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OPINIONI

Gli alunni chiedono alla scuola professori in grado di comprenderli per essere incoraggiati a trovare la propria strada

Gli studenti chiedono un orientamento scolastico più concreto, capace di aiutarli davvero a scegliere la scuola secondaria e l’università e a capire quale futuro costruire. Non solo informazioni generiche, ma strumenti che permettano di comprendere meglio le opportunità di studio e di lavoro. Allo stesso modo, hanno bisogno di docenti che sappiano offrire strumenti concreti per orientarsi nel mondo del lavoro e della società.

È questo il messaggio emerso durante l’incontro “La voce degli studenti link esterno”, promosso da INDIRE Ricerca nell’ambito del ciclo OrientaMenti Live. Un momento di confronto in cui centinaia di ragazzi hanno raccontato cosa significa per loro orientamento oggi: non una semplice scelta da compiere alla fine di un percorso scolastico, ma un vero e proprio percorso di crescita personale.

Le necessità degli studenti

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Parte della serie di incontri di OrientaMenti Live, “La voce degli studenti” ha di fatto ribaltato la tradizionale prospettiva sull’orientamento scolastico. Invece di partire dalle istituzioni o dagli esperti, il punto di vista è stato quello degli studenti. All’evento hanno partecipato circa 1500 ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, con un obiettivo semplice ma ambizioso: capire cosa cercano davvero gli studenti quando si parla di orientamento. Queste le parole di Giovanni Grassi, della Consulta Provinciale degli Studenti di Firenze:

Abbiamo cercato di comprendere quali fossero le necessità degli studenti che tutti i giorni popolano i banchi delle nostre scuole. Per far ciò abbiamo sviluppato e divulgato un forum diffuso in tutte le scuole superiori dell’area fiorentina.

E proprio questo approccio partecipativo, teso a raccogliere bisogni e aspettative degli studenti, ha permesso di dar voce a chi vive la scuola ogni giorno e ne conosce direttamente limiti e potenzialità. E deve fare una scelta di vita.

Un nuovo orientamento scolastico

Dai dati dell’indagine che ha interessato gli studenti di Firenze e provincia emerge un bisogno preciso: ricevere informazioni concrete sulle opportunità del territorio, come percorsi universitari, professioni emergenti e possibilità di formazione, ma con modalità più vicine al linguaggio degli studenti.

Si tratta di un concetto di “orientamento scolastico” che va oltre la semplice scelta universitaria o lavorativa, ma abbraccia tutti i vari livelli della vita in società. L’orientamento non dovrebbe limitarsi a indicare una strada, ma aiutare i giovani a comprendere meglio le possibilità che hanno davanti. Per il presidente della CPS di Firenze Dennis Del Sala:

L’orientamento non si deve basare sull’indirizzo di studi che uno di noi ha scelto in terza media, ma deve essere il più ampio possibile e dare una prospettiva agli studenti, ai ragazzi, più possibile a 360 gradi.

Insomma, l’idea degli studenti è che il loro futuro non possa essere deciso da ciò che hanno scelto a 14 anni, in occasione dell’iscrizione alle scuole secondaria di secondo grado. L’orientamento deve poter offrire una visione ampia e a lungo termine, che sappia accompagnare i giovani nella costruzione della propria identità e delle proprie aspirazioni.

“ascoltateci, guardateci e incoraggiateci“

Le testimonianze raccolte evidenziano un aspetto spesso ritenuto secondario: sono talvolta le attività meno tradizionali a sviluppare le competenze più utili. Fanno parte di queste ultime le soft skills, ossia competenze non cognitive come il pensiero critico, la capacità di collaborare e quella di adattarsi alle situazioni. Tutte abilità che di recente hanno ricevuto un riconoscimento ufficiale.

Da qui l’importanza di avere docenti preparati, non a caso parte fondamentale della scuola ideale degli studenti, in grado di andare al di là della semplice trasmissione di nozioni e di accompagnare gli studenti nella scoperta delle proprie capacità. Una speranza che Michelle Epa, vicepresidente della CPS di Firenze, ben sintetizza durante l’incontro:

Ascoltateci, guardateci e incoraggiateci, perché le occasioni sono tante, bisogna avere gli strumenti per riuscire a vederle, a coglierle, a intraprenderle. Siate quella scintilla che poi ci porta a sbocciare, perché a volte una piccola spinta serve.

In una scuola che ancora oggi è spesso percepita come una gabbia e un inferno, un dialogo fra docenti e studenti diventa fondamentale. L’orientamento non può più essere un momento isolato né una semplice scelta, ma deve trasformarsi in un percorso continuo: uno strumento di sviluppo individuale e collettivo che possa accompagnare i giovani nella scoperta delle proprie capacità. E nella vita in società.

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