Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
EVENTI

Giornata della Memoria, come parlare del dramma della Shoah agli alunni della primaria

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata della Memoria. Questa giornata è dedicata alle vittime dell’Olocausto, lo sterminio degli ebrei ma non solo, anche delle persone fragili ed emarginate come i disabili, gli omosessuali e altre categorie ritenute “sgradite” da parte dei governi nazionalsocialisti e fascisti.

giornata della memoria ads

Lo sterminio, avvenuto tra il 1938 e il 1945, è ancora una ferita aperta per tutti. È per questo che è stata scelta una giornata in cui ricordare le vittime, anche se il ricordo di questa tragedia dovrebbe far parte della nostra vita tutti i giorni: sono state sterminate le persone considerate “diverse” e deboli, quelle che, invece, vanno maggiormente protette. Il 27 gennaio è stato scelto in quanto nel 1945 fu il giorno in cui venne aperto il campo di concentramento di Auschwitz, liberando chi ancora vi era imprigionato. È necessario condividere e vivere questa giornata con i nostri alunni, cercando però di farlo nel modo più adatto alla loro età.

Le domande da parte dei bambini sono molte. Per loro è impossibile comprendere il perché di una crudeltà così efferata. È necessario però seminare in loro la compassione e la consapevolezza che la memoria va tenuta in vita, perché ciò che è accaduto non debba mai più accadere.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Ma come affrontare un argomento così delicato con i bambini della scuola primaria? La scuola primaria è composta da bambini con età compresa tra i cinque anni e mezzo e gli undici, quindi è possibile differenziare in base alla classe.

Come parlare della Giornata della Memoria

Ai bimbi più piccoli si può dire, senza entrare nei dettagli, che sono state fatte cose molto brutte, malvagità verso alcuni gruppi di persone. È importante che i bambini più piccoli non siano sottoposti a immagini o fotografie cruente che ancora non avrebbero gli strumenti per elaborare.

Nei campi di concentramento c’erano molti bimbi dell’età dei nostri alunni: senza menzionare crudeltà e dettagli, si può far riflettere i bambini sui diritti che ogni bambino dovrebbe avere, come il poter stare con la sua famiglia, vivere in un ambiente sicuro e sano, non subire maltrattamenti o violenze, avere accesso a cibo e istruzione… cose che i bambini protagonisti dell’Olocausto non hanno potuto avere.

È importante, con i bambini di tutte le età, provare a contestualizzare ciò che è accaduto per fare in modo che non rimanga un racconto astratto. Si può mostrare loro sulla cartina i luoghi, cercare di collocare gli avvenimenti su una linea del tempo, dare indicazioni su chi sono gli ebrei e la loro cultura: comprendere e amare il prossimo, conoscere alcuni elementi della sua cultura, aiuta a rafforzare ciò che si ricerca celebrando la Giornata della Memoria, cioè l’indignazione per il male compiuto verso l’Altro, il desiderio che non possa mai più verificarsi un avvenimento simile.

Con i bambini più grandi si possono fornire maggiori informazioni storiche relative a ciò che accadeva nei campi di concentramento, ma sempre evitando dettagli che possano traumatizzare.

filastrocca giornata della memoria

SCARICA LA FILASTROCCA

Con qualsiasi classe, in ogni caso, è di grande aiuto la proposta di libri e prodotti audiovisivi dedicati alla Giornata. Si possono inoltre svolgere attività come dedicare disegni e pensieri a queste persone, maltrattate e odiate, che non ci sono più e meritano di essere ricordate. Può essere anche positivo raccontare qualche storia di persone sopravvissute, per infondere speranza.

Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo

Anna Frank

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Bruna Bianco e Rosaria Polita, autrici per la scuola. “I nostri sussidiari indicano la direzione per il metodo di studio”

Bruna Bianco e Rosaria Polita

Come vi sentireste se vi costringessero ad indossare un vestito di alta moda ma che non vi rispecchia? Di sicuro non a vostro agio. Nonostante siate consapevoli che sia il meglio possibile, avvertite che non è giusto per voi, vi fa sentire goffi ed inadeguati. È questa la suggestiva metafora che le maestre Bruna Bianco e Rosaria Polita, autrici del nuovo sussidiario “Direzione Discipline Plus” , edito La Spiga del…

Se nella scuola continuiamo a togliere senza mai aggiungere

scuola continuiamo a togliere

Negli ultimi anni la scuola ha vissuto grandi cambiamenti che, tuttavia, si sono spesso rivelati contraddittori. Da un lato, ha cercato di diventare moderna e tecnologica, per rispondere alle esigenze delle nuove generazioni e di una società sempre più digitale. Dall’altro lato, però, poco a poco sono venuti meno gli strumenti a disposizione di insegnanti e studenti, creando una distanza sempre più evidente tra ciò che si promette e ciò…

Il Ministero dell’Istruzione ha deciso di spendere 100 milioni di euro per formare gli insegnanti sull’intelligenza artificiale

formare gli insegnanti sull'intelligenza artificiale

Quando viene gestita in modo corretto, l’intelligenza artificiale può essere un utile strumento per l’educazione e l’apprendimento. Già molti insegnanti la utilizzano per la didattica, ma a mancare è spesso una formazione a monte, che sappia insegnare ai docenti un uso consapevole dell’IA sin dall’inizio, cioè prima ancora che diventi uno strumento utilizzato quotidianamente in classe. Vuole rispondere a questa esigenza il progetto di Giuseppe Valditara, da sempre a favore…

Il libro di testo è ancora un’àncora (e dovremmo smetterla di combatterlo)

libro di testo

Siamo nel secondo quarto del XXI secolo e oggi più che mai abbiamo bisogno dei libri di testo per contribuire attivamente allo sviluppo critico del pensiero di studentesse e studenti. Per anni, il cosiddetto manuale è stato percepito come un nemico, un vero e proprio bersaglio simbolico contro cui indirizzare una critica più ampia alla scuola, considerata ferma, rigida, autoritaria e incapace di rinnovarsi. L’immagine che sintetizza questa stagione culturale…

I motivi per cui un docente dovrebbe partecipare a EducAbility, anche in streaming

partecipare a educability

Al centro del convegno “Didattica cooperativa e intelligenza digitale: la dimensione affettiva e tecnologica dell’apprendimento” c’è una delle questioni più urgenti per la scuola di oggi: come tenere insieme trasformazioni in atto, emozioni e apprendimento dentro la pratica quotidiana della classe. Il 16 aprile 2026 a Bari e online, il convegno nazionale del Gruppo Editoriale ELi, nell’ambito del progetto EducAbility , si propone come uno spazio di lavoro pensato per chi ogni giorno si confronta…

Lascia il lavoro per seguire il sogno di insegnare ma si pente dopo pochi anni: “La scuola mi ha consumato”

Oggi fare l’insegnante non significa più soltanto spiegare una materia, trasmettere la passione per un argomento o gestire una classe di adolescenti. Si tratta di un mestiere che si è fatto sempre più complesso, e non soltanto per ciò che riguarda la didattica ma per burocrazia, precarietà e instabilità. Spesso, insomma, a spingere i docenti verso il burnout non è tanto il rapporto con gli studenti quanto ciò che sta…

Stiamo rischiando seriamente di ritornare in Dad a causa della crisi energetica. La reazione di Valditara

La tregua fra Stati Uniti e Iran ha permesso un allentamento delle tensioni dovute alla guerra, ma resta alta l’allerta per una crisi energetica tutt’altro che scongiurata. Oltre all’aumento dei prezzi del carburante e del costo dell’energia, il Governo si sta preparando a possibili misure di contenimento che, almeno secondo alcune ipotesi circolate nei giorni scorsi, potrebbero coinvolgere anche la scuola. Negli ultimi giorni, infatti, diverse voci hanno suggerito un…

Didattica, intelligenza artificiale ed emozioni: cosa serve davvero oggi in classe

intelligenza artificiale ed emozioni

La scuola oggi sta attraversando una trasformazione che riguarda contemporaneamente tecnologia, aspetti emotivi e modalità di apprendimento. Un cambiamento che gli insegnanti percepiscono ogni giorno in classe e che richiede una formazione in grado di intercettare i nuovi scenari, affinché le tecnologie non generino distanze, ma diventino strumenti di cooperazione e di crescita. È in questo contesto che si inserisce il convegno nazionale promosso dal Gruppo Editoriale ELi, in programma il 16…

Forse è arrivato il momento di accettare che la scuola dovrebbe iniziare più tardi

scuola dovrebbe iniziare più tardi

La giornata di bambini e adolescenti comincia più o meno nello stesso modo: ci si sveglia (o ci si fa svegliare), ci si prepara e si va a scuola. E, visti gli orari in cui si entra in classe, non è raro vedere espressioni ancora addormentate, mancanza di energia e difficoltà a mettersi davvero in moto nelle prime ore della mattina. Se è vero che durante l’adolescenza l’orologio interno si…

Una scuola che sacrifica la letteratura per far spazio ad inutili progetti non è una scuola più moderna, ma una scuola più povera

scuola sacrifica la letteratura

Dalla distanza della pensione, guardo la scuola di oggi e mi chiedo cosa abbiamo acquisito e cosa stiamo perdendo: nel moltiplicarsi dei progetti, si riduce il tempo per leggere. Mi riferisco al “pensiero lento”, quello che si attiva quando uno studente legge con attenzione, riflette, torna indietro su un testo, si fa domande, collega idee, dubita e rielabora. Quando invece il tempo è frammentato tra molti progetti, consegne rapide e…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X