Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
SOSTEGNO

Un CAAffè con… chiacchiere inclusive

Nel panorama educativo attuale, parlare di inclusione significa andare oltre le dichiarazioni di principio e costruire esperienze concrete, quotidiane, accessibili a tutti.

Da questa esigenza nasce il ciclo di webinar “Un CAAffè con… chiacchiere inclusive”, ideato dalla dott.ssa Sonia Salvatore: uno spazio di confronto autentico in cui professionisti dell’educazione si incontrano per riflettere, condividere e progettare insieme una scuola realmente inclusiva.

Una visione che nasce dalla pratica

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Il progetto prende forma dall’esperienza sul campo della dott.ssa Sonia Salvatore, maestra di sostegno e formatrice, da anni impegnata nella diffusione di pratiche inclusive basate su Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e Universal Design for Learning (UDL).

La sua visione è chiara:

  • l’inclusione non riguarda pochi, ma tutti.
  • Non è un intervento straordinario, ma una modalità ordinaria di fare scuola.

Le domande che guidano il percorso

Le voci delle docenti coinvolte convergono attorno a interrogativi fondamentali:

  • Che cosa significa davvero includere?
  • Chi è responsabile dell’inclusione?
  • Come rendere la scuola accessibile nella quotidianità?
  • Quale ruolo hanno collaborazione e formazione?
  • Domande che non cercano risposte semplici, ma costruiscono consapevolezza.

Giulia Polidori: leggere per includere

Giulia Polidori, docente di scuola primaria e divulgatrice attraverso la pagina Instagram Un albo per maestra, porta uno sguardo centrato sulla lettura come strumento inclusivo.

Per lei, inclusione significa garantire a tutti i bambini pari opportunità di espressione e crescita — cognitiva, emotiva e relazionale — superando la logica della delega e costruendo una responsabilità educativa condivisa.

Pur riconoscendo i limiti del sistema, mantiene uno sguardo fiducioso:

la scuola può essere un luogo capace di ridurre le disuguaglianze.

Per Giulia, la scuola è futuro e speranza, e richiama le parole di Nelson Mandela:

l’educazione è lo strumento più potente per cambiare il mondo.

Noemi Gargarella: l’inclusione come identità

Noemi Gargarella, educatrice e tecnica esperta in CAA, ha una pagina instagram chiamata La Treccia di Noemi e propone una riflessione chiave:

non basta fare didattica inclusiva, bisogna essere inclusivi.

Questo significa costruire contesti in cui ogni bambino possa apprendere secondo il proprio stile, esprimersi e trasferire le competenze nella vita quotidiana.

Il suo lavoro evidenzia quanto sia fondamentale la collaborazione tra scuola, famiglia e professionisti: un intreccio necessario per sostenere lo sviluppo globale del bambino e accompagnarlo verso l’autonomia.

Giulia Rocchetti: l’inclusione che non si vede

Giulia Rocchetti, insegnante di scuola dell’infanzia, porta una visione concreta e profondamente radicata nella pratica. La sua pagina è Passo_dopo_passo

Inclusione, per lei, significa garantire pari opportunità attraverso percorsi personalizzati, mediatori diversificati e strumenti capaci di valorizzare i punti di forza di ciascun bambino.

Ma aggiunge una riflessione potente:

l’inclusione, quando è autentica, non si vede.

Si percepisce nel clima di classe, nella partecipazione, nel senso di autoefficacia che ogni bambino riesce a sviluppare.

Il suo approccio, fortemente orientato alla manualità, alla scoperta e alla pratica, restituisce un’idea di scuola viva, dinamica e realmente accessibile.

Giorgia Fiore: la didattica come possibilità

Si inserisce nel dialogo anche Giorgia Fiore, docente di scuola primaria e divulgatrice attraverso il profilo MaestraJoy.

Il suo percorso, maturato in contesti educativi complessi e arricchito da una formazione sulla didattica digitale e innovativa, ha contribuito a costruire una visione centrata sull’adattabilità e sulla progettazione consapevole.

Per Giorgia, fare didattica inclusiva significa innanzitutto rendere accessibile il sapere a tutti, attraverso un lavoro continuo di adattamento, rielaborazione e riflessione.
Non esiste una ricetta valida per tutti: ogni bambino è un universo in evoluzione e ciò che funziona oggi potrebbe non funzionare domani.

Essere insegnanti inclusivi significa quindi mettersi in discussione ogni giorno, osservare i bisogni reali degli alunni — soprattutto di chi incontra maggiori difficoltà — e costruire a partire da questi l’azione educativa.

In questa prospettiva, la didattica diventa situata, flessibile e trasformativa, capace di modellarsi sui contesti e di integrare linguaggi diversi, dalla scrittura creativa allo storytelling, fino alle metodologie innovative.

Accanto alla dimensione didattica, emerge una visione profondamente umana della scuola:
per Giorgia è un luogo di possibilità, uno spazio di crescita e responsabilità, fatto prima di tutto di persone che credono nel proprio lavoro.

Ed è proprio nella collaborazione, nel confronto e nella condivisione tra professionisti che si costruisce una scuola migliore, capace di evolvere e rispondere alle sfide educative contemporanee.

È qui che il format del “CAAFFè” trova la sua forza:

rendere l’inclusione praticabile, quotidiana, possibile.

Il valore delle chiacchiere inclusive

Il “CAAFFè” è uno spazio informale ma profondamente significativo.

Una conversazione tra professionisti che condividono esperienze, difficoltà e strategie, trasformando il confronto in crescita.

Perché è proprio nel dialogo che nascono i cambiamenti più autentici.

Un invito al cambiamento

“Un CAAffè con… chiacchiere inclusive” non è solo un ciclo di webinar.

È un invito a ripensare la scuola come spazio:

  • accessibile
  • collaborativo
  • umano

Perché l’inclusione, quando è autentica, non è un obiettivo da raggiungere.

È un modo di essere.

CAAffè con chiacchiere inclusive locandina

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Pellai: “Abbiamo cresciuto bambini incapaci di guardare l’orizzonte. L’abuso degli schermi ha generato una miopia che colpisce il 35% di loro”

L’abuso dei dispositivi elettronici e l’esposizione eccessiva agli schermi stanno cambiando le nuove generazioni in modo profondo. Non si tratta soltanto di problemi sociali e relazionali, ma anche di conseguenze neurologiche e fisiche che riguardano i circuiti della ricompensa dopaminergica e la salute visiva. A parlarne è Alberto Pellai durante un convegno organizzato da Assopto Milano Acofis . Nel suo intervento, lo psicoterapeuta traccia un quadro lucido e per certi…

7 docenti su 10 sono stati aggrediti, almeno una volta, da un genitore o da un alunno

aggrediti almeno una volta

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento delle aggressioni fisiche e verbali dei genitori ai danni degli insegnanti. Che si tratti di un voto ritenuto troppo basso, di un semplice rimprovero o di una nota disciplinare sul registro elettronico, la risposta di alcuni adulti non è il dialogo ma un atteggiamento aggressivo e conflittuale. Gli episodi più recenti sono due, avvenuti in Sicilia e in Campania: in entrambi i…

Le tre strade che l’Europa ha scelto contro le distrazioni da smartphone

distrazioni da smartphone

In Italia, ormai da diverso tempo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha vietato l’uso dello smartphone a scuola, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. Questa decisione si inserisce all’interno di una tendenza globale che vede numerosi Paesi limitare in modo sempre più deciso l’utilizzo degli smartphone nei contesti scolastici, nel tentativo di ridurre le distrazioni e favorire condizioni più favorevoli all’apprendimento. Detto ciò, sebbene l’obiettivo comune…

Nessun laureato amante della cultura sognerebbe mai di insegnare in cambio di insulti e minacce da parte di genitori convinti di saperne più dei docenti

amante della cultura

Il caso di Trescore Balneario, in cui uno studente tredicenne ha accoltellato la sua insegnante di francese, ha comprensibilmente scosso la comunità scolastica. Oltre all’atto in sé, colpiscono i contorni lucidi della vicenda: la pianificazione, la diretta e la diffusione in tempo reale, la lettera scritta prima di agire. Appare normale, soprattutto dopo episodi del genere, che i docenti si sentano in pericolo: non si tratta più soltanto di insegnare…

Violenza a scuola, uno studente su due non si sente al sicuro tra le mura scolastiche

violenza a scuola

La maggioranza degli studenti non si sente sicura a scuola e si dichiara favorevole alle misure restrittive introdotte dal ministro Giuseppe Valditara. Questi, in sintesi, i risultati di un instant poll condotto dal portale Skuola.net in seguito all’accoltellamento di una docente di francese da parte di uno studente tredicenne. In effetti, questa ennesima aggressione ha riacceso il dibattito su alcune questioni fondamentali: la violenza a scuola, il rapporto fra docenti…

D’Avenia: “Vent’anni di smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti”

smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti

Il legame fra la violenza giovanile e l’abuso dei social media non è certo una novità, ma negli ultimi tempi ha assunto una rilevanza crescente. E non si tratta soltanto del caso di Trescore Balneario, in cui uno studente ha accoltellato la sua docente, ma di un problema sistemico del quale la violenza rappresenta soltanto una delle manifestazioni più evidenti. Ne parla Alessandro D’Avenia nella sua rubrica Ultimo Banco del…

Troppi giovani non capiscono un testo, la Norvegia fa marcia indietro sulla tecnologia a scuola

Norvegia da marcia indietro

Per anni la scuola ha perseguito un modello educativo orientato all’integrazione della tecnologia nella didattica, spesso considerata un obiettivo prioritario. Un traguardo ambizioso da raggiungere nel minor tempo possibile, per non rimanere indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa, e che in molti contesti è ancora in fase di realizzazione. Tuttavia, negli ultimi tempi stiamo assistendo a una sorta di movimento inverso che, pur riconoscendo l’importanza della tecnologia, spinge verso…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X