La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

La scuola finlandese dice basta alle classiche materie, sarà attivato il Project Based Learning

L’istruzione finlandese ha ricevuto una bella dose di pubblicità in tutto il mondo per essere la “migliore”. Negli ultimi anni la Finlandia ha anche fatto notizia per essere, secondo i dati, il paese più felice del mondo. Molti si chiedono il motivo di questa eccellenza.

La ragione principale potrebbe avere molto a che fare con il loro sistema educativo. Il loro senso civico incarna alcuni valori radicati nel paese nordico: essere onesti, giusti, con i piedi per terra e avere fiducia negli altri. Andiamo a vedere nello specifico come funziona la scuola in Finlandia.

DIDATTICA ALL’AVANGUARDIA

Ora scontato!

Pronti per la prova Invalsi 2024?

Le Prove Nazionali INVALSI 2024 si svolgeranno da marzo a maggio. L’arco temporale e le date di somministrazione variano in base al grado scolastico e alle materie.

pronti per la prova invalsi 2024

La Finlandia, nonostante questi metodi d’avanguardia che possono apparire strani, sembra davvero vincere su questo fronte. Gli studenti finlandesi infatti risultano sempre tra i migliori nelle prove Pisa, il Programme For International Student Assessment. Quella che sembra l’arma vincente è l’approccio interdisciplinare.

Prendiamo ad esempio la classica lezione su Pompei. In Italia sarebbe composta di date e luoghi, invece alla Comprehensive School di Hauho, una scuola secondaria, c’è tutto un altro approccio.

Durante questa lezione gli studenti 12enni hanno confrontato quell’antica società con quella attuale finlandese, grazie alla comparazione tra le terme romane e le spa presenti oggi. Come se non bastasse hanno ricreato un modellino del Colosseo grazie alla stampa 3D.

L’insegnante dell’istituto poc’anzi citato afferma: “Questa è una lezione di storia con una differenza. – continua il professor Aleksis Stenholm – I bambini stanno anche acquisendo competenze di tecnologia, ricerca, comunicazione e comprensione culturale. Ogni gruppo sta diventando un esperto su un tema, che presenterà alla classe”.

Non c’è una risposta breve al perché il sistema educativo finlandese abbia davvero tanto successo, ma è davvero molto interessante vedere come quest’approccio peculiare sia davvero così prodigioso.

IMPARARE A STARE AL MONDO

Un altro interessante progetto è quello del PBL (Project Based Learning). Quest’ultima tipologia di apprendimento non fa delle materie classiche il proprio appoggio su cui imbastire le lezioni, ma fornisce un altro insegnamento. Oggi, soprattutto nell’era del web, bisogna saper discernere tra una notizia falsa e una vera, tra un documento discutibile e uno approfondito. Come fare? Con il pensiero critico.

Secondo Kirsti Lonka, professore di psicologia educativa all’Università di Helsinki, molti studenti escono sprovvisti dalla scuola di alcuni strumenti importanti che non sono acquisibili attraverso le classiche materie.

Tradizionalmente, l’apprendimento è definito come un elenco di argomenti e fatti da acquisire – come ad esempio l’aritmetica” continua Lonka. “Ma quando si tratta della vita reale, il nostro cervello non viene diviso in discipline in questo modo, dobbiamo pensare in modo molto olistico quando riflettiamo sui problemi del mondo, crisi globali, migrazioni, economia”.

Penso che sia un grave errore guidare i bambini a credere che il mondo sia semplice e che se apprendono determinati fatti , sono pronti ad andare. Imparare a pensare, imparare a capire, queste sono le competenze importanti”, conclude.

APPRENDIMENTO PERSONALIZZATO

Le scuole e i loro studenti non sono classificati in base ai voti delle verifiche o delle interrogazioni, poiché non ci sono esami standardizzati nazionali, quelli che da noi si chiamano Prove Invalsi. L’apprendimento è personalizzato per ogni studente, potenziando i loro punti di forza e sostenendo le loro sfide. Il progresso di ogni studente è seguito attraverso i risultati di apprendimento del curriculum nazionale.

Dai primi anni in poi, gli studenti hanno un ruolo attivo in ciò che imparano, scegliendo anche come impararlo, e hanno veramente la chiave per sbloccare il loro potenziale. Il loro percorso di apprendimento è flessibile.

L’età media in cui un bambino inizia la scuola in Finlandia è a 7 anni. Specialmente durante questi primi anni di scuola, i compiti a casa sono molto pochi e i giorni di scuola sono brevi. Questo lascia più tempo per il gioco e gli hobby del doposcuola e per lo sviluppo di soft skills al di fuori della classe.

E tu cosa ne pensi della scuola finlandese e del Project Based Learning? Condividi il contenuto e scorri verso il basso per scoprire altre interessanti notizie.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Nel Cuore dei Saperi è il sussidiario più scelto, preferito dal 38% degli insegnanti in un sondaggio su Facebook

sussidiario più scelto

La matematica è una delle discipline più importanti nell’ambito della scuola primaria, in tutti i gradi di istruzione, e non solo. Eppure, per gli studenti spesso risulta troppo complessa da apprendere, tanto che ci si accontenta di memorizzare i concetti in modo meccanico, o poco più.  Per questa ragione, è necessario un nuovo approccio nell’insegnamento della matematica che sappia coinvolgere gli studenti già dalla scuola primaria, a partire dai relativi…

Il massimo esperto di Vygotskij in Italia: “Il sussidiario Incanto risalta la piena assimilazione del pensiero vygotskiano”

massimo esperto di Vygotskij

Riportiamo in forma integrale il testo della presentazione di Incanto, il nuovo sussidiario per il primo ciclo di scuola primaria di Maria Annunziata Procopio e Giulia Corasaniti, edito da La Spiga del Gruppo Editoriale ELi. Il testo è a cura dello psicologo Luciano Mecacci, già professore ordinario di psicologia generale presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze, considerato tra i massimi esperti al mondo di Vygotskij. “Più…

I ricercatori mettono in guardia gli insegnanti: ascoltare gli errori grammaticali provoca stress e fa male alla salute

ascoltare gli errori grammaticali

L’immagine appartiene alla cultura popolare: uno studente commette un errore grammaticale e l’insegnante trasalisce di conseguenza. Forse la realtà è più prosaica, ma allo stesso tempo questa immagine non sembra essere così lontana dal vero. Un recente studio ha infatti scoperto che ascoltare errori grammaticali può causare una reazione di stress nel nostro corpo. Vediamo in che senso. errori grammaticali e stress Lo studio è stato pubblicato rivista scientifica Journal…

Sono gli insegnanti a dirlo: i bambini adorano Festa a Sorpresa

bambini adorano Festa a Sorpresa

Il progetto didattico di Festa a sorpresa per la Scuola Primaria propone per la classe prima un percorso che intende accompagnare le bambine e i bambini alla scoperta della lettura e della scrittura, guidandoli all’acquisizione di tutti i tipi di linguaggi e a un primo livello di padronanza delle conoscenze e delle abilità indispensabili alla conoscenza del mondo. Festa a sorpresa pone alle basi dell’apprendimento la curiosità e le emozioni,…

Nel cuore dei saperi è il sussidiario delle discipline di quarta e quinta primaria da adottare

nel cuore dei saperi

Nel cuore dei saperi è un progetto moderno e innovativo, con una didattica versatile e inclusiva, pensato per formare i cittadini e le cittadine del mondo di domani. Un progetto didattico in linea con i Nuovi Scenari delle Indicazioni Nazionali e le Raccomandazioni del Consiglio Europeo. È caratterizzato da scelte didattiche innovative: approccio laboratoriale nelle discipline scientifiche, percorsi STEM, laboratori di Tinkering, pensiero computazionale e Storytelling. Filo conduttore del progetto…

Faccio e disfo, così capisco: il “disfalibro” da ritagliare per ragionare e creare

faccio e disfo così capisco

Incanto, il nuovo corso per la prima classe, seconda terza di scuola primaria, si rivela una vera e propria miniera di laboratori di potenziamento in italiano e matematica. Uno dei suoi motti, infatti, è “faccio e disfo, così capisco”. L’apprendimento nei bambini ha effettiva efficacia solo se abbinato al “fare”, attraverso azioni concrete e laboratori. Ed è su queste attività laboratoriali che si basa il percorso di Incanto, attività che…

La scuola organizza l’ora di mindfulness… per i genitori: l’idea di una docente spopola e registra il tutto esaurito

mindfulness per i genitori

Negli ultimi anni si parla sempre più di mindfulness, che sia al lavoro, nel tempo libero o a scuola. La pratica che insegna a vivere meglio il presente è ormai diventata parte della quotidianità di tantissime persone, e pare adesso anche dei genitori di alcuni studenti di un liceo di Roma. Vediamo cos’è successo, e se davvero è possibile integrare la mindfulness a scuola, sin dall’inizio dei percorsi scolastici. Cos’è…

Antonio Albanese: “Gli insegnanti? Sono gladiatori, fanno un lavoro faticoso e vengono pagati una miseria per l’incredibile passione che mettono”

antonio albanese

Intervistato da Diego Bianchi nella trasmissione di La7 Propaganda Live , Antonio Albanese ha detto che gli insegnanti sono gladiatori e fanno un lavoro faticoso, pagato una miseria. Durante il tour per la promozione del film “Un mondo a parte” dove interpreta un insegnante, l’attore italiano ha avuto modo di parlare dei docenti e di quanto sia importante il loro ruolo nella scuola italiana. Nel suo film Albanese interpreta un…

Finalmente una matematica basata sul ragionamento

matematica basata sul ragionamento

Albert Einstein affermava: “Se non riuscite a spiegare qualcosa in modo semplice, significa che non l’avete compresa bene”. E non potrebbe esserci affermazione più veritiera, specialmente in ambito scolastico: non è sufficiente imparare a memoria teoremi, regole e formule, ma è necessario anzitutto comprenderli. Solo attraverso la comprensione, i concetti possono essere appresi, consolidati e applicati nel contesto più appropriato. Per questo motivo, è essenziale sviluppare la capacità di ragionamento…

Il debate nella scuola primaria? Si può fare

debate nella scuola primaria

Nel nostro paese, il debate è ancora poco conosciuto o comunque poco sfruttato nelle scuole, ma è indubbio che sulla scia dei successi conseguiti all’estero, soprattutto nei paesi anglosassoni, questa pratica inizia a suscitare interesse anche nel corpo docente del nostro paese. È infatti con grande curiosità che ho partecipato al webinar sul debate nella scuola proposto da Elena Uboldi, insegnante di scuola primaria e autrice di libri didattici, in…

great

Hai visto le novità?

X