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I motivi per cui un docente dovrebbe partecipare a EducAbility, anche in streaming

Al centro del convegno “Didattica cooperativa e intelligenza digitale: la dimensione affettiva e tecnologica dell’apprendimento” c’è una delle questioni più urgenti per la scuola di oggi: come tenere insieme trasformazioni in atto, emozioni e apprendimento dentro la pratica quotidiana della classe.

Il 16 aprile 2026 a Bari e online, il convegno nazionale del Gruppo Editoriale ELi, nell’ambito del progetto EducAbility link esterno, si propone come uno spazio di lavoro pensato per chi ogni giorno si confronta con un contesto culturale e sociale che sta cambiando sempre più velocemente.

Non un semplice aggiornamento, ma un’occasione per acquisire strumenti concreti e trovare nuove direzioni dentro una realtà sempre più complessa.

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Molti insegnanti avvertono che qualcosa in classe non funziona più come prima: attenzione che cala, partecipazione discontinua, dinamiche relazionali più fragili. Non è solo una questione metodologica, ma un cambiamento più profondo che riguarda il modo in cui gli studenti apprendono e si relazionano.

Orientarsi nell’uso dell’intelligenza artificiale con strumenti operativi

Il convegno parte proprio da qui, con l’intervento di Emanuele Frontoni, docente di Informatica all’Università di Macerata, che introduce il tema dell’intelligenza artificiale all’interno del contesto educativo a partire dal concetto di Human-AI teaming.

La riflessione proposta si muove nella direzione di una scuola capace di adattarsi ai cambiamenti senza perdere la propria identità, superando una didattica centrata esclusivamente sulla trasmissione di contenuti per aprirsi allo sviluppo etico e consapevole degli studenti.

In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale non viene considerata come elemento esterno o sostitutivo, ma come uno strumento da integrare in modo consapevole nella progettazione didattica, valorizzando il contributo delle diverse discipline e costruendo un sistema educativo più inclusivo, efficace e capace di rispondere alle nuove sfide.

Lavorare sulla dimensione emotiva con strategie applicabili

A seguire, Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia dello sviluppo e dell’Educazione all’Università di Padova ed esperta di psicologia dell’apprendimento, porta al centro del confronto il legame tra emozioni e apprendimento, mostrando come il clima emotivo influenzi direttamente attenzione, memoria e partecipazione.

Una prospettiva che invita a ripensare la didattica come costruzione di un contesto in cui lo studente possa sentirsi coinvolto, sostenuto e parte attiva del proprio percorso.

Affrontare la complessità delle classi con strumenti concreti

Nel pomeriggio, sarà la volta di Stefano Rossi, psicopedagogista e formatore, che porterà il focus sulla dimensione più concreta della didattica, con un’attenzione particolare alla gestione delle classi e alle dinamiche educative che oggi attraversano la quotidianità scolastica.

Il suo intervento si inserisce nel quadro della didattica cooperativa, offrendo ai docenti strumenti per affrontare la complessità delle classi contemporanee, sempre più eterogenee e articolate. In questo contesto, l’attenzione si sposta sulla costruzione di ambienti di apprendimento più partecipativi, in cui la relazione educativa diventa uno strumento centrale per sostenere il percorso degli studenti.

Portare a casa materiali e strumenti riutilizzabili

I partecipanti avranno accesso a dispense, materiali operativi e contenuti rivedibili. Questo consente di riprendere le strategie nel tempo, adattarle alla propria classe e costruire un percorso continuo, trasformando la formazione in un supporto reale e duraturo.

Il convegno è riconosciuto dal MIM e prevede otto ore di formazione certificate, ma il valore più importante è pratico: l’evento offre chiavi di lettura per aiutare i docenti a orientarsi e a costruire una didattica più efficace, più consapevole e più vicina ai bisogni reali degli studenti.

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