Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
GRAMMATICA

Morfologia e Ortografia in classe seconda, attività e consigli per l’insegnante con dettati nuovi da scaricare

Gli obiettivi di apprendimento dell’ortografia in classe seconda sono: scrivere sotto dettatura, conoscere l’ordine alfabetico, dividere correttamente le parole in sillabe, conoscere le principali difficoltà ortografiche: le doppie, l’apostrofo, l’accento, cu/ qu/cqu, l’uso dell’h, identificare le principali par ti del discorso: il nome, gli articoli, gli aggettivi qualificativi, i verbi.

ATTIVITÀ E CONSIGLI PER L’INSEGNANTE

All’inizio dell’anno scolastico è utile dedicare del tempo al ripasso delle regole ortografiche affrontate l’anno precedente. Infatti, queste rappresentano spesso per i bambini uno scoglio difficile da superare. Perciò è indispensabile, soprattutto nelle prime classi, fare molto esercizio perché la scrittura corretta diventi quasi un automatismo.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

In questo link si trovano dei “dettati ortografici” con suoni complessi e difficoltà di diverso tipo su cui riflettere. Si può partire dalla dettatura di parole per passare poi a brani dalla complessità sempre crescente. Sempre nel link precedente, sono proposti brevi testi da dettare che vertono su un unico argomento, quasi fosse una storia che si dipana lungo tutto l’anno scolastico.

In genere i bambini non amano troppo i dettati, perciò, se questi brani hanno come protagonista un personaggio a cui sono affezionati, per loro il lavoro diventerà più divertente. Il protagonista dei dettati è un simpatico fantasma, di nome Candelino.

I brani presenti nelle seguenti pagine hanno lunghezza e difficoltà diverse; potrebbero essere proposti alla classe a distanza di tempo regolare: circa una volta al mese; servono sia come esercitazione sia come verifica delle capacità degli alunni.

il grillo e la luna 2 copertina

IL GRILLO E LA LUNA

I dettati sono estratti dal nuovo sussidiario del primo ciclo della scuola primaria del Gruppo di Ricerca e Sperimentazione Didattica

All’inizio l’insegnante dovrà dettare una parola per volta, per poi aumentare la complessità fino ad arrivare a due o tre parole per volta. L’insegnante, inoltre, inviterà i bambini a illustrare il dettato e farà riscrivere le parole scritte in modo sbagliato spiegando la tipologia dell’errore.

Infine, l’insegnante potrà scrivere il numero di errori fatti e dare una valutazione sia in base al numero di errori sia in base ai progressi compiuti.

Morfologia in classe seconda

L’obiettivo di apprendimento della morfologia in classe seconda è classificare le parole individuando le principali categorie grammaticali di nome, verbo e aggettivo qualificativo.

ATTIVITÀ E CONSIGLI PER L’INSEGNANTE

Il bambino impara a parlare spontaneamente e altrettanto spontaneamente impara la struttura della lingua parlata. Il primo approccio con la “grammatica” deve essere quello che porta alla scoperta e alla successiva consapevolezza che la nostra lingua, come tutte le altre lingue, ha una sua struttura, cioè regole che si ripetono.

Aiutare gli alunni a riflettere su come funziona la nostra lingua li aiuta anche ad acquisire un’abilità mentale per cui riconosceranno che anche altre lingue hanno una loro struttura e li faciliteremo, per esempio, nell’apprendimento di una lingua straniera. Partendo da questo tipo di riflessione sarà dunque necessario aiutare gli alunni ad individuare la funzione che le parole hanno all’interno di una frase. Da questo discenderà quasi automaticamente il riconoscimento delle principali categorie grammaticali.

Riflettere sulla lingua vuol dire capire come funziona la nostra lingua, cioè sapere qual è la funzione delle varie parole all’interno della frase e come si costruisce una frase che sia esauriente del concetto che vogliamo trasmettere. Solo in seguito verrà la collocazione delle parole nelle categorie grammaticali il cui riconoscimento deve essere sempre basato sull’individuazione della funzione che le parole svolgono all’interno della frase:

  • i nomi indicano le persone, gli animali, le cose;
  • i verbi indicano le azioni svolte dalle persone dagli animali o dalle cose;
  • gli aggettivi qualificativi indicano le qualità che caratterizzano le persone, gli animali, le cose.

È importante che il bambino scopra già da questo primo approccio con le categorie grammaticali l’importanza delleconcordanze morfologiche. Per favorire questa scoperta si può procedere con la presentazione di frasi che non sono corrette dal punto di vista morfosintattico. I bambini si accorgeranno subito dell’errore e saranno indotti a correggerlo, ricavando così la regola grammaticale. Proponendo per esempio la frase: I bambini gioca in giardino gli alunni sottolineeranno subito l’errore e saranno indotti alla correzione centrando l’attenzione sul verbo gioca (chi gioca? I bambini o un bambino?) oppure sul nome I bambini (che cosa fanno? gioca? o giocano?).

Un altro passo fondamentale è quello di iniziare a far capire ai bambini l’importanza del verbo: esso rappresenta la centralità della frase e per questo ha bisogno di essere accompagnato da tutti “gli argomenti” che servono per esaurire la completezza del suo significato. È necessario quindi insegnare agli alunni a scrivere autonomamente frasi che rappresentino in modo chiaro una situazione.

LEGGI ANCHE: La Grammatica Valenziale ha una forte potenzialità didattica

Se in classe viene presentato il verbo Parte gli alunni possono capire quale azione avviene, ma non sanno chi parte e da dove oppure per dove. Per questo occorrerà completare la frase, per esempio: Gigi par te per Napoli. Comprendere questa struttura grammaticale sarà utilissimo per imparare a esporre il proprio pensiero in modo completo ed esauriente.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Pellai: “Abbiamo cresciuto bambini incapaci di guardare l’orizzonte. L’abuso degli schermi ha generato una miopia che colpisce il 35% di loro”

L’abuso dei dispositivi elettronici e l’esposizione eccessiva agli schermi stanno cambiando le nuove generazioni in modo profondo. Non si tratta soltanto di problemi sociali e relazionali, ma anche di conseguenze neurologiche e fisiche che riguardano i circuiti della ricompensa dopaminergica e la salute visiva. A parlarne è Alberto Pellai durante un convegno organizzato da Assopto Milano Acofis . Nel suo intervento, lo psicoterapeuta traccia un quadro lucido e per certi…

7 docenti su 10 sono stati aggrediti, almeno una volta, da un genitore o da un alunno

aggrediti almeno una volta

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento delle aggressioni fisiche e verbali dei genitori ai danni degli insegnanti. Che si tratti di un voto ritenuto troppo basso, di un semplice rimprovero o di una nota disciplinare sul registro elettronico, la risposta di alcuni adulti non è il dialogo ma un atteggiamento aggressivo e conflittuale. Gli episodi più recenti sono due, avvenuti in Sicilia e in Campania: in entrambi i…

Le tre strade che l’Europa ha scelto contro le distrazioni da smartphone

distrazioni da smartphone

In Italia, ormai da diverso tempo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha vietato l’uso dello smartphone a scuola, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. Questa decisione si inserisce all’interno di una tendenza globale che vede numerosi Paesi limitare in modo sempre più deciso l’utilizzo degli smartphone nei contesti scolastici, nel tentativo di ridurre le distrazioni e favorire condizioni più favorevoli all’apprendimento. Detto ciò, sebbene l’obiettivo comune…

Nessun laureato amante della cultura sognerebbe mai di insegnare in cambio di insulti e minacce da parte di genitori convinti di saperne più dei docenti

amante della cultura

Il caso di Trescore Balneario, in cui uno studente tredicenne ha accoltellato la sua insegnante di francese, ha comprensibilmente scosso la comunità scolastica. Oltre all’atto in sé, colpiscono i contorni lucidi della vicenda: la pianificazione, la diretta e la diffusione in tempo reale, la lettera scritta prima di agire. Appare normale, soprattutto dopo episodi del genere, che i docenti si sentano in pericolo: non si tratta più soltanto di insegnare…

Violenza a scuola, uno studente su due non si sente al sicuro tra le mura scolastiche

violenza a scuola

La maggioranza degli studenti non si sente sicura a scuola e si dichiara favorevole alle misure restrittive introdotte dal ministro Giuseppe Valditara. Questi, in sintesi, i risultati di un instant poll condotto dal portale Skuola.net in seguito all’accoltellamento di una docente di francese da parte di uno studente tredicenne. In effetti, questa ennesima aggressione ha riacceso il dibattito su alcune questioni fondamentali: la violenza a scuola, il rapporto fra docenti…

D’Avenia: “Vent’anni di smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti”

smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti

Il legame fra la violenza giovanile e l’abuso dei social media non è certo una novità, ma negli ultimi tempi ha assunto una rilevanza crescente. E non si tratta soltanto del caso di Trescore Balneario, in cui uno studente ha accoltellato la sua docente, ma di un problema sistemico del quale la violenza rappresenta soltanto una delle manifestazioni più evidenti. Ne parla Alessandro D’Avenia nella sua rubrica Ultimo Banco del…

Troppi giovani non capiscono un testo, la Norvegia fa marcia indietro sulla tecnologia a scuola

Norvegia da marcia indietro

Per anni la scuola ha perseguito un modello educativo orientato all’integrazione della tecnologia nella didattica, spesso considerata un obiettivo prioritario. Un traguardo ambizioso da raggiungere nel minor tempo possibile, per non rimanere indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa, e che in molti contesti è ancora in fase di realizzazione. Tuttavia, negli ultimi tempi stiamo assistendo a una sorta di movimento inverso che, pur riconoscendo l’importanza della tecnologia, spinge verso…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X