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OPINIONI

Gli insegnanti devono riposare durante il periodo estivo, rischiano il burnout

Quello degli insegnanti non è un mestiere privilegiato. La paga è bassa rispetto ai colleghi di tutta Europa, si è responsabili della vita di altri esseri umani che spesso si mettono in pericolo o hanno comportamenti rischiosi, le ore che si spendono a scuola richiedono tantissima programmazione e preparazione.

Bisogna anche considerare che fare l’insegnante, in passato, era considerato prestigioso: ai giorni nostri, invece, la figura dell’insegnante è sempre più svalutata e disprezzata, i genitori non riconoscono più nell’insegnante un alleato per la crescita dei loro figli, al contrario, molto spesso è qualcuno di cui diffidare, i cui suggerimenti sono considerati sbagliati e i metodi indegni di fiducia.

Insomma, gli insegnanti sono dei fannulloni, una categoria da odiare. Non c’è da stupirsi se agli insegnanti si vuole togliere anche il riposo estivo.

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Anche se può sembrare incredibile agli occhi di chi non vede prestigio nel loro ruolo, gli insegnanti italiani sono quelli che hanno meno ferie rispetto agli altri colleghi europei. Semplicemente, nelle scuole europee le vacanze sono più “spalmate” durante l’anno emeno concentrate nei mesi estivi come da noi.

GLI INSEGNANTI HANNO BISOGNO DI RIPOSO

Non è semplice avere a che fare sei o otto ore al giorno (sì, non sono quattro, molto spesso) con venti o trenta bambini e ragazzi, con bisogni molto diversi tra loro, con problemi da risolvere, che vivono conflitti nei quali si deve intervenire e che hanno famiglie sempre più esigenti, che non sono mai contente, che hanno sempre da ridire sul lavoro svolto.

La didattica a distanza è stato, poi, ciò che ha dato il colpo di grazia.

In questo primo anno di scuola misto in presenza e a distanza gli insegnanti hanno toccato livelli di pressione e stress inimmaginabili: tuttavia, ora, i politici non sono contenti e, insinuando che gli insegnanti durante la didattica a distanza non abbiano fatto niente, vogliono farli lavorare durante i mesi estivi.

Questa soluzione in realtà non rende felice nessuno, a parte forse quei genitori che vorrebbero parcheggiare i figli anche la notte, se potessero.

Chiedetevi come stanno i ragazzi a questo punto dell’anno e chiedetevi se potrebbero sopportare altri mesi in aule che pian piano diventano forni, con la mascherina, a continuare a studiare dopo un anno faticoso in cui hanno dovuto entrare e uscire dalle situazioni in modo convulso, ogni volta abituarsi a routine nuove, didattica in presenza, quarantene, didattica integrata… un anno in cui sono stati sballottati e che spesso li ha visti passare dalla scuola in presenza alla didattica a distanza con solamente una manciata di ore di preavviso.

Chi desidera e invoca questa soluzione per punire gli insegnanti fannulloni in realtà sta punendo solo i ragazzi, che dopo mesi di reclusione in casa avrebbero bisogno di ritornare a vivere più liberi, pandemia permettendo.

Durante quest’anno scolastico gli insegnanti hanno dovuto imparare a lavorare in un modo totalmente nuovo, spesso facendo due lavori contemporaneamente, insegnando simultaneamente in presenza e anche a distanza, ad alunni a scuola e ragazzi in quarantena collegati, nello stesso momento, cercando di dare una didattica di qualità agli uni e agli altri, far sentire tutti inclusi, nonostante connessioni ballerine e audio problematico.

La professione dell’insegnante ha fatto un salto di qualità guadagnando competenze che però, al contrario di altre professioni, non sono state premiate economicamente. Ora si vuole togliere anche il diritto al riposo estivo link esterno: mi domando quando questa categoria ritroverà non tanto il prestigio del passato, ma anche solo il rispetto.

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1 commento su “Gli insegnanti devono riposare durante il periodo estivo, rischiano il burnout”

  1. In prima elementare eravamo 46 studenti
    per 5 anni abbiamo avuto la stessa maestria e unica per tutti gli anni
    non ho avuto nessuna difficoltà nella prosecuzione neli anni successivi
    aggiungo che eravamo nel periodo della guerra con grosse difficoltà di sopravvivenza

I commenti sono chiusi.


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