Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
CORSIVO

E ora ritorniamo a scrivere a mano senza bisogno di un tablet o Pc

La calligrafia un tempo era considerata tanto importante da costruirci intorno una materia a sé. Oggi, invece, l’arte di saper scrivere a mano bene sembra essere stata accantonata, forse sostituita da una scrittura digitale.

LA CALLIGRAFIA DIMENTICATA

La bella scrittura viene sempre meno praticata dagli studenti, che finiscono addirittura a fotografare direttamente la lezione spiegata alla lavagna dall’insegnante. Seppur con tutte le premure e strategie possibili per l’insegnamento del corsivo nella scuola primaria, il suo utilizzo nella vita di tutti i giorni sta attraversando un periodo di profonda crisi. Addirittura, nelle scuole più all’avanguardia si sta pensando di mettere in atto soluzioni tecnologiche per sostituire la scrittura a mano.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Si tratta di un fenomeno che si è evoluto a pari passo con un incremento delle difficoltà di scrittura e di lettura di molti studenti. Il dubbio che esista un collegamento tra i due fenomeni sorge spontaneo.

I VANTAGGI DI SCRIVERE A MANO

Uno dei vantaggi principali della scrittura a mano è il fatto di poter esprimere la propria personalità. Infatti, mentre la scrittura digitale è uguale per tutti e non si potrebbe mai riconoscere la calligrafia di uno scrittore tramite una tastiera, con penna o matita possiamo mostrare a tutti il nostro stile.

Diversi studi hanno dimostrato che la scrittura a mano renda più efficace la memorizzazione di concetti rispetto a quella digitale. Quando si prendono appunti su un foglio di carta, l’impegno nella scrittura è maggiore e il nostro cervello è maggiormente preparato a memorizzare.

scrivere a mano appunti

Un altro vantaggio di scrivere a mano è la velocità. Per quanto si possa essere bravi con la tastiera, infatti, vari studi hanno dimostrato che la scrittura a mano sia più veloce rispetto a quella su tastiera. Senza contare il fatto che scrivere su un foglio di carta non affatica gli occhi quanto può farlo scrivere su uno schermo.

LEGGI ANCHE: Ripristiniamo il latino alle medie, per ritornare a scrivere in italiano come si deve

Tralasciando gli aspetti puramente tecnici, la scrittura a mano non è unicamente comunicazione. Si tratta di una vera e propria forma d’arte. Un modo artistico per esprimere la propria personalità. Sarebbe davvero un peccato dimenticarla nel tempo.

E tu cosa ne pensi dell’importanza di scrivere a mano? Condividi il contenuto e scorri verso il basso per scoprire altre interessanti notizie.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI

1 commento su “E ora ritorniamo a scrivere a mano senza bisogno di un tablet o Pc”

I commenti sono chiusi.


Dobbiamo chiederci una volta per tutte se abbiamo sbagliato ad abbassare la guardia, come insegnanti e come genitori

abbassare la guardia

Ormai da diverso tempo si parla di violenza a scuola, in particolare per quanto riguarda il bullismo e il cyberbullismo, o in ambienti domestici. Mai come adesso però il fenomeno sembra assumere contorni sempre più gravi, con esiti anche fatali che diventano fatti di cronaca, oltre che tragedie personali e familiari. Fra chi invoca soluzioni drastiche, come metal detector all’ingresso degli istituti, e chi cerca responsabilità puntando il dito, c’è…

Il 22,1% degli alunni non legge neanche un libro all’anno

un libro all’anno

Poche attività incidono sul pensiero, sul linguaggio e sulla capacità di comprendere il mondo quanto la lettura. Si tratta di uno degli strumenti più potenti che abbiamo, eppure proprio la lettura è una pratica sempre più trascurata dai giovani. Lo confermano i dati ISTAT, secondo cui oltre un adolescente su cinque non legge neanche un libro all’anno. Il fenomeno non è uniforme, con differenze marcate a seconda del contesto familiare…

Le competenze socio-emotive degli studenti stanno diminuendo

competenze socio emotive

Le competenze socio-emotive dei giovani italiani mostrano segni sempre più profondi di fragilità. Fiducia in se stessi e ottimismo, senso di appartenenza alla scuola e capacità di gestire le emozioni sono più deboli, soprattutto fra gli studenti dai 10 ai 15 anni. A dirlo sono i dati emersi da un approfondimento INVALSI basato sull’indagine internazionale OCSE Social and Emotional Skills. Il quadro che ne emerge, soprattutto in riferimento all’Italia, mostra…

Vocabolario, questo sconosciuto

vocabolario

Il vocabolario è uno strumento essenziale per comprendere la lingua italiana e le sue sfumature. Eppure, per molti studenti oggi rappresenta un oggetto misterioso: lento, voluminoso, apparentemente inutile. D’altronde, per conoscere il significato delle parole basta andare sul web, no? Ecco, non proprio, e a lanciare l’allarme sono alcuni studiosi dell’Accademia della Crusca e della Treccani, che all’agenzia di stampa Adnkronos hanno espresso i loro timori. Secondo gli esperti, infatti,…

Geronimo Stilton a scuola: presentato il quaderno operativo per tutte le classi della scuola primaria, dalla prima alla quinta

Geronimo Stilton a scuola

Da ormai 25 anni Geronimo Stilton non è solo un personaggio di libri per ragazzi, ma un compagno di avventure per diverse generazioni. Nato dalla creatività di Elisabetta Dami, il topo giornalista più famoso d’Italia ha accompagnato migliaia di bambini nella scoperta di valori come l’amicizia, la curiosità, il coraggio. Oggi il suo mondo narrativo si apre anche all’ambito scolastico, grazie alla collaborazione con il Gruppo Editoriale ELi. La casa…

Studenti promossi solo perché vivi? Il mondo fuori è molto più duro. Non serve lamentarsi, bisogna studiare

Studenti promossi

Gli ultimi anni hanno visto un cambiamento radicale della scuola italiana. Se per alcuni si è adattata alle nuove tecnologie e alla nuova contemporaneità, per altri è diventata troppo semplice. E non si tratta del classico “si stava meglio prima”, quanto del modo in cui la scuola prepara gli studenti al mondo. Ne parla Roberto Burioni che, in un post sui social , nel suo stile diretto critica chi giudica…

Il senso di colpa è diventato senso di inadeguatezza, come la velocità dei social ha cambiato la depressione nei giovani

senso di colpa

Umberto Galimberti torna a parlare della crisi che attraversa le nuove generazioni, un disagio profondo che non nasce più soltanto dal complicato rapporto con il mondo adulto ma da un contesto dominato dalla tecnica. In un recente intervento per Feltrinelli Editore , il filosofo e psicanalista ha spiegato come il tradizionale senso di colpa alla base della depressione si stia trasformando in senso di inadeguatezza. Soprattutto nei giovani che, immersi…

Agli alunni serve formazione vera, la scuola trasformata in progettificio non riesce più a educare

scuola trasformata in progettificio

Ospite al podcast “Passa dal BSMT” , il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri ha avuto modo di parlare della scuola e del suo ruolo nel mondo contemporaneo. Oggi è più che mai grande il rischio di trasformare gli istituti in veri e propri “progettifici”, ricchi di tantissime attività extracurricolari ma poveri di una didattica più tradizionale che fa da base all’apprendimento. Le sue parole si iscrivono all’interno di un…

L’insegnante è una guida che accende fiducia e curiosità. Non deve fare il giudice ma essere una presenza positiva

insegnante è una guida

Quello fra docente e studente è un rapporto importantissimo, in particolare nel primo e nel secondo ciclo. Lungi dal rappresentare una semplice trasmissione di conoscenze, si tratta di un legame che incide sul modo in cui gli alunni percepiscono se stessi e il loro posto nel mondo. Proprio per questa ragione, anche la figura dell’insegnante oggi sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Lo ricorda Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia…

Alla secondaria troppe lezioni frontali? L’invito: “I prof imparino la didattica aperta dalle maestre della primaria e dell’infanzia”

troppe lezioni frontali

La lezione frontale è da sempre uno dei pilastri della didattica scolastica: è riconoscibile e rassicurante, persino familiare. Non sorprende quindi che il 70% dei docenti la utilizzi ancora come metodologia principale. Allo stesso tempo, però, il contesto in cui si muove oggi la scuola è estremamente complesso e dinamico: la società cambia e con essa gli studenti, che necessitano di un apprendimento più interattivo e dinamico rispetto al passato….

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X