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Un liceo introduce la settimana corta ma i genitori minacciano di fare causa alla preside

L’alleanza fra scuola e famiglia, che dovrebbe costituire la base dell’educazione, non sempre è frutto di un percorso condiviso. Le divergenze possono nascere su temi didattici e organizzativi, come il registro elettronico, ma spesso sfociano in un vero e proprio scontro interno alla comunità scolastica.

Qualcosa del genere sta accadendo al liceo artistico Arcangeli di Bologna, finito al centro di un acceso dibattito sulla settimana corta. Se la dirigenza preme per introdurla a partire dal prossimo anno, una parte consistente dei genitori invece si dice nettamente contraria. Arrivando persino a valutare azioni legali.

settimana corta a scuola

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Il dibattito sulla settimana corta a scuola non è certo recente, soprattutto al liceo artistico Arcangeli di Bologna, in cui la discussione va avanti ormai da anni. L’iter ufficiale per l’approvazione della modifica, riporta il Corriere di Bologna link esterno, è tuttavia partito soltanto a settembre, con il collegio dei docenti che ha espresso un parere positivo. Come racconta al quotidiano la dirigente Margherita Gobbi:

Il 24 settembre, il Consiglio d’Istituto ha poi deliberato in favore della settimana corta, prendendosi comunque l’impegno di raccogliere tutte le criticità evidenziate dalla comunità scolastica. Lavoro che è stato fatto fino a metà ottobre: sono state analizzate tutte le criticità sui trasporti, sugli orari, sulle eventuali ricadute che un cambiamento potrebbe avere sui tanti ragazzi fragili che abbiamo a scuola.

Proprio le criticità riscontrate hanno spinto la dirigente scolastica a chiedere l’annullamento della prima delibera, in modo da garantire una maggiore trasparenza e un confronto più ampio. Rimandando di fatto l’esito sulla decisione all’arrivo dei risultati di un sondaggio rivolto a genitori, studenti e personale.

I genitori minacciano azioni legali

Quella appena descritta sembrerebbe una normale dinamica scolastica, se non per l’iniziativa di quasi un centinaio di famiglie, che hanno inviato una lettera all’Ufficio Scolastico Provinciale. Le contestazioni riguardano in particolare la procedura, ritenuta poco trasparente, e in generale l’intero progetto della settimana corta al liceo artistico. Qui un estratto:

La proposta risulta priva di accurate analisi di fattibilità: la metà degli studenti dell’Arcangeli è pendolare e proviene da tutta la provincia. Il rientro tardivo ridurrebbe drasticamente il tempo da dedicare alle attività di studio e consolidamento, e costringerebbe numerosi studenti, in particolare i pendolari, a consumare il pasto principale della giornata in orari molto avanzati.

Da queste considerazioni deriva l’allarme dei genitori, anche comprensibile, e l’eventuale ricorso ad azioni legali. La proposta prevede in effetti lezioni dalle 8:10 alle 14:10, con un rientro pomeridiano a settimana e alcuni sabati all’anno da recuperare. Orari da alcuni ritenuti insostenibili.

Settimana corta a scuola sì o no?

Sull’iniziativa delle famiglie si è espressa anche Margherita Gobbi, che ricorda come uno dei compiti della scuola sia anche garantire le ore di apprendimento per gli studenti. Come ricorda la dirigente:

Il sabato abbiamo spesso picchi di assenti che arrivano al 40% e i genitori non contano che circa il 50% dei ragazzi già oggi, proprio per i trasporti, ha l’autorizzazione per l’ingresso posticipato e l’uscita anticipata. Vuol dire 40 minuti di lezioni in meno al giorno che sono 60 ore in meno all’anno.

La questione è complessa ed entrambe le posizioni hanno dei meriti: d’altronde, ci sono anche istituti che hanno creato una petizione proprio per introdurre la settimana corta a scuola link esterno. Da una parte, i genitori sono preoccupati di come il cambiamento possa influire sulla vita quotidiana dei figli. Dall’altra parte, la dirigenza ha già ribadito che il sondaggio è aperto a tutte le componenti della comunità scolastica. Nel rispetto delle esigenze di ciascuno e, se possibile, con un giorno di scuola in meno ogni settimana.

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