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Troppo tempo davanti agli schermi peggiora i voti a scuola, lo conferma uno studio su 3000 bambini

Che passare troppo tempo davanti a uno schermo non faccia bene ai bambini non è certo una novità. Paesi come la Francia hanno persino deciso di vietare l’uso dei dispositivi elettronici da parte dei più piccoli in determinati contesti. Ora però a ribadirlo con chiarezza è anche la scienza.

Uno studio pubblicato su JAMA Networks Open link esterno ha trovato un collegamento fra l’abuso degli schermi nella prima infanzia e un peggior rendimento a scuola negli anni successivi. Una relazione che riaccende il dibattito sul rapporto fra bambini e tecnologia ma che impone, ancora una volta, di prendere decisioni concrete.

Troppo tempo sugli schermi fa male

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Condotto dai ricercatori canadesi Catherine Birken e Jonathan Maguire, lo studio è fra i più ampi mai condotti sull’argomento. Il team di studiosi ha infatti analizzato i dati di tremila bambini monitorati per oltre quindici anni, dal 2008 al 2023. Il loro obiettivo era incrociare i dati riguardanti il tempo passato davanti a TV e tablet, PC e smartphone, con i risultati di alcuni test scolastici.

E l’esito non si è certo fatto attendere.

I ricercatori hanno infatti trovato una correlazione fra il tempo passato davanti agli schermi e i risultati scolastici dei bambini. Più ore con dispositivi elettronici e TV corrispondevano a punteggi più bassi a scuola, soprattutto in matematica e lettura.

Oltre a ciò, la correlazione individuata dal team di studiosi riguardava anche la tipologia di schermo utilizzato: in cima TV e dispositivi interattivi, come tablet e smartphone, con un impatto particolarmente negativo sullo sviluppo cognitivo e sulla capacità di concentrazione. Un risultato che purtroppo non sorprende.

L’esposizione precoce e prolungata alla televisione e ai media digitali può avere un impatto misurabile sugli esiti scolastici

i dati

Come dicevamo, il problema non riguarda gli effetti immediati che l’abuso dei dispositivi elettronici e degli schermi può avere sui bambini, bensì quelli a medio e lungo termine. Secondo la ricerca, i bambini osservati trascorrevano in media 1,6 ore al giorno davanti ad uno schermo durante i primi anni di vita. Questo valore aumentava a quasi 2 ore al giorno negli anni successivi.

I risultati, anche in questo caso, non hanno sorpreso i ricercatori. Per ogni ora in più trascorsa davanti agli schermi, i bambini avevano un 10% di probabilità in meno di raggiungere i livelli di apprendimento attesi a 8 e 11 anni. Queste le aree interessate dal calo: matematica, lettura e, sebbene in minima parte, anche la capacità di scrittura.

Si tratta di un esito del tutto simile a quello di un altro studio, sempre pubblicato su JAMA Network Open e altrettanto recente. Secondo i ricercatori, in questo caso, un’ora di schermo al giorno può aumentare del 21%  il rischio di miopia nei bambini. Insomma, non parliamo soltanto di voti scolastici, ma di salute in generale.

Per ogni ora aggiuntiva di utilizzo dello schermo, c’era circa il 10 per cento di probabilità in meno di raggiungere gli standard richiesti per l’eta di riferimento sia in lettura che in matematica

Una questione di equilibrio

Come i ricercatori tendono a sottolineare, il problema non riguarda soltanto la quantità di tempo spesa sugli schermi ma anche la qualità dei contenuti fruiti. Un conto è guardare un cartone animato educativo insieme ai genitori, un conto è il flusso infinito di contenuti in un social network. Anche quando pensati per i bambini.

Per questa ragione, è fondamentale coinvolgere le famiglie e fornire linee guida pratiche che le aiutino a gestire l’uso dei dispositivi digitali in famiglia. Ovviamente, però, le raccomandazioni da parte delle istituzioni possono arrivare soltanto fino a un certo punto. I genitori devono adottare approcci concreti ma non repressivi, che sappiano al tempo stesso:

  • limitare l’esposizione per i bambini sotto i 6 anni;
  • privilegiare contenuti di qualità;
  • incoraggiare momenti di visione condivisa.

Invertire la tendenza è possibile, ricordando che la prima infanzia è un periodo critico per lo sviluppo dei bambini. Insieme alle famiglie, di conseguenza, è anche la scuola ad avere un ruolo fondamentale nell’educazione, anche alla tecnologia.

Strumento utilissimo, certo, ma fin troppo spesso mero ostacolo allo sviluppo e all’apprendimento.

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