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OPINIONI

“Vi auguro di essere bocciati un anno”. Lo strano augurio di Paolo Sorrentino agli studenti

Paolo Sorrentino è tornato a parlare di scuola, e lo ha fatto nel modo che gli è più congeniale: diretto e senza frasi fatte. Ospite della trasmissione La conferenza stampa link esterno disponibile su RaiPlay, e davanti ad una platea di 350 studenti, il regista premio Oscar ha risposto alle loro domande. In modo anche spiazzante.

Nel corso dell’incontro, Sorrentino ha avuto modo di ripercorrere il proprio rapporto con la scuola, lasciando ai ragazzi un messaggio destinato a far discutere. Queste le sue parole: “Vi auguro di essere bocciati: un anno in più a scuola è meglio che andare lì fuori”.

Nato per dare voce ai giovani, “La conferenza stampa” è uno di quegli esperimenti riusciti che fanno uso delle dinamiche del web in modo efficace e consapevole. Non c’è un conduttore a fare da filtro fra i 350 studenti, di cui alcuni pongono le domande, e l’ospite, spesso un personaggio della cultura o dello spettacolo.

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All’interno del programma, insomma, i giovani non costituiscono un tradizionale pubblico ma protagonisti attivi del dialogo, in quella che è un’intuizione rara per la TV italiana. L’atmosfera è informale, i dialoghi serrati, le domande spontanee e per questo spesso imbarazzanti: una sorta di “Belve”, ma per i ragazzi.

Ospite di una delle puntate, Paolo Sorrentino non si è tirato indietro di fronte al meccanismo, parlando della propria vita privata e professionale, andando dal passato al presente, menzionando il lavoro e la scuola.

Paolo Sorrentino e gli studenti

Accolto con entusiasmo dai 350 studenti presenti in studio, Paolo Sorrentino si è quindi prestato al gioco delle domande e risposte. Con esiti persino sorprendenti.

A chi ha chiesto cosa ne pensasse della disputa fra pizza romana e pizza napoletana, il regista premio Oscar non ha avuto dubbi: “non c’è partita, quella napoletana, è l’unica certezza che ho nella vita”.

Di fronte alla domanda sui tatuaggi che potrebbe fare, invece, ha detto: “il numero 10 sulla schiena perché è la maglia di Maradona, oppure la scritta ‘io odio i tatuaggi’”.

Diverse le parole rivolte a chi gli ha chiesto quale lavoro non potrebbe mai fare, a cui il regista risponde: “tutto ciò che riguarda la matematica e la scienza, a scuola ero un disastro”. L’esperienza scolastica deve tuttavia aver avuto un grande valore per il regista, soprattutto in considerazione delle sue parole successive.

“Vi auguro di essere bocciati un anno”

Il momento più discusso arriva infatti sul finale del programma. Dopo 20 minuti di domande, Paolo Sorrentino saluta gli studenti con un augurio che spiazza: “Vi auguro di essere bocciati un anno, perché stare un anno in più a scuola è meglio che andare lì fuori”.

Non si tratta né di una resa né tantomeno di un invito al fallimento, quanto di una riflessione sul valore del tempo che si passa a scuola. Nonché di un commento sulle pressioni del mondo esterno, quello del lavoro e delle responsabilità, che segnano la vita degli adulti.

Al contrario, l’invito di Sorrentino si inserisce in un particolare modo di pensare la bocciatura che, lungi dall’essere una punizione, diventa parte integrante di un percorso di crescita. O di una storia di successo.

E in ogni caso, nonostante le criticità e i problemi, la scuola rimane ancora oggi uno spazio privilegiato, in cui la formazione e la crescita possono coesistere con il mondo esterno senza entrare in aperto conflitto. Il messaggio di Sorrentino va quindi letto in questo modo: meglio un errore all’interno del contesto scolastico che un successo fragile fuori. Che sarebbe una bocciatura ben più grave.

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