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ARTE

Storia dell’arte dalla prima primaria, l’ultima decisione di Valditara

Insegnare arte già dalla scuola primaria permette di educare gli alunni alla bellezza e allo stupore, ma non solo. Si tratta infatti di un modo per abituare i bambini ad osservare, a comprendere il valore del nostro patrimonio culturale e persino a rispettare l’ambiente.

A ricordarlo è Giuseppe Valditara in occasione della presentazione del programma nazionale FAI per la scuola. Durante l’evento link esterno, il ministro dell’istruzione e del merito ha ribadito che l’introduzione della storia dell’arte già in prima primaria non è un semplice aggiornamento dei programmi ma una scelta precisa.

Storia dell’arte in prima

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Secondo Valditara, portare la storia dell’arte sin dalla classe prima della scuola primaria è una decisione che contribuisce, sul lungo periodo, a formare cittadini consapevoli attraverso la cultura del bello.

Non si tratta soltanto di insegnare a disegnare, insomma, ma di abituare gli occhi dei bambini a guardare la bellezza di monumenti, luoghi, opere: tutto ciò che racconta chi siamo. Queste le parole del ministro:

Ecco perché ho voluto fortemente inserire la storia dell’arte, oltre alla storia della musica, sin dalle scuole elementari. Serve a ridare importanza e centralità a queste discipline sin da quando un bambino è ancora alle prime armi con carta e penna, tramite istruzione ed educazione.

L’idea di partenza è quella per cui conoscere il bello significa anche insegnare a rispettarlo. E d’altronde, in una società in cui si dice spesso che bisogna puntare sull’educazione, la decisione del ministero permette di agire su questo punto, almeno per ciò che riguarda il patrimonio artistico e culturale italiano.

una nuova educazione civica e ambientale

La presentazione del programma nazionale ha permesso a Valditara di riconoscere l’importanza dei Ciceroni del FAI, ossia i giovani che scelgono di guidare i cittadini alla scoperta del patrimonio culturale e artistico. Allo stesso tempo, il ministro ha annunciato anche un nuovo programma che partirà a breve e avrà come focus anche il patrimonio ambientale:

Faremo partire a breve un’iniziativa molto bella per educare gli studenti delle scuole italiane al rispetto dell’ambiente, al rispetto della natura, soprattutto nelle loro città. Anche in questo, e nei finanziamenti da parte del ministero, si misura una cultura del rispetto che in fondo è la grande sfida della nostra civiltà.

A ciò si aggiunge anche l’importanza data all’educazione civica, con le nuove linee guida introdotte dal ministero e al netto delle polemiche. L’attenzione a questi temi fa parte di un modo contemporaneo di concepire il rapporto fra l’uomo e ciò che lo circonda, che sia società o ambiente. E pertanto, iniziative del genere avranno sempre una grande utilità, finanziamenti permettendo.

La bellezza nelle scuole, dentro e fuori

Va in questa direzione l’intervento del ministro, così come anche la collaborazione con il FAI, che ha un duplice obiettivo. Da una parte, infatti, queste iniziative cercano di far riscoprire ai giovani la nostra ricchezza culturale; dall’altra parte, invece, è la scuola stessa che deve riscoprire il proprio ruolo come luogo di crescita individuale e collettiva. In entrambi i casi, come dicevamo all’inizio, il concetto chiave è quello di “bellezza”:

Educare l’anima alla bellezza è particolarmente importante, soprattutto per i giovani. La bellezza può arricchire l’anima di ciascuno di noi, e il contatto con il bello ci permette di maturare, ci arricchisce.

Se l’Italia è la terra della bellezza, insomma, allora è del tutto naturale educare alla scoperta di questo valore, e insieme ad esso alla riscoperta di un patrimonio artistico e culturale unico al mondo.

Tuttavia, ogni buona intenzione deve trasformarsi in azione concreta al di là dei facili annunci. Perché davvero il rapporto fra cittadino e ambiente cambi in meglio, e diventi più consapevole, sono necessarie politiche durature e investimenti stabili.

In altre parole: serve una visione a lungo termine, non soltanto delle belle parole.

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