Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
NOTIZIE

Una scuola italiana è stata intitolata a Sara Campanella, vittima di femminicidio

L’istituto comprensivo “Nazario Sauro – Franchetti – Cavallari” di Palermo è stato ufficialmente intitolato a Sara Campanella, studentessa vittima di femminicidio lo scorso 31 marzo.

La cerimonia si è svolta presso l’istituto, che si trova nel cuore del quartiere di Brancaccio, alla presenza della comunità scolastica, dei familiari di Sara e delle autorità cittadine. Un momento carico di emozione ma anche di significato: dalla scuola arriva infatti un messaggio chiaro, secondo cui l’educazione può e deve giocare un ruolo centrale nel contrasto alla violenza di genere. E non solo.

La cerimonia

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Con una decisione condivisa e sostenuta dalle istituzioni, riporta il sito ufficiale dell’ufficio scolastico regionale siciliano link esterno, l’istituto comprensivo di Brancaccio “Nazario Sauro – Franchetti – Cavallari” è stato ufficialmente intitolato a Sara Campanella.

Alla cerimonia hanno partecipato i genitori, gli zii e i cugini della studentessa uccisa a Messina da Stefano Argentino. Con loro, anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e altri membri dell’amministrazione locale.

A nove mesi dal femminicidio, la scuola ha voluto dare forma concreta al proprio impegno, rendendo permanente il ricordo di Sara all’interno di un luogo fondamentale per la crescita e l’educazione dei più giovani. E proprio il primo cittadino di Palermo ha voluto chiarire il perché del sostegno da parte dell’amministrazione:

Dalle aule di questo istituto, dai docenti, dalle alunne e dagli alunni e dalle loro famiglie può nascere quel cambiamento tanto auspicato nella nostra società.

Non un mero gesto simbolico, quindi.

Il cambiamento nasce dalla scuola

Per la dirigente scolastica dell’istituto Maria Teresa Cannistraro, infatti, il cambio di denominazione è frutto di una precisa scelta pedagogica. Queste le sue parole alla cerimonia di intitolazione del “Sara Campanella”:

Tutta l’offerta formativa dell’istituto è incentrata sul valore del rispetto e del contrasto alla violenza di genere e ad ogni forma di sopraffazione. Riteniamo necessario veicolare certi importanti obiettivi in tutti e tre gli ordini di scuola del primo ciclo, infanzia, primaria e secondaria di primo grado, presenti in questa scuola.

Educare al rispetto, insomma, significa intervenire presto, accompagnando bambini e ragazzi nella costruzione di relazioni sane e consapevoli. Proprio la comunità scolastica può, e deve, rappresentare il terreno fertile per un cambiamento necessario oggi più che mai.

La scuola

L’intitolazione a Sara Campanella è stata definita da Bernardo Moschella, dirigente dell’Ambito Territoriale di Palermo, un vero e proprio atto di impegno civile. La scuola non è infatti soltanto un luogo di istruzione, ma uno spazio privilegiato di formazione alla cittadinanza e alla responsabilità sociale.

Insomma, la scuola può e deve fare di più, in modo da fungere da presidio di prevenzione, senza doversi ritrovare a inseguire le emergenze che si presentano. Un messaggio che trova una sintesi nelle parole della madre di Sara, Maria Concetta Zaccaria, e nella necessità di costruire un futuro migliore:

Dopo la morte di Sara, l’unico desiderio della nostra famiglia è quello di diffondere i valori in cui nostra figlia credeva: il rispetto della persona e il riconoscimento reciproco.

Perché iniziative come questa trovino davvero un senso che vada oltre il momento simbolico, devono tuttavia tradursi necessariamente in un lavoro quotidiano e costante, capace di incidere nel tempo. Anche partendo da una singola scuola in una realtà complessa come il quartiere Brancaccio di Palermo, ma con in mente il messaggio da portare avanti, e il proprio ruolo nella società.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Anche la Francia vieta i social ai minori di 15 anni, Macron esulta: “Finalmente protetti i nostri bambini”

Francia vieta i social

La Francia ha deciso di intervenire con forza sul rapporto fra minori e social media. L’Assemblea Nazionale ha infatti approvato un disegno di legge che introduce il divieto di accesso ai social per i minori di 15 anni. Si tratta di una misura che, pur dividendo l’opinione pubblica, non può essere certo definita una “sorpresa”. Con 130 voti a favore e soltanto 21 contrari, la proposta approvata ha reso la…

Schettini: “Gli insegnanti sono professionisti da rispettare, non avversari da denunciare se bocciano i propri figli”

professionisti da rispettare

Il rapporto fra genitori e insegnanti è sempre stato molto delicato, soprattutto oggi. Da un lato c’è il ruolo dell’istituzione scolastica, che deve educare e istruire i giovani; dall’altro c’è la necessità di costruire fiducia reciproca con le famiglie. E quando il patto si incrina, sono sempre gli studenti a pagarne le conseguenze. A riportare la questione al centro del dibattito è Vincenzo Schettini, docente e fondatore del progetto La…

La lingua italiana si sta impoverendo, troppo inglese e troppe parole orribili. È tutto in mano ai prof, ma hanno troppa burocrazia e poco tempo per la didattica

lingua italiana si sta impoverendo

La lingua italiana di oggi è molto diversa da com’era anche soltanto qualche decennio fa. È normale che un linguaggio naturale si trasformi, adattandosi ai cambiamenti sociali e culturali, ma non tutte le trasformazioni sono necessariamente positive. In un mondo sempre più globalizzato, il rischio è che l’evoluzione porti a impoverimento, perdita di precisione, rinuncia alla complessità. A sostenere questa posizione è Gian Luigi Beccaria, uno dei più autorevoli linguisti…

Un insegnante che conosce solo la propria materia non è un insegnante

propria materia

La scuola non è soltanto un luogo deputato all’apprendimento formale, ma spesso rappresenta uno dei pochi spazi in cui gli studenti possano vivere esperienze positive di socialità. Forse addirittura l’unico, se si considera l’impatto dei social media sulle nuove generazioni e sulle nuove forme di interazione mediata. A ricordare il ruolo della scuola è Daniele Novara che, in relazione alla crescente violenza giovanile, in un’intervista al Corriere della Sera critica…

Il registro elettronico è il male assoluto, ha reso i genitori ossessionati dal controllo

male assoluto

Filippo Caccamo non è nuovo a riflessioni sulla scuola contemporanea. Docente e comico, da anni racconta il mondo dell’istruzione alternando ironia a critica sociale, con l’obiettivo di mettere a fuoco questioni vissute ogni giorno da insegnanti, studenti e famiglie. Proprio di recente, ospite al PoretCast di Giacomo Poretti , Caccamo ha parlato di uno degli strumenti più discussi degli ultimi anni in ambito scolastico. Definito senza mezzi termini come il…

La Danimarca cambia idea sul digitale a scuola, tornano libri, quaderni e appunti scritti a mano

danimarca cambia idea sul digitale

Da anni i Paesi del Nord Europa sono considerati modelli di innovazione, soprattutto per quanto riguarda la didattica digitale. Alfabetizzazione tecnologica, uso di smartphone e tablet in classe, proiezione verso il futuro sono diventati nel tempo capisaldi di un certo modo di intendere la scuola. Eppure, qualcosa è cambiato. Di recente, la Danimarca ha deciso di ripensare la digitalizzazione dell’istruzione, promuovendo allo stesso tempo una riduzione strutturale dell’uso dei dispositivi…

Per Roberto Vecchioni l’Italia non è un paese per giovani perché non permettiamo loro di sbagliare e non li ascoltiamo nemmeno

Italia non è un paese per giovani

Roberto Vecchioni si è trovato spesso a parlare del ruolo delle nuove generazioni in un mondo sempre più complesso, del valore di una buona istruzione e del ruolo dei genitori. Di recente, lo ha fatto anche nel corso di una conversazione con Radio 105 e di un’intervista al quotidiano Il Mattino. Secondo il cantautore ed ex insegnante, è difficile considerare l’Italia un Paese per giovani: questi ultimi non solo non…

Parliamo tanto dei social vietati agli alunni, ma io li toglierei agli adulti, viste le cose che leggo

social vietati agli alunni

Nel corso di una recente intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero , Emanuela Fanelli ha condiviso con i lettori ricordi personali e riflessioni sul presente che stiamo vivendo. Si tratta di parole che colpiscono perché arrivano da un’attrice e comica amatissima dal pubblico, ma che affondano le radici in un’esperienza concreta, spesso poco conosciuta: quella da insegnante nella scuola dell’infanzia. Fanelli ha infatti raccontato il periodo in cui lavorava come…

“Mi fanno fare di tutto tranne che insegnare”: lo sfogo di un docente che vuole lasciare la scuola italiana

sfogo di un docente

“Sono un docente, e dopo vent’anni di carriera spesi a dare (e a sopportare) tutto per amore di ciò che amo, ho capito che vorrei cambiare lavoro”. Inizia così la lettera aperta che Marco Redaelli, insegnante di 45 anni, ha inviato al Corriere della Sera , in cui emerge con forza un malessere diffuso nella scuola italiana. Le parole di Redaelli non rappresentano infatti lo sfogo isolato di un singolo,…

Il latino era una lingua universale, forse anche meglio dell’inglese di oggi

lingua universale

Negli ultimi tempi si è tornati a parlare del latino a scuola, non soltanto al liceo classico e al liceo scientifico ma anche alle scuole secondarie di primo grado. In più occasioni, il ministro Valditara ha definito positivamente questo ritorno e dei vantaggi del suo insegnamento, ma in generale il dibattito appare ancora troppo legato all’idea di “utilità”. A offrire uno sguardo più profondo su quanto il latino sia importante…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X