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Didattica, intelligenza artificiale ed emozioni: cosa serve davvero oggi in classe

La scuola oggi sta attraversando una trasformazione che riguarda contemporaneamente tecnologia, aspetti emotivi e modalità di apprendimento. Un cambiamento che gli insegnanti percepiscono ogni giorno in classe e che richiede una formazione in grado di intercettare i nuovi scenari, affinché le tecnologie non generino distanze, ma diventino strumenti di cooperazione e di crescita.

È in questo contesto che si inserisce il convegno nazionale promosso dal Gruppo Editoriale ELi, in programma il 16 aprile 2026 a Bari e online, nell’ambito del progetto EducAbility link esterno, dedicato proprio alla relazione tra intelligenza digitale nella scuola, didattica cooperativa e educazione emotiva. Un appuntamento riconosciuto dal MIM e rivolto ai docenti di ogni ordine e grado (otto le ore di formazione riconosciute), che propone una lettura integrata di tre dimensioni ormai inseparabili.

I relatori: Frontoni, Lucangeli e Rossi

Anno scolastico 2025/26

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Ad aprire i lavori sarà Emanuele Frontoni, docente di Informatica all’Università di Macerata, direttore scientifico del Centro per la Ricerca Scientifica e l’Innovazione Tecnologica in Campo Neurologico NemoLab, che porterà il tema dell’intelligenza artificiale dentro il contesto educativo.

Seguirà l’intervento di Daniela Lucangeli, professoressa ordinaria di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione all’Università di Padova, da anni impegnata nello studio del rapporto tra apprendimento ed emozioni, con un contributo centrato sulla dimensione affettiva dell’esperienza scolastica.

Nel pomeriggio, sarà la volta di Stefano Rossi, psicopedagogista e formatore, noto per il suo lavoro sulla didattica cooperativa e per gli strumenti sviluppati nella gestione delle classi complesse.

Un convegno che nasce dall’esperienza

Come spiega Laura Moscatelli, referente formazione del Gruppo Editoriale ELi, il convegno, giunto alla sua quinta edizione, nasce da un percorso già consolidato, che negli anni ha toccato oltre che Bari, anche Milano e Roma, registrando sempre una grande partecipazione con una media tra i 300 e i 500 docenti in presenza e fino a 600 collegamenti in streaming.

La struttura dell’evento è pensata per tenere insieme riflessione e operatività, dimensione teorica da un lato e pratica dall’altro, offrendo strumenti che possono essere direttamente applicati in classe, con la possibilità per i partecipanti di rivedere i contenuti e accedere alle dispense sui temi trattati.

Intelligenza artificiale: una presenza già diffusa tra i giovani

La scelta della tematica nasce da un ascolto diretto delle esigenze degli insegnanti. “Abbiamo intercettato una richiesta precisa dei docenti – afferma Moscatelli – quella di essere accompagnati nell’orientarsi in un ambito nuovo come quello dell’intelligenza artificiale, che spesso genera incertezza, spaventa, ma che è già nelle mani di bambini e adolescenti e richiede quindi di essere compresa, gestita e riportata dentro il contesto educativo”.

A confermare l’utilizzo di questi strumenti tra i giovanissimi è un’indagine Ipsos Doxa per Telefono Azzurro (2025) da cui emerge che il 35% dei ragazzi italiani tra i 12 e i 18 anni utilizza chatbot basati su intelligenza artificiale (come ChatGPT) mentre il 74% dichiara di conoscere i chatbot IA. Una diffusione che si inserisce però in un contesto già fragile.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un giovane su sette (14%) tra i 10 e i 19 anni, vive in condizioni di disagio psicologico. “In particolare – evidenzia la ricerca Ipsos Doxa –  un adolescente su cinque dichiara di sentirsi solo, con incidenze più elevate tra le ragazze. Studi recenti evidenziano inoltre una correlazione tra uso problematico dei social network e sintomi ansiosi e depressivi, alimentati dal confronto sociale e dalla paura di esclusione”.

La necessità di una mediazione educativa

In questo scenario, l’introduzione di strumenti come l’intelligenza artificiale rende ancora più evidente la necessità di una mediazione educativa. Proprio per questo l’obiettivo del convegno è offrire strumenti e chiavi di lettura per utilizzare le nuove tecnologie in modo consapevole, senza subirle, ma rendendole strumenti utili a sviluppare life skills adeguate ad un contesto sempre più digitale, che può e deve coesistere con una dimensione umana che tenga conto della persona nella sua totalità, a partire dagli aspetti emotivi e sociali.

È questo l’obiettivo finale dell’evento, aiutare chi ogni giorno lavora con bambini e ragazzi a vincere la sfida più grande: progettare una didattica in cui tecnologia, emozioni e cooperazione siano parti integrate di uno stesso processo educativo che mira a formare studenti consapevoli, protagonisti di una società migliore e più equa.

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