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Una scuola ha oscurato il registro elettronico, voti scolastici coperti per evitare lo stress negli studenti

Il registro elettronico accompagna la vita quotidiana di studenti, insegnanti e famiglie ormai da diversi anni. Magari per alcuni rappresenta uno strumento utile e moderno, eppure per molti è ormai il simbolo di un’ossessione da controllo che finisce per aumentare ansia e stress, dentro e fuori le aule.

Proprio per trovare una soluzione, un liceo in provincia di Agrigento ha scelto di “oscurare” i voti del registro elettronico, rendendoli visibili soltanto pochi giorni prima dei colloqui con i genitori. L’obiettivo è chiaro: ridurre la pressione sugli studenti e quindi contribuire ad un ambiente scolastico più sereno.

Registro elettronico “oscurato”

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A riportare la notizia è l’edizione palermitana link esterno del quotidiano La Repubblica: a Canicattì, in provincia di Agrigento, il liceo classico e scientifico Ugo Foscolo ha deciso di oscurare il registro elettronico per qualche settimana. Spiegano la decisione le ricadute sul clima scolastico e sul rendimento delle troppe ingerenze esterne e dello stress dovuto ai voti.

La scelta del collegio docenti non vuole infatti negare agli studenti i risultati delle verifiche né rappresentare il tentativo di una scuola senza voti, come se ne vedono diversi in Italia. I voti verranno comunicati in classe ai ragazzi e, poco prima dei colloqui con i genitori, saranno resi visibili sul registro elettronico.

Insomma, questa scelta ha l’obiettivo dichiarato di riportare entro un certo equilibrio il rapporto con il registro elettronico, strumento del quale troppo spesso si finisce per abusare. Si tratta di una piccola rivoluzione culturale che vuole ristabilire le giuste distanze fra apprendimento e valutazione, senza delegittimare il ruolo delle famiglie nell’ecosistema scolastico.

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Una soluzione efficace

Il registro elettronico è uno strumento estremamente utile grazie al quale è possibile visualizzare voti e assenze, giustificazioni e comunicazioni, tutto in tempo reale. L’abuso di un utile strumento ha tuttavia portato a nuove tensioni e pressioni di cui fanno le spese gli studenti, e spesso anche gli insegnanti.

Per questa ragione, non stupisce che sempre più istituti stiano cercando soluzioni alternative ed efficaci, che spesso risultano in uno stop al registro elettronico o nell’uso più ragionato. A commento della notizia che arriva da Canicattì si è espressa Stefania Auci, insegnante e autrice della saga “I leoni di Sicilia”:

Il registro elettronico, continuamente consultato dalle famiglie, finisce per deresponsabilizzare gli studenti. Se i genitori non vengono aggiornati continuamente, i ragazzi hanno il loro tempo per riflettere sui voti e per correggere il tiro. Le famiglie sono più incoraggiate a partecipare ai ricevimenti perché in quel momento gli insegnanti offrono il quadro completo del rendimento degli studenti e consigliano i metodi per migliorarlo.

Insomma, per Auci l’idea del Foscolo è una “trovata geniale” che “andrebbe estesa in tutta Italia”. Che sia questo allora il futuro del registro elettronico?

Il futuro del registro elettronico

Non possiamo dirlo con certezza. È tuttavia certo che, piuttosto che estendere la portata della scuola, l’abuso del registro elettronico ha rimosso molti degli spazi di interazione fra docenti, studenti e famiglie. Con tutte le conseguenze del caso e le diverse soluzioni tentate, prima fra tutti quella del Foscolo di Canicattì.

La scelta del liceo vuole infatti promuovere un modello che renda la scuola un nuovo spazio di crescita, non un palcoscenico da monitorare giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto. Resta da capire se tutti gli attori in gioco riusciranno a tornare ad un rapporto più “lento” con il panorama scolastico. Si tratta in fondo di un vero e proprio detox digitale, che può funzionare soltanto a determinate condizioni.

Forse, nel lungo periodo, potremo guardare a questo esperimento come al primo mattone di una nuova idea di scuola. In cui educare non significa soltanto guardare il voto di una verifica non appena viene dato, ma anche saper aspettare.

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