Il rapporto fra genitori e insegnanti è sempre stato molto delicato, soprattutto oggi. Da un lato c’è il ruolo dell’istituzione scolastica, che deve educare e istruire i giovani; dall’altro c’è la necessità di costruire fiducia reciproca con le famiglie. E quando il patto si incrina, sono sempre gli studenti a pagarne le conseguenze.
A riportare la questione al centro del dibattito è Vincenzo Schettini, docente e fondatore del progetto La fisica che ci piace. Secondo il divulgatore, molti genitori sembrano aver dimenticato che un insegnante è un professionista e merita rispetto. Al contrario, spesso assistiamo a offese, delegittimazioni e persino il ricorso agli avvocati per una bocciatura, segno che la crisi educativa in atto è ancora lungi dall’essere risolta.
Genitori e problemi
Vincenzo Schettini non è nuovo ad analisi profonde dell’attualità scolastica italiana, dall’uso eccessivo dell’IA ai consigli per gli studenti. Ospite di Gianluca Gazzoli al podcast Passa dal BSMT
, il docente e divulgatore ha parlato di una tendenza sempre più diffusa, che vede i genitori diventare amici dei propri figli.
Un’idea nata con buone intenzioni, senza dubbio, ma che nel tempo ha prodotto effetti distorti: indebolimento dell’autorevolezza degli adulti, difficoltà a introdurre regole di comportamento, impossibilità di gestire nel modo corretto frustrazioni, limiti e responsabilità. Continua Schettini:
Quando hai 14 anni è importante avere delle regole. Se non ci fossero stati dei no dalla mia famiglia, probabilmente non sarei quello che sono, anche con tutti i miei lati negativi. Questo consiglio a chi inizia un percorso: siate capaci di mettere delle regole, che poi saranno le vostre.
A complicare ulteriormente il quadro c’è poi l’abuso dei gruppi WhatsApp, in cui basta una critica perché fra i genitori si inneschino diffidenza e sospetto nei confronti di un singolo insegnante. Da qui a comportamenti ben più scorretti il passo è, purtroppo, molto breve.
professionisti da rispettare
Come dicevamo nell’introduzione, il rapporto fra genitori e insegnanti è molto delicato, soprattutto negli ultimi anni. Ecco alcune delle possibili cause di questo peggioramento:
- la tecnologia, che permette di entrare in modo invasivo nel percorso scolastico dei figli;
- il controllo, che aumenta la pressione a discapito del benessere degli studenti;
- l’insicurezza, che porta a vedere nella scuola un nemico da combattere e abbattere.
Della cura per la crescita dei propri figli rimane poco, come esperti del calibro di Umberto Galimberti hanno avuto modo di sottolineare. Ed è qui che si inserisce la denuncia di Vincenzo Schettini:
I mezzi tecnologici hanno permesso ad alcuni genitori di entrare troppo nel merito di un percorso scolastico. E tuttavia i genitori devono rispettare gli insegnanti, che sono dei professionisti. Devono investire su queste figure, affinché loro brillino come professori e possano far brillare i nostri figli.
Un messaggio tanto semplice quanto potente, che tuttavia incontra molte resistenze, dalle situazioni più banali sul registro elettronico, a quelle più gravi riguardanti la bocciatura di uno studente.
“Oggi si ha più paura a bocciare”
Uno dei bersagli di Schettini, durante la chiacchierata con Gazzoli, è proprio l’atteggiamento secondo cui la bocciatura sarebbe un torto da riparare. Innanzitutto, non si tratta mai di una decisione presa con leggerezza, e in secondo luogo si tratta di una procedura che non è immediata ma al contrario richiede molto tempo: comunicazioni scritte, colloqui, telefonate, e così via.
“Oggi si boccia molto meno” conferma Schettini, e aggiunge: “e si ha anche più paura a bocciare”. Spesso infatti i genitori ricorrono all’avvocato, atteggiamento che danneggia soprattutto i figli e manda un messaggio molto chiaro: “non ci fidiamo degli insegnanti, crediamo solo a te”.
Con buona pace del senso di responsabilità dello studente e del rapporto di fiducia tra scuola e famiglia. Ma, allo stesso modo, di una crescita sana e consapevole a prescindere dai voti. E dalle bocciature.









