usare la narrazione per spiegare i contenuti, collegarli tra loro e renderli più vicini alla loro esperienza. La terza è partire sempre dall’alunno e dall’alunna per costruire il percorso.

Anno scolastico 2025/26

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Quando le autrici di italiano Emilia Sansonetti e Simona Restauri parlano di gioco, non si riferiscono a un momento per fare una pausa o per passare il tempo. Il gioco viene usato come modo per coinvolgere i bambini nelle attività, mantenerli partecipi e farli lavorare in modo attivo su quello che stanno imparando. In questo modo i contenuti non vengono solo spiegati, ma diventano attività su cui i bambini lavorano in prima persona.

La narrazione ha una funzione altrettanto concreta. Le storie vengono usate per spiegare i contenuti, collegarli tra loro e renderli più vicini all’esperienza degli alunni. I bambini sono naturalmente attratti dai racconti, per questo le autrici scelgono di usare le storie per facilitare la comprensione e rendere l’apprendimento più significativo.

Attraverso questo tipo di lavoro si sviluppa anche un doppio percorso. Da una parte c’è la lettura, che coinvolge e rende partecipi. Dall’altra c’è la scrittura, che nasce quando i racconti orali e le esperienze vissute vengono trasformati in testi. In questo passaggio i bambini imparano a comunicare in modo più chiaro e a mettere ordine nei propri pensieri.

Un altro punto centrale del progetto riguarda l’unicità. Nella guida per il docente, le autrici spiegano di aver preferito questa parola a “inclusione” per affermare con chiarezza che ogni bambino ha caratteristiche proprie, cioè che non è uguale agli altri compagni di classe e non può essere definito con etichette.

Il rischio, spiegano le autrici, è proporre attività uguali per tutti pensando di aiutare tutti, ma senza rispondere davvero alle esigenze dei singoli alunni. Quando le proposte sono le stesse per tutta la classe, alcuni bambini riescono a seguirle, altri restano indietro e altri ancora non vengono messi nelle condizioni di lavorare al meglio.

Per questo viene preferito il principio dell’unicità. Il percorso non deve partire da un modello valido per tutti, ma dalle caratteristiche di ogni bambino e di ogni bambina. Questo significa progettare attività diverse quando serve, adattare le proposte e modificare il lavoro in base a chi si ha davanti. In questo modo ogni alunno viene riconosciuto per ciò che è e può lavorare nelle condizioni più adatte a lui.

Questo approccio richiede anche di considerare ciò che ogni alunno porta con sé. Esperienze, capacità, bisogni. Per questo i metodi e gli strumenti devono essere adattati per rispondere in modo più preciso alle diverse situazioni che si presentano in classe.

Anche l’ambiente di apprendimento ha un ruolo importante. Deve essere uno spazio in cui i bambini possano sentirsi riconosciuti e sostenuti e in cui possano sviluppare autonomia. In questo modo si costruisce una classe più unita, in cui la diversità non viene vista come un problema, ma come una risorsa per tutti.

Per rendere possibile questo modo di lavorare previsto dal sussidiario, le autrici indicano l’ascolto come elemento fondamentale. Non un ascolto superficiale, ma un ascolto attento ed empatico. Questo significa prestare attenzione sia a ciò che il bambino dice sia al modo in cui lo dice.

L’ascolto attivo si costruisce attraverso azioni precise. Fare domande aperte, cioè domande che permettono al bambino di esprimersi. Ripetere con parole proprie ciò che è stato detto per verificare di aver capito. Dare risposte che aiutino a migliorare. In questo modo l’insegnante può comprendere meglio bisogni e difficoltà, ma anche costruire un rapporto di fiducia.

È proprio grazie a questo lavoro che diventa possibile adattare le attività e rendere l’apprendimento più efficace. Un apprendimento che non segue uno schema uguale per tutti, ma che si costruisce a partire dai alunni che, ogni giorno, si hanno davanti.

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Lo sfondo integratore della narrazione: il parco dei divertimenti

entriamo nel parco a scuola con pepper

La narrazione è ambientata in un Parco dei Divertimenti gestito da uno speciale “staff” di animali e animato da una vivace scolaresca, che apprende grazie alle proposte didattiche collegate alle varie attrazioni.

Il Parco non è solo un luogo di divertimento, ma uno spazio vero e proprio in cui gli apprendimenti prendono vita.

Elementi e luoghi importanti del Parco sono:

  • la Giostra dell’alfabeto;
  • la Casa sull’albero;
  • le attività di Caccia al tesoro;
  • le Passeggiate narrative e l’ambiente naturale in cui si svolgono;
  • il Camp Lab, con proposte di scrittura e attività creative;
  • il Villaggio delle Parole, in cui si esplorano le strutture grammaticali e le regole linguistiche attraverso attività coinvolgenti e simboliche;
  • il Pit Stop, spazio dedicato al riscaldamento prima delle verifiche “Su misura per te”.

Lo staff del parco

Il Parco dei Divertimenti è gestito da un gruppo di simpatici animali: il procione Pepper, il quokka (definito l’animale più felice del mondo) Nestor, la coniglietta Perla e la giraffa Ninella con la sua amica, la farfalla Rubì.

Il procione Pepper è il custode della “Giostra dell’alfabeto”. Mentre la Giostra gira, Pepper distribuisce a bambini e bambine le carte con le lettere dell’alfabeto. Il suo obiettivo è far amare le lettere e le parole.

procione Pepper
Il procione Pepper

“Prossimo giro” è il nome della mappa anticipatrice dei vari gruppi di consonanti. Il termine “prossimo” ha più valenze: implica una connotazione temporale, perché si riferisce a qualcosa che desideriamo e che ci auguriamo possa accadere, ma anche spaziale, perché indica vicinanza; in questo caso, ci riferiamo a una scolaresca che attende il prossimo giro e le nuove consonanti, desiderosa di salire nuovamente sulla giostra.

Il quokka Nestor ama i libri più di qualsiasi cosa. Nestor ha una Casa sull’albero piena di storie colorate e invita bambini e bambine a raggiungerlo lassù, per ascoltare un nuovo racconto. Tra le sue passioni c’è anche la recitazione e proprio per questo incoraggia gli alunni e le alunne alla memorizzazione di testi.

quokka Nestor
Il quokka Nestor

La coniglietta Perla è l’organizzatrice delle “Cacce al tesoro”. Con il suo nasino rosa che si muove velocemente e la sua vivacità, Perla nasconde indizi in tutto il Parco e propone ad alunni e alunne percorsi avventurosi, attraverso giochi linguistici organizzati in piccole “prove”.

coniglietta Perla
La coniglietta Perla

La giraffa Ninella, alta e gentile, è amica dell’inseparabile farfalla Rubì, sempre appoggiata sull’orecchio della giraffa. Insieme accompagnano i bambini e le bambine nelle Passeggiate narrative.

giraffa Ninella e farfalla Rubì
Giraffa Ninella e farfalla Rubì

Mentre camminano tra gli alberi, i prati e i fiori del Parco, Ninella e Rubì raccontano una storia sulla natura, sugli animali, sull’importanza di proteggere il nostro pianeta.

Ninella e Rubì sono protagoniste anche dei percorsi di Riflessione linguistica.

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