Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
SCUOLA DIGITALE

Non usate ChatGPT inutilmente, generare una semplice immagine richiede l’intera ricarica di un telefono cellulare

L’intelligenza artificiale è ormai ovunque, dal lavoro allo svago, dalla creatività all’apprendimento. Se ne parla spesso in termini di funzionamento ed effettiva utilità, di etica e implicazioni sociali, o ancora del suo impatto sulla nostra intelligenza, e così via.

C’è tuttavia un’altra questione che, pur fondamentale, spesso viene ignorata nei discorsi che riguardano l’IA: il suo consumo energetico. Ne parla Vincenzo Schettini, docente noto per il canale La fisica che ci piace, che lancia un allarme accorato: l’intelligenza artificiale consuma troppo, è ora di cambiare il modo in cui viene utilizzata. Ma è davvero possibile?

Quanto consuma l’intelligenza artificiale?

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Nel video pubblicato sul suo canale YouTube link esterno, Vincenzo Schettini parte da un dato che a molti può sembrare sorprendente. Chiedere all’intelligenza artificiale di generare una singola immagine porta ad un consumo di energia che equivale alla ricarica completa di uno smartphone.

La ragione è semplice: ogni nostra richiesta a chatbot come ChatGPT o Gemini attiva un data center che, per rispondere, richiede una determinata quantità di energia. Anche dire semplicemente “grazie” o “per favore”, moltiplicato per milioni di volte, può insomma avere un impatto significativo sui consumi dell’IA.

A segnalare il fenomeno è il rapporto Energy and AI, pubblicato dalla International Energy Agency link esterno. Secondo i dati, l’1,5% dell’intera domanda mondiale di elettricità è dovuto ai modelli di intelligenza artificiale. Un valore destinato a crescere nei prossimi anni, e sul quale non c’è alcuna consapevolezza diffusa.

LEGGI ANCHE
Un insegnante su due dichiara di usare ChatGPT a supporto della didattica

L’IA viene sprecata da richieste inutili

Una parte del problema, continua Schettini, è proprio l’uso superficiale dell’intelligenza artificiale. Meme, immagini casuali, video finti, trend sui social sono gli esempi perfetti: tutti contenuti che generano traffico, engagement sulle piattaforme ma, di conseguenza, consumo energetico e inquinamento.

Un mondo che vuole diventare sostenibile, e che cerca sempre nuovi modi per limitare il consumo di energia da fonti non rinnovabili, si scontra con l’abuso dell’intelligenza artificiale a mezzo social. Si tratta di una situazione che, sostiene Schettini, colpisce tutti:

Centinaia di milioni di persone usano ogni giorno l’intelligenza artificiale inutilmente, per generare contenuti che vogliono pubblicare per avere like. Immaginate quindi tutta l’energia che si sta consumando in più, per poter soddisfare quel bisogno di creazione di inutilità, e pensate a quanto stiamo inquinando.

Da un lato, ci sono strategie a medio e lungo termine che hanno l’obiettivo di abbattere le emissioni di anidride carbonica per contenere l’aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico. Dall’altro lato, c’è un costante uso e abuso dell’intelligenza artificiale che, invece, va nella direzione opposta.

un uso consapevole

Paradossalmente, l’IA può essere parte della soluzione al problema che abbiamo delineato fin qui. Se ben impiegata nei processi produttivi e nei sistemi energetici, sostiene il rapporto IEA, può infatti ottimizzare la produzione e migliorare l’efficienza, riducendo così le emissioni di anidride carbonica.

Ma il discorso di Vincenzo Schettini riguarda l’impatto che questo strumento ha sulla società, oltre che sul consumo di energia. Impiegata in contesti come la medicina, l’insegnamento o l’ingegneria, l’intelligenza artificiale può essere estremamente utile: diverso è il caso in cui viene banalizzata per divertimento.

L’IA va trattata come una grande opportunità, certo, ma soprattutto come una nostra responsabilità. Come ogni tecnologia, non è buona o cattiva, ma il suo fine dipende dal modo in cui la utilizziamo. E oggi, più che mai, è importante scegliere usi più consapevoli e sostenibili: chiedere qualcosa a ChatGPT non è mai soltanto “chiedere”. E ha anche un costo.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Pellai: “Abbiamo cresciuto bambini incapaci di guardare l’orizzonte. L’abuso degli schermi ha generato una miopia che colpisce il 35% di loro”

L’abuso dei dispositivi elettronici e l’esposizione eccessiva agli schermi stanno cambiando le nuove generazioni in modo profondo. Non si tratta soltanto di problemi sociali e relazionali, ma anche di conseguenze neurologiche e fisiche che riguardano i circuiti della ricompensa dopaminergica e la salute visiva. A parlarne è Alberto Pellai durante un convegno organizzato da Assopto Milano Acofis . Nel suo intervento, lo psicoterapeuta traccia un quadro lucido e per certi…

7 docenti su 10 sono stati aggrediti, almeno una volta, da un genitore o da un alunno

aggrediti almeno una volta

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento delle aggressioni fisiche e verbali dei genitori ai danni degli insegnanti. Che si tratti di un voto ritenuto troppo basso, di un semplice rimprovero o di una nota disciplinare sul registro elettronico, la risposta di alcuni adulti non è il dialogo ma un atteggiamento aggressivo e conflittuale. Gli episodi più recenti sono due, avvenuti in Sicilia e in Campania: in entrambi i…

Le tre strade che l’Europa ha scelto contro le distrazioni da smartphone

distrazioni da smartphone

In Italia, ormai da diverso tempo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha vietato l’uso dello smartphone a scuola, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. Questa decisione si inserisce all’interno di una tendenza globale che vede numerosi Paesi limitare in modo sempre più deciso l’utilizzo degli smartphone nei contesti scolastici, nel tentativo di ridurre le distrazioni e favorire condizioni più favorevoli all’apprendimento. Detto ciò, sebbene l’obiettivo comune…

Nessun laureato amante della cultura sognerebbe mai di insegnare in cambio di insulti e minacce da parte di genitori convinti di saperne più dei docenti

amante della cultura

Il caso di Trescore Balneario, in cui uno studente tredicenne ha accoltellato la sua insegnante di francese, ha comprensibilmente scosso la comunità scolastica. Oltre all’atto in sé, colpiscono i contorni lucidi della vicenda: la pianificazione, la diretta e la diffusione in tempo reale, la lettera scritta prima di agire. Appare normale, soprattutto dopo episodi del genere, che i docenti si sentano in pericolo: non si tratta più soltanto di insegnare…

Violenza a scuola, uno studente su due non si sente al sicuro tra le mura scolastiche

violenza a scuola

La maggioranza degli studenti non si sente sicura a scuola e si dichiara favorevole alle misure restrittive introdotte dal ministro Giuseppe Valditara. Questi, in sintesi, i risultati di un instant poll condotto dal portale Skuola.net in seguito all’accoltellamento di una docente di francese da parte di uno studente tredicenne. In effetti, questa ennesima aggressione ha riacceso il dibattito su alcune questioni fondamentali: la violenza a scuola, il rapporto fra docenti…

D’Avenia: “Vent’anni di smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti”

smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti

Il legame fra la violenza giovanile e l’abuso dei social media non è certo una novità, ma negli ultimi tempi ha assunto una rilevanza crescente. E non si tratta soltanto del caso di Trescore Balneario, in cui uno studente ha accoltellato la sua docente, ma di un problema sistemico del quale la violenza rappresenta soltanto una delle manifestazioni più evidenti. Ne parla Alessandro D’Avenia nella sua rubrica Ultimo Banco del…

Troppi giovani non capiscono un testo, la Norvegia fa marcia indietro sulla tecnologia a scuola

Norvegia da marcia indietro

Per anni la scuola ha perseguito un modello educativo orientato all’integrazione della tecnologia nella didattica, spesso considerata un obiettivo prioritario. Un traguardo ambizioso da raggiungere nel minor tempo possibile, per non rimanere indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa, e che in molti contesti è ancora in fase di realizzazione. Tuttavia, negli ultimi tempi stiamo assistendo a una sorta di movimento inverso che, pur riconoscendo l’importanza della tecnologia, spinge verso…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X