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OPINIONI

Gli insegnanti dovrebbero stare al primo posto, essere i più pagati, hanno il futuro nelle loro mani. Ma sono demotivati perché la società non li aiuta

Quello dei docenti è un compito difficile e andrebbe tutelato, invece la società non aiuta e loro sono sempre più demotivati”. In queste poche parole dell’attrice Anna Ferzetti è racchiuso un paradosso tutto italiano: affidiamo il futuro dei nostri figli a veri e propri professionisti che, però, trattiamo come nemici.

Nel corso di un’intervista al Messaggero link esterno per la presentazione del film in cui interpreta una docente, Anna Ferzetti porta in scena anche il malessere di una categoria che si sente abbandonata. In un’epoca in cui la scuola sembra soffrire sempre di più, schiacciata fra carichi burocratici e ingerenze genitoriali, è naturale chiedersi quale sia il suo valore per le nuove generazioni. E quale sia, di conseguenza, la funzione degli insegnanti oggi.

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Nel film che la vede protagonista sembra di rivedere tante delle classi “difficili” di una scuola italiana ormai in crisi. Studenti con lo smartphone sempre in mano, pregiudizi e atti di bullismo, un muro di indifferenza sempre più difficile da abbattere. Si tratta di un ruolo che, in un modo o nell’altro, riporta al proprio passato, come conferma la stessa Ferzetti:

Ho rivissuto alcuni momenti della mia infanzia e di un’adolescenza turbolenta. Non ero una studentessa modello, non avevo voglia di studiare. A scuola ho faticato perché mi sentivo inadatta. Ho avuto la fortuna di incontrare una professoressa che mi ha preso per mano, mi ha accompagnato e mi ha fatto capire tante cose.

Nelle parole di Anna Ferzetti sembra di rileggere l’esortazione di Vincenzo Schettini, secondo cui la scuola ha bisogno di insegnanti che siano anche maestri di vita. “Non vedere l’ora di entrare in classe è fondamentale per un docente”, sostiene il divulgatore: è una condizione essenziale per costruire quel rapporto profondo che può instaurarsi con gli studenti. E che può anche cambiare in meglio il loro percorso.

“I docenti dovrebbero essere più pagati”

Purtroppo però, riconosce la protagonista di “Domani interrogo”, è in atto un cambiamento inquietante nel modo in cui la società percepisce gli insegnanti. Il paradosso sta nel rapporto fra il ruolo che la società attribuisce al corpo docente e il modo in cui esso viene costantemente delegittimato. Continua Ferzetti:

I nostri professori sono sempre meno tutelati. Dovrebbero stare al primo posto, essere i più pagati. Hanno il futuro nelle loro mani: ai bambini insegnano tutto, da che cosa è successo nella storia a come vivere. I nostri figli passano metà della loro giornata a scuola. Quello dei docenti è un compito difficile e andrebbe tutelato. Invece la società non aiuta e loro sono sempre più demotivati.

Questo “disinvestimento” della società negli insegnanti è economico, visti gli stipendi fra i più bassi in Europa, ma non solo: è soprattutto culturale. Un docente demotivato è un docente che ha smesso di credere di poter fare la differenza, e non per mancanza di passione ma per sfinimento.

Sembra quasi che la società attuale, suggerisce Anna Ferzetti, abbia dimenticato quanto gli insegnanti siano centrali per la costruzione del futuro. E se manca il rispetto, se manca la fiducia, la scuola smette di essere un luogo di crescita e rischia di trasformarsi in un parcheggio burocratico. O poco più.

La società e i docenti

Raccontare la scuola oggi significa riconoscere che qualcosa si è incrinato nei rapporti fra i soggetti che la vivono ogni giorno, e che spesso a farne le spese sono i docenti. Da un lato serve un cambiamento sociale e culturale per ricostruire quanto è andato perso, ma dall’altro sono le stesse istituzioni a dover difendere e valorizzare gli insegnanti.

Perché questi ultimi possano tornare a essere figure centrali e rispettate, serve ristabilire un’alleanza educativa fra Stato, famiglie e scuola. D’altronde, stiamo parlando del futuro dei nostri figli e, allo stesso tempo, del futuro della società: una questione molto più importante di quanto non appaia. E in cui i docenti rivestono un ruolo fondamentale, persino oggi.

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