Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Per il 51% della Generazione Z la laurea è una perdita di tempo, è molto meglio andare a lavorare subito

La laurea è da sempre considerata uno dei più importanti ascensori sociali, sulla base dell’idea che studiare e conseguire un titolo universitario permetta di costruirsi una vita migliore. Per molti è ancora così, ma gli ultimi anni, segnati da crisi economiche, cambiamenti sociali e nuove tecnologie, hanno messo in discussione questo meccanismo. E non in meglio.

Non stupisce allora che oggi, secondo una ricerca condotta dal portale Indeed link esterno, il 51% dei giovani della Generazione Z ritenga che la laurea sia stata una perdita di tempo e denaro. Per molti, infatti, il percorso universitario rappresenta un investimento troppo costoso, troppo lungo e sempre meno efficace: in altre parole, una vera e propria “perdita di tempo”.

PER I GIOVANI LA LAUREA È UNA PERDITA DI TEMPO

Narrativa per la secondaria

Leggi in classe con LeggerMENTE

Una collana coinvolgente per accompagnare gli studenti tra classici, racconti d’autore, attualità e percorsi tematici per la scuola secondaria.

leggermente la spiga

Secondo il sondaggio promosso da Indeed, l’università continua a essere considerata uno strumento per migliorare la propria condizione personale e sociale. Tuttavia, questa convinzione non è più condivisa da una maggioranza così ampia come in passato.

Al contrario, emerge un divario generazionale che mostra come le nuove generazioni attribuiscano un valore diverso a un titolo di studio superiore come la laurea. I giovani della Gen Z, infatti:

  • ritengono di poter svolgere il proprio lavoro altrettanto bene anche senza una laurea, nel 78% dei casi;
  • non avrebbero frequentato l’università se la laurea non fosse stata richiesta, nel 76% dei casi;
  • ritengono che la laurea sia stata una perdita di tempo e denaro, nel 51% dei casi.

Queste percentuali sono decisamente più basse tra gli appartenenti alla Generazione X e i Baby Boomer, mentre i Millennial mostrano opinioni più vicine a quelle della Gen Z. Per quanto riguarda il primo e l’ultimo punto, per esempio, le percentuali tra i Millennial sono rispettivamente del 74% e del 41%. Valori molto simili a quelli dei più giovani. E altrettanto eloquenti.

“PREFERISCO IMPARARE FACENDO ESPERIENZA SUL CAMPO”

In effetti, rileva il portale CityRumors link esterno, sono molte le testimonianze di giovani che esprimono un atteggiamento critico nei confronti della laurea e dell’università. Una ragazza, per esempio, non usa mezzi termini:

Non voglio spendere anni e soldi per una laurea che magari non mi serve davvero. Preferisco imparare facendo esperienza sul campo.

Alcuni ritengono che la laurea non garantisca un futuro sicuro, altri ancora che sia più utile frequentare corsi online per ottenere certificazioni specifiche. Per un ragazzo l’università è addirittura “troppo stressante e competitiva”, mentre un altro vuole “iniziare subito a lavorare e a guadagnare”.

Se l’obiettivo è trovare un lavoro, insomma, per molti giovani frequentare l’università non rappresenta più una scelta conveniente: comporta costi elevati e offre prospettive considerate sempre meno sicure. D’altronde, secondo il sondaggio di Indeed, tra i timori dei giovani della Gen Z c’è anche quello di essere scavalcati nel mondo del lavoro da persone che non hanno una laurea.

LEGGI ANCHE
L’85% degli italiani ha il diploma, ma i laureati si fermano al 29%. La media europea è al 42%

CONVIENE LAUREARSI OGGI?

Certo, è vero che l’università permette di sviluppare il proprio pensiero critico e di acquisire un metodo di studio più approfondito. Ma la questione è un’altra.

In Italia il problema è infatti soprattutto sistemico, con un mercato del lavoro in cui non mancano stage sottopagati e percorsi privi di reali opportunità di crescita. Una situazione che colpisce anche i laureati, i quali, dopo aver trascorso anni a studiare nella speranza di costruirsi un futuro migliore, si ritrovano a confrontarsi con un sistema che assorbe il loro tempo senza valorizzarne adeguatamente le competenze.

Nel mondo di oggi, con un’intelligenza artificiale sempre più diffusa tanto sui banchi di scuola quanto nella vita quotidiana, ha davvero senso impiegare anni per conseguire un titolo di studio superiore? Non è un caso che la politica, ormai da diversi anni, punti molto sull’istruzione tecnica e professionale. Lo stesso ministro dell’Istruzione ha affermato che non ha più senso distinguere i licei dagli istituti tecnici e professionali. E allora è lecito chiedersi anche se valga la pena laurearsi, a quale costo e per chi.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


“Renzo e Lucia non sono più contemporanei, al biennio studiate libri più facili”. Lo ha detto il ministro

Renzo e Lucia

Con il ritorno della geografia e una maggiore attenzione all’intelligenza artificiale, le nuove Indicazioni Nazionali pubblicate dal MIM promettono di cambiare i programmi e la didattica dei licei. Le novità sono tante, tra cui una particolare attenzione alla letteratura e alcune scelte destinate a far discutere. Fra queste c’è senza dubbio la decisione di eliminare lo studio dei Promessi sposi dal primo biennio del liceo, per spostarlo più avanti nel…

Jovanotti ritrova una lettera della prof di italiano: “Quando un’insegnante crede in te può succedere di tutto”

lettera della prof Jovanotti

“Quando da ragazzi troviamo qualcuno che crede in noi, che oltre al lavoro e al programma di studi ti infonde fiducia e giustamente la chiede, può succedere di tutto”. Con queste parole Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha commentato la lettera aperta che una sua insegnante gli scrisse nel 1994. Il cantautore ha condiviso la storia sul suo profilo Facebook , trasformando un ricordo intimo e privato in una riflessione…

L’intelligenza artificiale ha già costretto molti insegnanti a cambiare modo di assegnare i compiti

cambiare modo di assegnare i compiti

Con la pubblicazione delle nuove Indicazioni Nazionali per i licei , l’intelligenza artificiale entra ufficialmente nella scuola italiana. Nelle intenzioni del ministero, l’obiettivo non è tanto formare gli studenti all’utilizzo degli strumenti digitali, quanto insegnare loro a usarli in modo consapevole, riconoscendone limiti e potenzialità. Un obiettivo ambizioso. Nella realtà, però, l’IA viene già utilizzata in classe da diverso tempo, sia dai docenti sia dagli studenti, seppure con finalità diverse….

In Europa e nel mondo sempre più Paesi stanno vietando i social ai minori di 15 anni

social ai minori di 15 anni

Si allarga la rosa dei Paesi che hanno introdotto restrizioni all’uso degli smartphone e dei social media per i più giovani. Dopo Australia e Francia, che hanno approvato divieti veri e propri, e la Germania, che sta valutando una normativa in tal senso, si aggiunge anche la Turchia. Con alcuni elementi innovativi rispetto agli altri Stati. Il governo di Ankara ha infatti deciso di vietare ai minori di 15 anni…

Per Valditara “le classi pollaio non esistono più”

classi pollaio non esistono

Quello delle classi pollaio è uno dei problemi più discussi in ambito scolastico, soprattutto per la sua incidenza nella scuola secondaria di primo e secondo grado, in particolare nelle città. Per anni, la stessa espressione è diventata il simbolo dei mali della scuola italiana, nonché un banco di prova per le politiche scolastiche degli ultimi anni. Ne parla Giuseppe Valditara, che tuttavia non si mostra preoccupato dal problema, a suo…

Scrivere bene dovrebbe tornare a essere la priorità della scuola

Scrivere bene

Scrivere resta uno degli apprendimenti fondamentali della scuola primaria. Nel 2026, però, ci troviamo in una fase di passaggio: dall’anno scolastico 2026/2027 le nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo , adottate con il decreto 9 dicembre 2025, n. 221, vengono applicate gradualmente a partire dalle classi prime, mentre nelle classi intermedie già avviate continuano ad applicarsi le Indicazioni del 2012 fino alla conclusione del rispettivo percorso. Il quadro cambia, ma…

4 studenti su 5 usano l’IA tutti i giorni per fare i compiti

IA per fare i compiti

Si parla tanto di intelligenza artificiale a scuola, fra chi la teme e chi sta iniziando a utilizzarla. Tuttavia, per quanto innovativo e rivoluzionario possa sembrare, ogni discorso che riguarda l’IA rischia di diventare obsoleto in brevissimo tempo. A maggior ragione quando si parla dell’uso che ne fanno gli studenti. Lo confermano i dati dell’AI Index Report 2026 della Stanford University, secondo cui quattro studenti su cinque si affidano regolarmente…

In Italia si vive ancora nella povertà educativa, il 37% degli alunni vive in case senza libri e quasi una scuola su due non è accessibile agli studenti con disabilità motoria

povertà educativa

Quando si parla di scuola e istruzione, di solito ci si concentra sulla didattica e sull’insegnamento, o magari sulle nuove tecnologie e sull’intelligenza artificiale. Spesso si finisce però per sottovalutare la questione della povertà educativa, un fenomeno complesso e stratificato che va affrontato in modo efficace. Ne parla il report “Misurare la povertà educativa”, realizzato dall’Istat , che ha l’obiettivo di indagare entrambe le facce di questo problema. Da una…

Dovremmo rassegnarci al fatto che sempre meno insegnanti vogliono portare gli alunni in gita (e fanno bene)

portare gli alunni in gita

Per decenni le gite scolastiche hanno rappresentato il coronamento di un percorso educativo, un’esperienza unica di arricchimento per gli studenti. Oggi non è più così: a rendere i viaggi di istruzione molto più rari rispetto al passato sono i costi più alti e un’organizzazione sempre più complessa. Ma non solo. Una delle questioni più importanti riguarda i docenti accompagnatori, che sono sempre meno, hanno sempre più responsabilità e non ricevono…

Non serve vietare il cellulare, c’è bisogno di un patentino e di genitori che tornino a controllare i figli

patentino

Sono diversi gli Stati che stanno cercando di mettere dei limiti all’abuso di smartphone e social media, preoccupati per gli effetti che questi possono avere sulla salute e sul benessere di bambini e adolescenti. Francia e Australia hanno già approvato misure restrittive, e qualcosa di simile sta accadendo anche nel resto del mondo, Italia compresa. Non tutti sono però d’accordo con questo approccio restrittivo, pur ritenendo necessaria un’azione concreta. Ne…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

Close Welcome Bar