Da diverso tempo ormai l’intelligenza artificiale ha rivoluzionato la nostra vita quotidiana, dal lavoro allo svago. Secondo Bill Gates l’IA porterà ad una settimana lavorativa di 2-3 giorni nel giro di un decennio, mentre Paesi come la Cina hanno già previsto l’insegnamento a scuola.
Proprio l’ambito della scuola, uno dei più colpiti dall’innovazione, ha visto molte voci critiche nei confronti dell’intelligenza artificiale, fra cui spicca quella di Vincenzo Schettini. Secondo il docente e creatore del progetto La fisica che ci piace, per gli studenti l’IA non è una risorsa ma una scorciatoia.
Un atteggiamento che di fatto compromette il loro apprendimento.
Intelligenza artificiale: scorciatoia o risorsa?
Non è la prima volta che Vincenzo Schettini parla di intelligenza artificiale a scuola, e anche in precedenza i toni non sono stati ottimistici. Secondo il docente, che ha espresso le sue riflessioni in un video su Youtube
, si tratta di uno strumento pericoloso soprattutto nelle mani degli adolescenti. Se medici, professionisti e ingegneri guardano all’IA come ad una risorsa dalle tantissime potenzialità, continua, per gli studenti è diverso:
Molti studenti affidano il loro studio all’intelligenza artificiale, la interpellano, la interrogano per farsi creare riassunti, per farsi spiegare un argomento, per farsi risolvere un problema di matematica o farsi riscrivere un tema di italiano.
Un conto è sfruttare la capacità di analizzare enormi quantità di dati, generare previsioni e proporre soluzioni innovative, un conto è farsi scrivere un compito già fatto e finito. Nel primo caso l’intelligenza artificiale è uno strumento, come tanti altri, che non sostituisce l’intervento umano; nel secondo caso l’intelligenza artificiale è una scorciatoia, che pregiudica l’apprendimento degli studenti.
Un rischio per l’apprendimento
L’apprendimento non è un processo veloce, che può essere derubricato o sostituito dalla ricerca veloce di una risposta pronta. Per apprendere c’è bisogno di tempo ed esercizio, fatica e volontà, tutte qualità che oggi l’intelligenza artificiale rende superflue, inutili. Uno dei casi più emblematici riguarda il riassunto, attività fra le più frequenti per gli studenti e, allo stesso tempo, fra le più delegate all’IA. Continua il docente:
Invece di leggervi tutta la pagina, sottolineare e allenare il vostro cervello (il cervello ha bisogno di allenarsi, proprio come i muscoli, per crescere anche tutte le nostre connessioni hanno bisogno di essere utilizzate e allenate), voi state affidando l’attività di comprensione alla macchina.
Se nel paragrafo precedente abbiamo parlato dell’IA come scorciatoia, qui Schettini fa un ulteriore passo avanti. L’intelligenza artificiale non finisce soltanto per velocizzare i tempi degli esercizi ma, di fatto, porta a una vera e propria pigrizia mentale. Quando usano i chatbot, gli studenti si sentono più furbi senza rendersi conto di aver perso elasticità di pensiero, di aver rinunciato a riflettere con la propria testa.
Studiate con la vostra testa
Nel suo video di denuncia dell’IA, Vincenzo Schettini lancia un appello a tutti gli studenti, perché facciano la scelta giusta prima che sia troppo tardi. Di fronte al rischio che moltissimi giovani si lascino trascinare dall’intelligenza artificiale, bisogna essere vigili e consapevoli:
Occhio, non cadete nella trappola: se siete nell’età dell’apprendimento, se siete alle scuole medie o alle scuole superiori, fatevi prendere dalla gioia di leggere e di capire con il vostro cervello.
Apprendere non è una questione di scorciatoie ma di esercizio e dedizione, passione e forza di volontà. Usando l’intelligenza artificiale in modo superficiale non si perde soltanto la possibilità di imparare qualcosa, ma una dote ben più importante.
La capacità di pensare per se stessi, ed evitare che lo faccia una macchina al posto nostro.










