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APPRENDIMENTO

Soft skills a scuola, approvata la legge per insegnare competenze non cognitive agli alunni

Come ormai ben noto agli addetti ai lavori, poche settimane fa (11 gennaio 2022) la Camera dei Deputati ha approvato una legge sullo sviluppo delle competenze che non rientrano nelleabilità cognitive, le cosiddette soft skills a scuola.

La legge, oltre a essere particolarmente interessante poiché nata da un’iniziativa diretta del Parlamento e non come applicazione di una direttiva governativa, rappresenta certamente un punto di partenza per una scuola innovativa, che consolida e promuove un nuovo modo di apprendere: più trasversale e soprattutto più vicino alle esigenze formative di bambini e ragazzi, accogliendo la necessità di renderli consapevoli e protagonisti del proprio apprendimento nella sua dimensione globale.

Che cosa si intende per soft skills a scuola

Per soft skills a scuola si intendono tutte quelle competenze fondamentali nello sviluppo della persona umana. Le soft skills sono, per esempio, l’empatia, la capacità di prendere decisioni e risolvere problemi, la consapevolezza delle proprie emozioni e la loro conseguente gestione, lo sviluppo del pensiero critico e creativo e l’abilità di saper comunicare efficacemente. Queste competenze sono indispensabili per costruire non solo individui che possiedono conoscenze, ma veri e propri cittadini, impegnati nel mondo, con se stessi e con l’altro.

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Come e quando insegnarle?

Questo progetto si basa sulle più lodevoli intenzioni, ma è necessario che gli insegnanti siano formati, possiedano materiale didattico adeguato ed entrino nell’ottica di un insegnamento che si snoda in tutto il percorso scolastico, a partire dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola secondaria di secondo grado. Gli insegnanti dei vari gradi di scuola dovrebbero avere quindi un maggior raccordo tra loro, per poter seguire i bambini e i ragazzi in questo delicato percorso che li vede crescere e diventare adulti.

Come cambiano i libri scolastici con le soft skills

Anche i libri scolastici hanno iniziato a rendersi conto dell’enorme importanza di insegnare le life skills e stanno iniziando a includere esercizi per il loro sviluppo. Il testo Nuovi Tr@guardi (editore La Spiga del gruppo editoriale ELI) è uno dei primi a presentarne. Nel volume dedicato alle letture, per esempio, c’è una grande varietà di brani per educare alle emozioni. Nuovi Tr@guardi link esterno lo fa in modo assolutamente concreto, vicino al mondo dei bambini e a ciò che davvero possono incontrare nella vita.

Ecco qualche anteprima di ciò che offre questo innovativo testo. Nel brano Scacciapensieri-tristi, si affronta coi bambini il tema molto frequente del cambio di scuola, con tutte le difficoltà che comporta. A integrazione della lettura c’è un esercizio ispirato ai mantra, che ogni bambino può utilizzare quando è triste. La lettura Senza Harry? Che problema! insegna a guardare i problemi da più prospettive e a trovare le proprie risorse per risolverli.

Si viaggia nelle emozioni più difficili da esprimere in Un nodo in gola, in cui si affronta uno dei momenti più critici e ardui della vita dei bambini: il distacco dai genitori che, seppur per momenti felici come la scuola o il centro estivo, rappresenta comunque un’incognita, una triste sensazione di abbandono, un momento in cui i bambini sentono di non avere certezze e hanno un grosso bisogno di conforto.

Nel branoL’aiuto degli amici affronterete con i vostri alunni uno degli aspetti più cruciali della loro età: il rapporto tra pari, il saper costruire relazioni di aiuto reciproco. Gli esercizi proposti aiutano a sviluppare il pensiero critico, inoltre, grazie alla rielaborazione proposta nella pagina del racconto. Si tratta anche di temi come la parità di genere (uno dei punti su cui l’Agenda del 2030 invita a lavorare) nel racconto Lasciatemi dire la mia!, nel quale aiuterete a riflettere i bambini e le bambine sulla condizione femminile nel passato, e di conseguenza nel presente. Nella poesia Senza confini si parla di empatia e si insegna ai bambini proprio il significato della parola: in fondo, come si può educare a un concetto senza insegnarne la parola corrispondente?

Lavorare sulle life skills significa costruire cittadini che possano rendere migliore, nel futuro, questo nostro pianeta pieno di ferite: formare gli insegnanti, trasformare l’apprendimento in lifelong learning, possedere testi che ci aiutino in questo delicato lavoro e lavorare per primi sull’empatia che intendiamo trasmettere sono aspetti indispensabili e irrinunciabili.


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