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Sempre più scuole italiane scelgono il metodo finlandese: “Meno compiti, materie accorpate e docente al centro della didattica”

Si parla spesso di necessità di cambiamento della gestione del tempo e delle attività a scuola: è sempre più viva l’esigenza di una scuola in cui le attività siano più autentiche, i compiti siano di meno e il tempo dedicato alle attività fisiche e all’aperto, a contatto con la natura, siano maggiori. In Italia ci sono istituti che stanno sperimentando un tipo di scuola differente, che racchiude in sé tutte queste caratteristiche: il metodo finlandese.

La scuola finlandese

In Finlandia la scuola è molto differente: i compiti a casa sono notevolmente ridotti, si pratica una full immersion quotidiana nelle discipline e molto tempo viene dedicato ai laboratori all’aperto. La cooperazione tra studenti è incoraggiata, così come un’istruzione egualitaria e democratica, in cui tutti hanno le stesse opportunità. Per accedere alla scuola non vi sono tasse e il servizio mensa, per chi frequenta il tempo pieno, è completamente gratuito. La scuola finlandese è considerata una delle migliori al mondo: tra gli studenti si cerca di non favorire la competizione, ma nonostante questo i risultati da essi raggiunti sono notevoli, come evidenziano le indagini PISA (Programme for International Student Assessment) dell’OCSE.

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LEGGI ANCHE: Perché si cita sempre la scuola finlandese quando si vuole fare un confronto con una didattica che funziona

Il metodo finlandese in Italia

In Italia, circa un centinaio di istituti ha attivato il metodo finlandese Mof, Metodo Organizzativo Finlandese . La prima scuola italiana ad aver sperimentato questo metodo, ormai diciotto anni fa, è l’Istituto Della Rovere di Urbania, nelle Marche. L’Istituto Della Rovere è favorito dalla presenza di grandi spazi esterni da utilizzare per molteplici attività. I tre pilastri fondamentali su cui si poggia il metodo sono la compattazione oraria, la cooperazione e l’attività laboratoriale: anche le scuole italiane li hanno adottati, scoprendo che la didattica finlandese è di stampo decisamente montessoriano.

Full immersion nelle discipline

La compattazione oraria del Mof è il principio secondo cui, durante la giornata scolastica, si lavora al massimo su due materie. L’orario settimanale è organizzato in modo da dedicare la prima parte della settimana ad alcune materie e la seconda parte ad altre, conservando tuttavia il numero di ore per ciascuna disciplina previste dal Ministero. Questa scelta pedagogica si fonda sul fatto che una full immersion nella materia, con successiva pausa di qualche giorno, aiuterebbe nel consolidamento dei contenuti e nella memoria a lungo termine. 

Lavoro di gruppo e laboratori all’aria aperta

Ogni giorno gli insegnanti dedicano una prima breve parte delle ore scolastiche alla spiegazione degli argomenti, successivamente gli studenti sono invitati a unirsi in gruppo per svolgere gli esercizi. La cooperazione è fortemente promossa e insieme a essa un tipo di didattica laboratoriale, concreta, basata su attività di interesse quotidiano e autentico per i ragazzi. Al bando, quindi, le spiegazioni frontali prolisse, astratte e statiche. Si cerca di svolgere molta parte della didattica all’aria aperta: ciò, è dimostrato, aumenta la concentrazione, l’interesse e favorisce la socialità.

LEGGI ANCHE: La scuola finlandese dice basta alle classiche materie, sarà attivato il Project Based Learning

“I nostri bambini non sono in stress”

L’insegnante Maria Chiara Barchi, dell’Istituto Comprensivo Lotto di Jesi, che anch’esso ha adottato il Metodo Organizzativo Finlandese, ha affermato link esterno: “lo stare bene a scuola è globale, i nostri bambini non sono in stress”. La preside dello stesso istituto, Sabrina Valentini, si focalizza sull’esigenza di una scuola egualitaria, in cui tutti hanno le stesse opportunità, in cui i compiti a casa sono decisamente ridotti in modo da non favorire solo i bambini che hanno una famiglia che ha più tempo per seguirli a casa: “Se c’è una famiglia che può aiutare il bambino bene, ma cosa succede a quelli che hanno una famiglia che lavora o a quegli alunni che non hanno gli strumenti per portare avanti una parte del lavoro da soli? Si crea un gap grandissimo e noi non possiamo permetterlo. Il nostro obiettivo è eliminare il divario”.

Infine, la preside della scuola Della Rovere, Antonella Accili, la prima ad aver portato in Italia questo metodo, a proposito della compattazione oraria ha dichiarato: “L’apprendimento dello studente viene facilitato, nel momento in cui diventa possibile concentrarsi su un minor numero di discipline per volta evitando che, come spesso succede, lo studente in difficoltà, di fronte a un eccessivo numero di sollecitazioni, decida autonomamente di selezionare le discipline, concentrandosi su alcune a scapito di altre; questo porta talvolta a lacune irrimediabili”.

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