Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
GESTIONE DELLA CLASSE

Un prof precario ha scritto a mano 204 bigliettini di addio per tutti i suoi alunni, alcuni sono scoppiati in lacrime

Il rapporto fra insegnante e alunni è uno dei più importanti nella vita di un adolescente e nel suo percorso di crescita a scuola. Spesso tuttavia sono i momenti fuori dall’ordinario a lasciare un segno profondo, come avvenuto a Palermo durante gli ultimi giorni di scuola.

In una scuola secondaria di primo grado del capoluogo siciliano, infatti, un giovane insegnante ha voluto rendere indimenticabile la fine dell’anno scolastico. Il docente ha scritto 204 bigliettini personalizzati, uno per ciascuno dei suoi alunni, con parole di incoraggiamento e affetto. Un gesto che ha commosso tutti.

Un gesto che ha commosso tutti

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

I bigliettini non sono una novità all’interno del contesto scolastico, ma di solito a scriverli sono gli alunni, e non certo per mandare messaggi ai docenti. Questa volta però è andata diversamente: a scrivere oltre 200 bigliettini, uno per ogni suo studente, è stato il giovane docente di una scuola secondaria di Palermo. A raccontarlo è il giornale online PalermoToday link esterno, nelle parole della madre dell’insegnante:

Ha scritto a mano un bigliettino personalizzato per ciascuno dei suoi 204 alunni. In ogni biglietto ha lasciato un pensiero di incoraggiamento, motivazione e affetto. Parole sincere, dedicate a ciascun ragazzo e ragazza, con l’obiettivo di farli sentire importanti, ascoltati, riconosciuti.

Scrivere bigliettini non è un compito previsto dai programmi ministeriali, soprattutto quando a farlo è un supplente che non sa se verrà confermato l’anno successivo, né in quale scuola. E forse proprio per questo Salvatore Sala, insegnante di 27 anni, ha voluto lasciare un ricordo di sé agli alunni. Ma non solo.

Insegnare, oltre la professione

In un’epoca in cui il contatto umano è spesso sostituito da schermi e notifiche, iniziative come questa sono in grado di riportare un grado di autenticità nelle relazioni umane. Soprattutto quando la reazione dimostra l’importanza di un gesto come quello del docente:

La reazione è stata commovente: i ragazzi si sono emozionati, molti hanno pianto, e anche noi, la sua famiglia, siamo rimasti profondamente colpiti. È un gesto che va al di là del semplice dovere professionale: è un atto di amore verso i giovani e verso il mestiere dell’insegnante.

Inoltre, rappresenta un modo per far sentire ogni studente accolto, compreso, apprezzato. Non un numero, come spesso lascia intendere il voto dato alla verifica o all’interrogazione, ma una persona da motivare con empatia, educazione e rispetto.

Un modo per ripensare la scuola

Come dicevamo, il gesto di Salvatore Sala non è certo l’unico del suo genere: tempo fa si è parlato del maestro che usa messaggi motivazionali al posto dei voti. Più che di iniziative estemporanee, si tratta di approcci diversi da quello classico della didattica frontale e formale.

Nonostante sia ancora molto utilizzata, infatti, la classica lezione sta lasciando il posto a nuove metodologie che puntano anche sul benessere emotivo degli studenti. A seconda del grado di istruzione, allora, già si parla di mindfulness e delle competenze non cognitive, delle 6C dell’apprendimento e della narrazione come metodo didattico.

Insomma, il gesto di Salvatore Sala non è certo isolato e rappresenta una scuola che non ha paura di cambiare per diventare migliore. D’altronde, in un periodo storico in cui tanti giovani faticano a trovare riferimenti autentici, un insegnante che sceglie di investire il proprio tempo per valorizzare ogni singolo alunno lancia un messaggio importante: ogni persona conta.

Un punto di arrivo, certo, che sembra anche un punto di partenza.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Anche la Francia vieta i social ai minori di 15 anni, Macron esulta: “Finalmente protetti i nostri bambini”

Francia vieta i social

La Francia ha deciso di intervenire con forza sul rapporto fra minori e social media. L’Assemblea Nazionale ha infatti approvato un disegno di legge che introduce il divieto di accesso ai social per i minori di 15 anni. Si tratta di una misura che, pur dividendo l’opinione pubblica, non può essere certo definita una “sorpresa”. Con 130 voti a favore e soltanto 21 contrari, la proposta approvata ha reso la…

Schettini: “Gli insegnanti sono professionisti da rispettare, non avversari da denunciare se bocciano i propri figli”

professionisti da rispettare

Il rapporto fra genitori e insegnanti è sempre stato molto delicato, soprattutto oggi. Da un lato c’è il ruolo dell’istituzione scolastica, che deve educare e istruire i giovani; dall’altro c’è la necessità di costruire fiducia reciproca con le famiglie. E quando il patto si incrina, sono sempre gli studenti a pagarne le conseguenze. A riportare la questione al centro del dibattito è Vincenzo Schettini, docente e fondatore del progetto La…

La lingua italiana si sta impoverendo, troppo inglese e troppe parole orribili. È tutto in mano ai prof, ma hanno troppa burocrazia e poco tempo per la didattica

lingua italiana si sta impoverendo

La lingua italiana di oggi è molto diversa da com’era anche soltanto qualche decennio fa. È normale che un linguaggio naturale si trasformi, adattandosi ai cambiamenti sociali e culturali, ma non tutte le trasformazioni sono necessariamente positive. In un mondo sempre più globalizzato, il rischio è che l’evoluzione porti a impoverimento, perdita di precisione, rinuncia alla complessità. A sostenere questa posizione è Gian Luigi Beccaria, uno dei più autorevoli linguisti…

Un insegnante che conosce solo la propria materia non è un insegnante

propria materia

La scuola non è soltanto un luogo deputato all’apprendimento formale, ma spesso rappresenta uno dei pochi spazi in cui gli studenti possano vivere esperienze positive di socialità. Forse addirittura l’unico, se si considera l’impatto dei social media sulle nuove generazioni e sulle nuove forme di interazione mediata. A ricordare il ruolo della scuola è Daniele Novara che, in relazione alla crescente violenza giovanile, in un’intervista al Corriere della Sera critica…

Il registro elettronico è il male assoluto, ha reso i genitori ossessionati dal controllo

male assoluto

Filippo Caccamo non è nuovo a riflessioni sulla scuola contemporanea. Docente e comico, da anni racconta il mondo dell’istruzione alternando ironia a critica sociale, con l’obiettivo di mettere a fuoco questioni vissute ogni giorno da insegnanti, studenti e famiglie. Proprio di recente, ospite al PoretCast di Giacomo Poretti , Caccamo ha parlato di uno degli strumenti più discussi degli ultimi anni in ambito scolastico. Definito senza mezzi termini come il…

La Danimarca cambia idea sul digitale a scuola, tornano libri, quaderni e appunti scritti a mano

danimarca cambia idea sul digitale

Da anni i Paesi del Nord Europa sono considerati modelli di innovazione, soprattutto per quanto riguarda la didattica digitale. Alfabetizzazione tecnologica, uso di smartphone e tablet in classe, proiezione verso il futuro sono diventati nel tempo capisaldi di un certo modo di intendere la scuola. Eppure, qualcosa è cambiato. Di recente, la Danimarca ha deciso di ripensare la digitalizzazione dell’istruzione, promuovendo allo stesso tempo una riduzione strutturale dell’uso dei dispositivi…

Per Roberto Vecchioni l’Italia non è un paese per giovani perché non permettiamo loro di sbagliare e non li ascoltiamo nemmeno

Italia non è un paese per giovani

Roberto Vecchioni si è trovato spesso a parlare del ruolo delle nuove generazioni in un mondo sempre più complesso, del valore di una buona istruzione e del ruolo dei genitori. Di recente, lo ha fatto anche nel corso di una conversazione con Radio 105 e di un’intervista al quotidiano Il Mattino. Secondo il cantautore ed ex insegnante, è difficile considerare l’Italia un Paese per giovani: questi ultimi non solo non…

Parliamo tanto dei social vietati agli alunni, ma io li toglierei agli adulti, viste le cose che leggo

social vietati agli alunni

Nel corso di una recente intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero , Emanuela Fanelli ha condiviso con i lettori ricordi personali e riflessioni sul presente che stiamo vivendo. Si tratta di parole che colpiscono perché arrivano da un’attrice e comica amatissima dal pubblico, ma che affondano le radici in un’esperienza concreta, spesso poco conosciuta: quella da insegnante nella scuola dell’infanzia. Fanelli ha infatti raccontato il periodo in cui lavorava come…

“Mi fanno fare di tutto tranne che insegnare”: lo sfogo di un docente che vuole lasciare la scuola italiana

sfogo di un docente

“Sono un docente, e dopo vent’anni di carriera spesi a dare (e a sopportare) tutto per amore di ciò che amo, ho capito che vorrei cambiare lavoro”. Inizia così la lettera aperta che Marco Redaelli, insegnante di 45 anni, ha inviato al Corriere della Sera , in cui emerge con forza un malessere diffuso nella scuola italiana. Le parole di Redaelli non rappresentano infatti lo sfogo isolato di un singolo,…

Il latino era una lingua universale, forse anche meglio dell’inglese di oggi

lingua universale

Negli ultimi tempi si è tornati a parlare del latino a scuola, non soltanto al liceo classico e al liceo scientifico ma anche alle scuole secondarie di primo grado. In più occasioni, il ministro Valditara ha definito positivamente questo ritorno e dei vantaggi del suo insegnamento, ma in generale il dibattito appare ancora troppo legato all’idea di “utilità”. A offrire uno sguardo più profondo su quanto il latino sia importante…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X