Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Ferie degli insegnanti. «Solo in Italia abbiamo 3 mesi di vacanze da scuola»

La frase di Jovanotti ha sollevato parecchie polemiche da parte del mondo della scuola, ma allo stesso tempo è andata a gettare benzina sul fuoco laddove c’era già pregiudizio nei confronti delle ferie degli insegnanti.

Un pregiudizio che non muore mai

Anche Jovanotti cade nel luogo comune e nel pregiudizio che da sempre affligge la categoria degli insegnanti, bistrattati e umiliati per moltissimi motivi tra cui, principe, i presunti tre mesi di vacanze estive. Il cantautore, ospite da Fabio Fazio alla trasmissione Che tempo che fa link esterno, dichiara che l’estate è “la vera grande invenzione dell’Italia” e che tre mesi di ferie non li ha nessuno.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Dal passato a oggi: storia di una categoria sempre più bistrattata

La categoria degli insegnanti ha iniziato ad avere un calo di prestigio negli ultimi vent’anni. In passato ci si toglieva il cappello di fronte all’insegnante del proprio figlio: ciò che diceva l’insegnante era religione e a ogni brutto voto, richiamo disciplinare o obiezione dell’insegnante corrispondeva un “rinforzo” a casa, non sempre pedagogicamente accettabile.

Il maestro e la maestra erano figure prestigiose, rispettate, temute persino. Pure troppo. Ma negli ultimi vent’anni circa i genitori hanno iniziato a rivoltarsi verso gli insegnanti. Il progetto educativo del proprio figlio non era più condiviso con l’insegnante, che da alleato si è trasformato in figura sempre più criticata: nei metodi didattici, per come rimprovera i ragazzi, per i compiti che sono troppi, per i compiti che sono troppo pochi, per tutto. Molti genitori sono diventati improvvisamente pedagogisti, pronti a giudicare le scelte di insegnamento e i metodi educativi. Gli insegnanti hanno iniziato ad avere paura, molto spesso.

Tutto il nostro lavoro ha iniziato a non andare più bene, a essere contestato, anche in modi poco civili. Alcuni genitori sono, infatti, passati dalle critiche alle aggressioni (è possibile ricercare episodi come questi nei fatti di cronaca, vi stupirete di quanti casi ci sono). E oggi? Negli ultimi(ssimi) anni sembra che ci sia il ritorno a un po’ più di collaborazione e rispetto, ma non c’è da ritenersi “fuori pericolo”.

Sfatare i luoghi comuni

Certamente, affermazioni come quelle di Jovanotti non aiutano a “riabilitare” la nostra figura, che non ha più diritto a esprimersi. Le persone credono che lavoriamo mezza giornata, che le ferie degli insegnanti siano i famosi 3 mesi d’estate, che riceviamo uno stipendio succulento per fare nulla e, seduti alla cattedra, esprimiamo il nostro sadismo caricando di compiti le povere famiglie che vorrebbero solo passarsi i fine settimana in montagna: come possiamo anche avere diritto di parola e protesta?

Ma che ne sa, il cantante, delle ore extrascolastiche passate a correggere compiti, preparare lezioni, fare colloqui con genitori, psicologi e logopedisti? Che ne sa del materiale didattico, igienico e artistico acquistato con le nostre tasche, per il quale non andiamo a bussare nessuna porta per il rimborso? Che ne sa del reale numero di settimane di sospensione delle attività didattiche che abbiamo? E, soprattutto, l’idea che l’estate sia dedicata in gran parte alla progettazione e alla pianificazione dell’anno seguente l’ha mai sfiorato?

Le reali ferie italiane ed europee

Tre mesi di vacanze forse li hanno i ragazzi, e su questo ci si potrebbe lavorare, ma gli insegnanti no. Anzi. Il nostro servizio finisce a fine giugno e inizia i primi di settembre, le ore lavorative “del mese di luglio” devono essere garantite in modo extra durante l’anno con sostituzioni, supplenze e altre disponibilità. E, incredibile, le settimane di ferie degli insegnanti, complessivamente, in Italia sono nove. Meno che negli altri paesi europei!

In altri paesi europei le settimane sono undici (in Finlandia, Grecia, Islanda, Polonia, Serbia, Svezia e Ungheria) o addirittura tredici (in Bosnia, Bulgaria, Croazia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Macedonia, Montenegro, Portogallo, Romania, Russia, Slovenia, Spagna, Turchia e Ucraina). Se Lorenzo sapesse l’inesattezza che ha detto continuerebbe a fare ciò che fa sempre, cioè parlare su basi musicali, e non degli insegnanti.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Pellai: “Abbiamo cresciuto bambini incapaci di guardare l’orizzonte. L’abuso degli schermi ha generato una miopia che colpisce il 35% di loro”

L’abuso dei dispositivi elettronici e l’esposizione eccessiva agli schermi stanno cambiando le nuove generazioni in modo profondo. Non si tratta soltanto di problemi sociali e relazionali, ma anche di conseguenze neurologiche e fisiche che riguardano i circuiti della ricompensa dopaminergica e la salute visiva. A parlarne è Alberto Pellai durante un convegno organizzato da Assopto Milano Acofis . Nel suo intervento, lo psicoterapeuta traccia un quadro lucido e per certi…

7 docenti su 10 sono stati aggrediti, almeno una volta, da un genitore o da un alunno

aggrediti almeno una volta

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento delle aggressioni fisiche e verbali dei genitori ai danni degli insegnanti. Che si tratti di un voto ritenuto troppo basso, di un semplice rimprovero o di una nota disciplinare sul registro elettronico, la risposta di alcuni adulti non è il dialogo ma un atteggiamento aggressivo e conflittuale. Gli episodi più recenti sono due, avvenuti in Sicilia e in Campania: in entrambi i…

Le tre strade che l’Europa ha scelto contro le distrazioni da smartphone

distrazioni da smartphone

In Italia, ormai da diverso tempo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha vietato l’uso dello smartphone a scuola, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. Questa decisione si inserisce all’interno di una tendenza globale che vede numerosi Paesi limitare in modo sempre più deciso l’utilizzo degli smartphone nei contesti scolastici, nel tentativo di ridurre le distrazioni e favorire condizioni più favorevoli all’apprendimento. Detto ciò, sebbene l’obiettivo comune…

Oltre 32mila alunni dell’alberghiero stanno studiando su un testo di Edizioni Plan

Edizioni Plan

Con una quota di mercato complessiva del 23,7% nelle adozioni degli istituti alberghieri italiani e una diffusione che raggiunge il 17,42% delle sezioni a livello nazionale, Edizioni Plan si conferma oggi come uno dei principali punti di riferimento dell’editoria scolastica di settore. Un posizionamento solido, costruito nel tempo e rafforzato ulteriormente dal 2013, anno in cui il marchio è entrato a far parte del Gruppo Editoriale ELi, consolidando la propria…

EducAbility fa di nuovo centro. Boom di iscritti all’evento “Emozioni e intelligenza artificiale”

educability evento 2026

Come educare in un mondo attraversato da trasformazioni profonde, dove tecnologia, emozioni e apprendimento si intrecciano sempre più strettamente? È questa una delle domande più urgenti a cui la scuola oggi è chiamata a rispondere. Una questione cruciale, intorno alla quale docenti ed esperti si sono confrontati durante il convegno nazionale del Gruppo Editoriale ELi nell’ambito del progetto EducAbility, tenutosi il 16 aprile scorso a Bari e online. L’edizione 2026…

L’Invalsi ha confermato che i livelli di italiano e di matematica di oggi sono più bassi del pre-Covid

livelli di italiano e di matematica

A cinque anni dalla fine della didattica a distanza, e con i dubbi ancora presenti sulle conseguenze della crisi energetica, la scuola italiana continua a fare i conti con gli effetti della pandemia del 2020. A dirlo sono i dati delle prove Invalsi 2025, elaborati su base provinciale dal Sole 24 Ore , che mostrano un peggioramento dei livelli di competenza in italiano e matematica rispetto al 2018/2019, cioè all’ultimo…

Barbero lancia la petizione per salvare “I Promessi Sposi”

Barbero lancia la petizione

Non accennano a fermarsi le polemiche sulle nuove Indicazioni Nazionali per i Licei . Le critiche si sono concentrate in particolare sulla proposta di togliere la lettura dei Promessi Sposi dal secondo anno e spostarla al quarto. Al loro posto verrebbero introdotte letture considerate più “semplici”, ritenute quindi più accessibili per gli studenti del biennio. La reazione del mondo accademico e scolastico non si è fatta attendere, fra cui spicca…

Le istruzioni per l’uso del nuovo orale di maturità

orale di maturità

Quest’anno il colloquio orale occupa le attenzioni di studentesse, studenti e docenti, perché la sua riforma ha aggiunto nuove richieste, nuove valutazioni e nuove modalità che rischiano di trasformare la preparazione in una rincorsa confusa a materiali, presentazioni e l’utilizzo di strategie poco utili. Se si guarda alla normativa e alla natura stessa del colloquio, emerge un dato: l’orale di maturità non richiede effetti speciali, ma capacità di orientarsi di…

Cos’è e come funziona VELiA, il Chatgpt per insegnanti che genera sintesi, verifiche e altro usando solo i libri di testo

Chatgpt per insegnanti

L’intelligenza artificiale è già presente nella scuola italiana, anche se spesso in modo informale. Buona parte degli insegnanti è infatti favorevole al suo utilizzo, mentre il 50% già usa ChatGPT e Gemini come supporto alla didattica, in modo più o meno efficace. Il problema delle IA più comuni, tuttavia, è il rischio elevato che commettano errori o forniscano risposte del tutto inventate. E per un docente che deve preparare una…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X