Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
SCUOLA DIGITALE

Il ruolo dell’insegnante non potrà mai essere sostituito da nessuna tecnologia o Intelligenza Artificiale

La neuroscienza educativa è un campo multidisciplinare emergente il cui l’obiettivo è di collegare la ricerca di base nelle neuroscienze, psicologia e scienze cognitive, con la tecnologia educativa. David Sousa, consulente e ricercatore in neuroscienze educative, ha rilasciato un’intervista per spiegare la sua opinione sull’importanza del ruolo dell’insegnante in rapporto a questo campo multidisciplinare.

LA FUNZIONE DELLA NEUROSCIENZA EDUCATIVA

Questo campo multidisciplinare permette di studiare la crescita e lo sviluppo del cervello. Ad esempio, è possibile osservare i periodi in cui il cervello impara qualcosa di speciale, come le lingue native o le abilità informatiche. Grazie a queste informazioni, siamo in grado di sapere come dovremmo agire nelle diverse fasi educative, dalla scuola materna alla scuola elementare.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Secondo Sousa, il problema nell’educazione è che non viene ancora data abbastanza importanza alla neuroscienza, nonostante il suo ruolo fortemente positivo nello sviluppo ottimale dei ragazzi. Gli insegnanti dovrebbero iniziare a considerare questo campo multidisciplinare maggiormente, poiché in questo modo saranno in grado di approcciarsi al meglio verso i propri studenti.

IN CHE MODO POSSONO AGIRE GLI INSEGNANTI?

Le lezioni tradizionali sono, purtroppo, ancora troppo spesso basate su un’interazione a un canale solo, in cui l’insegnante parla e lo studente ascolta. Tuttavia, non si tratta del metodo più ottimale per mantenere alta la concentrazione degli studenti, che sono costretti a subire passivamente la lezione.

A maggior ragione negli ultimi anni, con l’avanzamento tecnologico che ha reso l’interazione ancora più semplice ed immediata, questo metodo di insegnamento risulta antiquato. Gli insegnanti di oggi dovrebbero cambiare il focus delle proprie lezioni e promuovere maggiormente gli interventi da parte degli studenti. Questo li renderà più attenti e consapevoli di ciò che stanno studiando, favorendo un apprendimento più rapido e duraturo.

Detto ciò, l’utilizzo della tecnologia può certamente aiutare, ma andrebbe vista come uno strumento di insegnamento, non come l’attore principale. Infatti, il ruolo dell’insegnante in carne ed ossa rimane fondamentale per mantenere alta la concentrazione dei ragazzi. L’ideale sarebbe trovare il giusto equilibrio tra tecnologia e interazione sociale con l’insegnante. In questo modo gli studenti saranno in grado di capire meglio gli argomenti e di ricordarli per più tempo.

UN ESEMPIO PRATICO

altuofianco-ads-cta

David Sousa pone un esempio pratico per far capire meglio il concetto da lui spiegato. Supponiamo di essere un insegnante che sta svolgendo una lezione di storia sulla seconda guerra mondiale. Se dovessimo seguire i metodi tradizionali, svolgeremmo la classica lezione raccontata, senza far partecipare gli alunni in alcun modo.

Ma non vogliamo annoiare i nostri studenti, al contrario vogliamo che apprendano i concetti complessi del secondo conflitto mondiale nel modo più efficace possibile. Decidiamo allora di fare uso della neuroscienza educazionale, avvicinando un argomento apparentemente lontano alla vita quotidiana. Possiamo fare degli esempi di alcune conseguenze del conflitto ancora visibili nella geopolitica attuale, in modo da stuzzicare la curiosità degli alunni.

Il punto fondamentale è di riuscire a trovare un modo innovativo e particolare per coinvolgere l’attenzione e l’interesse dei ragazzi, anche – e soprattutto – quando si tratta di argomenti piuttosto lontani dal loro interesse.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Anche la Francia vieta i social ai minori di 15 anni, Macron esulta: “Finalmente protetti i nostri bambini”

Francia vieta i social

La Francia ha deciso di intervenire con forza sul rapporto fra minori e social media. L’Assemblea Nazionale ha infatti approvato un disegno di legge che introduce il divieto di accesso ai social per i minori di 15 anni. Si tratta di una misura che, pur dividendo l’opinione pubblica, non può essere certo definita una “sorpresa”. Con 130 voti a favore e soltanto 21 contrari, la proposta approvata ha reso la…

Schettini: “Gli insegnanti sono professionisti da rispettare, non avversari da denunciare se bocciano i propri figli”

professionisti da rispettare

Il rapporto fra genitori e insegnanti è sempre stato molto delicato, soprattutto oggi. Da un lato c’è il ruolo dell’istituzione scolastica, che deve educare e istruire i giovani; dall’altro c’è la necessità di costruire fiducia reciproca con le famiglie. E quando il patto si incrina, sono sempre gli studenti a pagarne le conseguenze. A riportare la questione al centro del dibattito è Vincenzo Schettini, docente e fondatore del progetto La…

La lingua italiana si sta impoverendo, troppo inglese e troppe parole orribili. È tutto in mano ai prof, ma hanno troppa burocrazia e poco tempo per la didattica

lingua italiana si sta impoverendo

La lingua italiana di oggi è molto diversa da com’era anche soltanto qualche decennio fa. È normale che un linguaggio naturale si trasformi, adattandosi ai cambiamenti sociali e culturali, ma non tutte le trasformazioni sono necessariamente positive. In un mondo sempre più globalizzato, il rischio è che l’evoluzione porti a impoverimento, perdita di precisione, rinuncia alla complessità. A sostenere questa posizione è Gian Luigi Beccaria, uno dei più autorevoli linguisti…

Un insegnante che conosce solo la propria materia non è un insegnante

propria materia

La scuola non è soltanto un luogo deputato all’apprendimento formale, ma spesso rappresenta uno dei pochi spazi in cui gli studenti possano vivere esperienze positive di socialità. Forse addirittura l’unico, se si considera l’impatto dei social media sulle nuove generazioni e sulle nuove forme di interazione mediata. A ricordare il ruolo della scuola è Daniele Novara che, in relazione alla crescente violenza giovanile, in un’intervista al Corriere della Sera critica…

Il registro elettronico è il male assoluto, ha reso i genitori ossessionati dal controllo

male assoluto

Filippo Caccamo non è nuovo a riflessioni sulla scuola contemporanea. Docente e comico, da anni racconta il mondo dell’istruzione alternando ironia a critica sociale, con l’obiettivo di mettere a fuoco questioni vissute ogni giorno da insegnanti, studenti e famiglie. Proprio di recente, ospite al PoretCast di Giacomo Poretti , Caccamo ha parlato di uno degli strumenti più discussi degli ultimi anni in ambito scolastico. Definito senza mezzi termini come il…

La Danimarca cambia idea sul digitale a scuola, tornano libri, quaderni e appunti scritti a mano

danimarca cambia idea sul digitale

Da anni i Paesi del Nord Europa sono considerati modelli di innovazione, soprattutto per quanto riguarda la didattica digitale. Alfabetizzazione tecnologica, uso di smartphone e tablet in classe, proiezione verso il futuro sono diventati nel tempo capisaldi di un certo modo di intendere la scuola. Eppure, qualcosa è cambiato. Di recente, la Danimarca ha deciso di ripensare la digitalizzazione dell’istruzione, promuovendo allo stesso tempo una riduzione strutturale dell’uso dei dispositivi…

Per Roberto Vecchioni l’Italia non è un paese per giovani perché non permettiamo loro di sbagliare e non li ascoltiamo nemmeno

Italia non è un paese per giovani

Roberto Vecchioni si è trovato spesso a parlare del ruolo delle nuove generazioni in un mondo sempre più complesso, del valore di una buona istruzione e del ruolo dei genitori. Di recente, lo ha fatto anche nel corso di una conversazione con Radio 105 e di un’intervista al quotidiano Il Mattino. Secondo il cantautore ed ex insegnante, è difficile considerare l’Italia un Paese per giovani: questi ultimi non solo non…

Parliamo tanto dei social vietati agli alunni, ma io li toglierei agli adulti, viste le cose che leggo

social vietati agli alunni

Nel corso di una recente intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero , Emanuela Fanelli ha condiviso con i lettori ricordi personali e riflessioni sul presente che stiamo vivendo. Si tratta di parole che colpiscono perché arrivano da un’attrice e comica amatissima dal pubblico, ma che affondano le radici in un’esperienza concreta, spesso poco conosciuta: quella da insegnante nella scuola dell’infanzia. Fanelli ha infatti raccontato il periodo in cui lavorava come…

“Mi fanno fare di tutto tranne che insegnare”: lo sfogo di un docente che vuole lasciare la scuola italiana

sfogo di un docente

“Sono un docente, e dopo vent’anni di carriera spesi a dare (e a sopportare) tutto per amore di ciò che amo, ho capito che vorrei cambiare lavoro”. Inizia così la lettera aperta che Marco Redaelli, insegnante di 45 anni, ha inviato al Corriere della Sera , in cui emerge con forza un malessere diffuso nella scuola italiana. Le parole di Redaelli non rappresentano infatti lo sfogo isolato di un singolo,…

Il latino era una lingua universale, forse anche meglio dell’inglese di oggi

lingua universale

Negli ultimi tempi si è tornati a parlare del latino a scuola, non soltanto al liceo classico e al liceo scientifico ma anche alle scuole secondarie di primo grado. In più occasioni, il ministro Valditara ha definito positivamente questo ritorno e dei vantaggi del suo insegnamento, ma in generale il dibattito appare ancora troppo legato all’idea di “utilità”. A offrire uno sguardo più profondo su quanto il latino sia importante…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X