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Spopola lo spagnolo, scompare il francese: perché sempre più scuole stanno abbandonando la lingua transalpina

Il francese è parlato da circa 267 milioni di persone nel mondo, è la lingua della moda, della diplomazia, della cucina. Il francese è una lingua con moltissime irregolarità, non è interpretabile e, a dir la verità, non è semplicissima. Ma il suo studio è indubbiamente un vantaggio, per molti motivi. Tuttavia sembra che in Italia si stia “perdendo” l’abitudine di studiarlo a scuola. In passato veniva studiato addirittura come prima e unica lingua straniera, al posto dell’inglese.

Perché non si studia più il francese, e perché invece sarebbe necessario riprendere a studiarlo link esterno con più frequenza, al posto dell’onnipresente inglese o dell’esotico cinese link esterno ? Ogni anno si assiste, infatti, al taglio di moltissime cattedre di francese in Italia, perdita di lavoro per molti docenti e perdita di una parte culturale molto importante: il francese è una lingua romanza (di origine latina), come l’italiano, il suo studio, come lo studio di qualsiasi lingua, è arricchente e può farci comprendere molti aspetti anche della nostra cultura e del nostro passato.

LE MOTIVAZIONI

1. PERCHÉ? Vi è il pregiudizio che il francese, nel mondo, sia una lingua poco parlata e “non convenga” investire anni di studio, vista la “poca” presenza sul globo di persone parlanti francese rispetto a inglese, spagnolo o cinese.

…INVECE la presenza del francese nel mondo è tutt’altro che ridotta. Se numericamente è vero che inglese, spagnolo e cinese la superano, è pur vero che nel mondo ha una grande estensione! La Francia e il Belgio sono infatti solo una piccola parte, ma il francese si parla nell’immenso Canada, vivace e ricco dal punto di vista dei rapporti professionali con l’Europa e in moltissime altre parti del mondo sparse: numerose nazioni africane, isole nel Pacifico e, non dimentichiamo, nella nostra Valle d’Aosta!

a la une francese

2. PERCHÉ? Si pensa che il francese non aiuti (più) a trovare lavoro. La presenza dell’inglese, nel curriculum vitae, è ormai un diktat e oltre all’inglese inizia a prendere piede lo studio di lingue più “esotiche” come il cinese e l’arabo, o considerate emergenti come il russo.

…INVECE sarebbe auspicabile conoscere il francese, anche perché il volume di affari commerciali tra Italia e Francia è molto alto e, se nessuno lo studia, chi comunicherà con loro per mantenere questi scambi? Sullo stesso territorio italiano sono presenti più di millecinquecento aziende francesi, che per assumere prediligono la conoscenza di questa lingua.

atouts cmmerce francese

3. PERCHÉ? Il francese è considerato difficile. La grammatica è complessa e articolata e i ragazzi lo trovano arduo. Preferiscono quindi orientarsi verso l’inglese, che è una garanzia dal punto di vista lavorativo, o lo spagnolo, considerato ingenuamente più vicino all’italiano e quindi più semplice.

…INVECE il francese ha fascino, charme, è elegante. Non sarà schietto e immediato come l’inglese e non avrà la melodia dello spagnolo o dell’italiano, ma rimane comunque una lingua molto bella, che regala una parlata molto affascinante. Il fatto che sia un po’ più difficile rende il suo studio una bella sfida che non può che elasticizzare la nostra mente.

I docenti italiani stanno cercando di sensibilizzare verso questo fenomeno, facendo riflettere sulla necessità di non perdere lo studio del francese e di considerare i grandi vantaggi che questa lingua offre. Senza considerare le enormi motivazioni che legano l’economia italiana a quella francese, non bisogna dimenticare che lo studio di una lingua è sempre opportunità di incontro e scambio con un altro popolo, è importantissimo per emanciparsi nel turismo e la conoscenza di un’altra lingua, indipendentemente da quale lingua sia, è un pezzo di cultura altra che rendiamo nostra.

Sia lode ai francesi che si son presi a cuore i due bisogni fondamentali della società umana: il mangiar bene e l’eguaglianza civile, e han fatto passi da gigante nell’arte culinaria e nella libertà

Heinrich Heine
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