Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
GEOGRAFIA

C’è chi non crede nel valore della geografia? Noi insegnanti sicuramente ci crediamo

Sapere dove si trova il Vesuvio, la Mole Antonelliana o la capitale del Giappone, oggi può sembrare molto semplice. Grazie all’uso delle tecnologie queste informazioni sono facilmente reperibili. Ma è corretto percepire la geografia come una semplice disciplina descrittiva, dedicata all’elenco di fiumi, monti e capitali? È corretto pensare che gli strumenti digitali possano esimerci dalla conoscenza geografica? In realtà, da sempre, essa rappresenta una chiave fondamentale per comprendere il mondo contemporaneo, le dinamiche globali e il rapporto complesso tra gli esseri umani e l’ambiente.

La geografia insegna, infatti, a leggere la complessità del mondo, a rispettare l’ambiente, a comprendere le culture, a interpretare i fenomeni globali e a prendere decisioni consapevoli. Investire nello studio della geografia significa formare cittadini più informati, responsabili e capaci di agire in modo sostenibile.
Compito della scuola primaria può essere quello di iniziare a far percepire questa disciplina come un ponte verso la comprensione del mondo, delle persone che lo abitano e delle relazioni tra ambiente e società.

I bambini, soprattutto nei primi anni di scuola, sono naturalmente curiosi. La geografia li aiuta a dare ordine e significato a ciò che osservano: permette di comprendere spazi, distanze, direzioni, aiuta a collocare gli eventi della vita quotidiana in un contesto fisico e culturale e sviluppa il senso dell’orientamento. L’educazione geografica parte proprio dall’esercizio di orientamento: saper leggere una carta, anche digitale non significa solamente “trovare” un luogo, ma significa imparare a comprendere lo spazio, a muoversi nel mondo e a sviluppare competenze logiche e cognitive fondamentali. Sviluppa il pensiero spaziale, poiché aiuta i bambini a capire dove sono collocati oggetti e luoghi, a comprendere le relazioni tra gli elementi dello spazio, a riconoscere i punti cardinali. Favorisce l’osservazione e la conoscenza del territorio attraverso l’analisi del proprio quartiere, della scuola, del paese, della città e poi del mondo. I bambini e le bambine scoprono così come sono fatti i luoghi, quali elementi li compongono e come si intrecciano natura e attività umane. Queste competenze li rendono più autonomi nei movimenti e più consapevoli dell’ambiente che li circonda.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Crescendo la curiosità dovrebbe spingere verso nuovi orizzonti, aprire finestre su mondi lontani e vicini. Invitiamo bambini e bambine a porsi domande come: perché alcuni luoghi sono abitati e altri no? Come si formano montagne e fiumi? Perché il clima cambia? Come vivono i bambini in altre parti del mondo?

Queste domande aiutano a sviluppare il pensiero critico, la capacità di osservazione e desiderio di approfondire, fondamentali per rendere lo studio della geografia attivo e non monotono.

Se vogliamo infatti che la geografia non rappresenti solo uno studio mnemonico potrebbe essere utile rendere la sua presentazione attiva e multidisciplinare.
Un esempio concreto può essere rappresentato dallo studio dell’ambiente marino, in modo attivo attraverso l’osservazione, la classificazione e la costruzione di un modello tridimensionale dell’ecosistema. Può essere proposta come momento iniziale dello studio del mare che faciliterà la comprensione e l’interiorizzazione delle informazioni del testo in adozione.

Partiamo dall’osservazione di un breve video o di una serie di immagini sull’ambiente marino (fondale, pesci, alghe, coralli, sabbia, conchiglie…). Chi vive nel mare? Come si muovono gli animali? Quali piante o alghe vedono? Com’è l’acqua (colore, movimento)? Cosa c’è sul fondale? Annotiamo ogni elemento.

ambiente marino Saperi per Crescere
pagina estratta da Saperi per Crescere – Cetem

In piccoli gruppi, gli alunni creano due elenchi: esseri viventi, elementi non viventi. Questa semplice parte sviluppa la classificazione logica e introduce il concetto di ecosistema. I gruppi costruiscono un diorama usando una scatola di cartone o una scatola da scarpe. Devono rappresentare: il fondale marino, almeno tre animali scelti, piante o alghe, un elemento non vivente importante (es. roccia), il rapporto tra organismi (es. un pesce che nuota sopra le alghe).

Ogni gruppo presenta il proprio ecosistema rispondendo a domande attive, ad esempio: qual è il ruolo delle alghe? Perché alcuni pesci stanno vicino alla superficie? Chi vive sul fondale e perché? Cosa succederebbe se mancasse la luce? Quali potrebbero essere le conseguenze sull’ecosistema marino causate da interventi dell’uomo non sostenibili?

Un’attività di questo genere può essere estesa anche alla presentazione degli altri ambienti (geografia classe 4°), dando così un significato più attivo allo studio della geografia. Si osserva, si  classifica e si rielaborano le informazioni, si crea un modello concreto (apprendimento significativo), si comprendono relazioni tra organismi (pensiero sistemico), si lavora in gruppo (competenze sociali e comunicative).

climi temperati Saperi per Crescere
pagina estratta da Saperi per Crescere – Cetem

Questo è solo un esempio di come la geografia possa diventare un apprendimento attivo, motivante e ricco di scoperta. Quindi usciamo sul territorio, organizziamo visite, osserviamo, prendiamo nota di quello che vediamo, ma soprattutto poniamoci domande, perché le domande aiutano a trovare un senso a ciò che si studia, trasformano l’osservazione in conoscenza, allenano lo sguardo geografico, sviluppano responsabilità e consapevolezza, aiutano a costruire collegamenti tra natura e uomo, clima e paesaggi, tra posizione e vita delle persone.

saper per crescere geografia

SAPERI PER CRESCERE

Il progetto propone una didattica laboratoriale e operativa, soprattutto nelle discipline scientifiche, con strategie mirate per costruire un metodo di studio personale. Ogni percorso si apre con un personaggio legato all’argomento che, attraverso lo storytelling, stimola curiosità e interesse. Le sintesi sono diversificate: box “Organizzo le idee”, frasi brevi e fumetti. L’interdisciplinarità è rafforzata da richiami alla narrativa Gallucci. Completano l’offerta i Quaderni delle verifiche annuali, accorpati per ambiti disciplinari.

La geografia svilupperà in questo mondo lo sguardo sul mondo, perché più domande facciamo e più il mondo ci sembrerà interessante.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Che cos’è il design thinking e come funziona se usato nella didattica

design thinking

Il design thinking è una metodologia di lavoro di cui si parla sempre più spesso negli ultimi anni, soprattutto per le sue possibili applicazioni in ambito scolastico. Si tratta, in estrema sintesi, di un approccio che insegna ad affrontare i problemi con la mentalità del progettista, adattandola però ai contesti educativi e ai processi di apprendimento. Come i designer, infatti, anche gli insegnanti smettono di essere semplici trasmettitori di conoscenze…

Dare un tablet a un bambino di un anno è come dargli un po’ di morfina

tablet come morfina

Da anni ormai si parla dell’esposizione precoce dei bambini a schermi e dispositivi elettronici quali smartphone e tablet. Paesi come la Francia hanno già adottato misure restrittive per proteggere i più piccoli e, sebbene in Italia non esistano ancora provvedimenti specifici, il dibattito è oggi più acceso che mai. A richiamare ancora una volta l’attenzione sui possibili effetti di un’esposizione precoce agli schermi è anche lo psichiatra e tossicologo Luigi…

Perché alcuni studenti sono più bravi in matematica? Per la scienza è anche una questione di genetica

bravi in matematica

Ci sono studenti che si trovano a loro agio con la matematica e studenti che, al contrario, faticano a gestire numeri, calcolo mentale, operazioni semplici e complesse. Se per molti il problema riguarda i metodi di insegnamento e la paura di sbagliare, le neuroscienze propongono una lettura diversa. E, per certi versi, rivoluzionaria. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances , infatti, la dimestichezza con la matematica non dipende…

L’allarme degli insegnanti inglesi: “Gli alunni stanno perdendo la capacità di ragionare a causa dell’intelligenza artificiale”

capacità di ragionare

Da diverso tempo l’intelligenza artificiale è diventata una parte importante della vita quotidiana di studenti e insegnanti. Se quasi il 50% dei docenti usa ChatGPT a supporto della didattica, per il ministro Valditara l’IA migliora gli apprendimenti, quando viene implementata in modo corretto. Il problema è che non tutti i dati sembrano confermare questa prospettiva. Secondo un sondaggio del sindacato britannico National Education Union, infatti, la maggior parte dei docenti…

Scrivere a mano è fondamentale per il pensiero, ma stiamo dimenticando come si fa

Scrivere a mano fondamentale per il pensiero

Da più di quattro decenni la calligrafia non è più una disciplina obbligatoria a scuola, ma una scelta lasciata alla discrezione degli insegnanti. Non stupisce allora che molti abbiano smesso di insegnarla e, d’altronde, perché avrebbero dovuto? In un mondo che correva verso l’informatizzazione, sembrava aver perso il suo senso. Inizia così la riflessione di Marco Belpoliti sul declino della scrittura a mano nella scuola di oggi, che insieme al…

L’allarme dell’Accademia della Crusca: “La lingua italiana è in crisi, fra inglese e nuove abitudini”

italiano in crisi

“Perché si possa parlare di un italiano del futuro bisogna fare qualcosa al più presto”. A pronunciare queste parole è Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Ferrara. Parole che restituiscono un’istantanea della nostra lingua ma, allo stesso tempo, lanciano un monito da non sottovalutare. Come confermato dalla Crusca , infatti, l’italiano rischia un progressivo ridimensionamento nel prossimo futuro. Se a causare questo fenomeno…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X