Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Un genitore su due trova i figli al cellulare fino a tarda notte

Smartphone in mano, presenza costante sui social media, intelligenza artificiale onnipresente: sono questi alcuni fra i più importanti elementi della vita sociale degli adolescenti italiani. Ne parla una ricerca realizzata da SWG per la Fondazione Barbara Berlusconi, che al centro ha il rapporto fra giovani, nuove tecnologie e forme di apprendimento.

Fra adolescenti sempre più esposti ai rischi online e genitori che si sentono impreparati, emerge una difficoltà diffusa nel gestire la modernità. Non si tratta di demonizzare la tecnologia e i dispositivi digitali, ma di capire come accompagnare i ragazzi verso un uso più consapevole.

Ai genitori mancano gli strumenti

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Come riporta il Corriere della Sera link esterno, l’indagine condotta da SWG ha coinvolto oltre 500 genitori con figli tra i 6 e i 17 anni. Dall’indagine emerge una situazione complessa, soprattutto per quanto riguarda l’accesso al digitale. Se chiedersi quale sia l’età giusta per lo smartphone è comune, la realtà offre un quadro diverso:

  • dai 6 ai 10 anni, oltre la metà dei bambini possiede già un dispositivo per navigare online;
  • dagli 11 anni in poi, invece, a non averne almeno uno è una sparuta minoranza.

D’altro canto, meno di un genitore su quattro si sente davvero pronto a spiegare ai figli i rischi delle nuove tecnologie, per non parlare della gestione di situazioni critiche legate all’abuso dei social media. In generale, i genitori si sentono soli e disorientati in questo compito: due su tre sentono il bisogno di un supporto.

Le preoccupazioni delle famiglie non sono peraltro del tutto infondate: già in età preadolescenziale si parla di fenomeni come dipendenza da smartphone e cyberbullismo. Un sintomo che la rete non è più uno strumento neutro, se mai lo è stata, ma uno spazio che richiede strumenti adeguati.

Abuso dei social e conseguenze

Il fenomeno che più di tutti mostra la potenziale dipendenza degli adolescenti dalla tecnologia è l’uso intensivo dei social media. Anche in questo caso, l’indagine SWG mostra un quadro desolante: il 54% dei genitori ha scoperto i figli connessi ai social fino a tarda notte. Allo stesso modo, dopo gli 11 anni diventano frequenti le discussioni sul tempo trascorso online.

I social media considerati più rischiosi sono Instagram e TikTok, ossia quelli più utilizzati dagli adolescenti. Diverso è il caso di app di messaggistica WhatsApp e piattaforme di fruizione video come Youtube: in entrambi i casi si tratta di strumenti ritenuti più gestibili o anche utili.

Qui emerge anche uno dei punti della ricerca: non tutti i social media vengono visti come “nemici”. Non si tratta quindi di un “chi” ma di un “come”: come avviene la fruizione delle piattaforme, e come aiutare i ragazzi a rendere più consapevole l’uso della tecnologia.

Insomma: davvero la soluzione è vietare il cellulare ai più giovani come già è stato fatto a scuola?

Dall’intelligenza artificiale all’educazione

Un dato interessante è quello che riguarda l’intelligenza artificiale, ritenuta un utile strumento per studio e accesso alla conoscenza. A parlarne in questi termini sono i genitori che hanno una buona alfabetizzazione digitale, ma che spesso non tiene conto dei fattori di rischio dell’IA.

Contenuti non verificati, dati inventati dall’algoritmo, perdita del pensiero critico sono le principali criticità: da una parte, c’è chi mette in guardia contro i pericoli di ChatGPT; dall’altra parte, ci sono scuole in cui l’intelligenza artificiale verrà insegnata in classe.

Sulla questione c’è ancora molta confusione, e anche questo è un dato interessante. Sono i genitori stessi, in larga parte e a gran voce, a chiedere una maggiore formazione sulle tematiche digitali e dei percorsi condivisi che sappiano accompagnare i loro figli in un processo di crescita più sano e consapevole.

Per gli adolescenti, non c’è approccio peggiore che utilizzare smartphone e social media senza davvero conoscerne i rischi. Per i genitori, non c’è approccio peggiore che non sapere come comunicarlo ai figli. Per la scuola, non c’è approccio peggiore che rinunciare al suo ruolo. Anche quando è più difficile.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Scrivere a mano è fondamentale per il pensiero, ma stiamo dimenticando come si fa

Scrivere a mano fondamentale per il pensiero

Da più di quattro decenni la calligrafia non è più una disciplina obbligatoria a scuola, ma una scelta lasciata alla discrezione degli insegnanti. Non stupisce allora che molti abbiano smesso di insegnarla e, d’altronde, perché avrebbero dovuto? In un mondo che correva verso l’informatizzazione, sembrava aver perso il suo senso. Inizia così la riflessione di Marco Belpoliti sul declino della scrittura a mano nella scuola di oggi, che insieme al…

L’allarme dell’Accademia della Crusca: “La lingua italiana è in crisi, fra inglese e nuove abitudini”

italiano in crisi

“Perché si possa parlare di un italiano del futuro bisogna fare qualcosa al più presto”. A pronunciare queste parole è Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Ferrara. Parole che restituiscono un’istantanea della nostra lingua ma, allo stesso tempo, lanciano un monito da non sottovalutare. Come confermato dalla Crusca , infatti, l’italiano rischia un progressivo ridimensionamento nel prossimo futuro. Se a causare questo fenomeno…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Pellai: “Abbiamo cresciuto bambini incapaci di guardare l’orizzonte. L’abuso degli schermi ha generato una miopia che colpisce il 35% di loro”

L’abuso dei dispositivi elettronici e l’esposizione eccessiva agli schermi stanno cambiando le nuove generazioni in modo profondo. Non si tratta soltanto di problemi sociali e relazionali, ma anche di conseguenze neurologiche e fisiche che riguardano i circuiti della ricompensa dopaminergica e la salute visiva. A parlarne è Alberto Pellai durante un convegno organizzato da Assopto Milano Acofis . Nel suo intervento, lo psicoterapeuta traccia un quadro lucido e per certi…

7 docenti su 10 sono stati aggrediti, almeno una volta, da un genitore o da un alunno

aggrediti almeno una volta

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento delle aggressioni fisiche e verbali dei genitori ai danni degli insegnanti. Che si tratti di un voto ritenuto troppo basso, di un semplice rimprovero o di una nota disciplinare sul registro elettronico, la risposta di alcuni adulti non è il dialogo ma un atteggiamento aggressivo e conflittuale. Gli episodi più recenti sono due, avvenuti in Sicilia e in Campania: in entrambi i…

Le tre strade che l’Europa ha scelto contro le distrazioni da smartphone

distrazioni da smartphone

In Italia, ormai da diverso tempo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha vietato l’uso dello smartphone a scuola, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. Questa decisione si inserisce all’interno di una tendenza globale che vede numerosi Paesi limitare in modo sempre più deciso l’utilizzo degli smartphone nei contesti scolastici, nel tentativo di ridurre le distrazioni e favorire condizioni più favorevoli all’apprendimento. Detto ciò, sebbene l’obiettivo comune…

Nessun laureato amante della cultura sognerebbe mai di insegnare in cambio di insulti e minacce da parte di genitori convinti di saperne più dei docenti

amante della cultura

Il caso di Trescore Balneario, in cui uno studente tredicenne ha accoltellato la sua insegnante di francese, ha comprensibilmente scosso la comunità scolastica. Oltre all’atto in sé, colpiscono i contorni lucidi della vicenda: la pianificazione, la diretta e la diffusione in tempo reale, la lettera scritta prima di agire. Appare normale, soprattutto dopo episodi del genere, che i docenti si sentano in pericolo: non si tratta più soltanto di insegnare…

Violenza a scuola, uno studente su due non si sente al sicuro tra le mura scolastiche

violenza a scuola

La maggioranza degli studenti non si sente sicura a scuola e si dichiara favorevole alle misure restrittive introdotte dal ministro Giuseppe Valditara. Questi, in sintesi, i risultati di un instant poll condotto dal portale Skuola.net in seguito all’accoltellamento di una docente di francese da parte di uno studente tredicenne. In effetti, questa ennesima aggressione ha riacceso il dibattito su alcune questioni fondamentali: la violenza a scuola, il rapporto fra docenti…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X