Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

ChatGPT in mano agli studenti può essere una scorciatoia e non una risorsa, il prof della Fisica che Ci Piace: “Non sono tranquillo, vi spiego i rischi”

Da diverso tempo ormai l’intelligenza artificiale ha rivoluzionato la nostra vita quotidiana, dal lavoro allo svago. Secondo Bill Gates l’IA porterà ad una settimana lavorativa di 2-3 giorni nel giro di un decennio, mentre Paesi come la Cina hanno già previsto l’insegnamento a scuola.

Proprio l’ambito della scuola, uno dei più colpiti dall’innovazione, ha visto molte voci critiche nei confronti dell’intelligenza artificiale, fra cui spicca quella di Vincenzo Schettini. Secondo il docente e creatore del progetto La fisica che ci piace, per gli studenti l’IA non è una risorsa ma una scorciatoia.

Un atteggiamento che di fatto compromette il loro apprendimento.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Intelligenza artificiale: scorciatoia o risorsa?

Non è la prima volta che Vincenzo Schettini parla di intelligenza artificiale a scuola, e anche in precedenza i toni non sono stati ottimistici. Secondo il docente, che ha espresso le sue riflessioni in un video su Youtube link esterno, si tratta di uno strumento pericoloso soprattutto nelle mani degli adolescenti. Se medici, professionisti e ingegneri guardano all’IA come ad una risorsa dalle tantissime potenzialità, continua, per gli studenti è diverso:

Molti studenti affidano il loro studio all’intelligenza artificiale, la interpellano, la interrogano per farsi creare riassunti, per farsi spiegare un argomento, per farsi risolvere un problema di matematica o farsi riscrivere un tema di italiano.

Un conto è sfruttare la capacità di analizzare enormi quantità di dati, generare previsioni e proporre soluzioni innovative, un conto è farsi scrivere un compito già fatto e finito. Nel primo caso l’intelligenza artificiale è uno strumento, come tanti altri, che non sostituisce l’intervento umano; nel secondo caso l’intelligenza artificiale è una scorciatoia, che pregiudica l’apprendimento degli studenti.

Un rischio per l’apprendimento

L’apprendimento non è un processo veloce, che può essere derubricato o sostituito dalla ricerca veloce di una risposta pronta. Per apprendere c’è bisogno di tempo ed esercizio, fatica e volontà, tutte qualità che oggi l’intelligenza artificiale rende superflue, inutili. Uno dei casi più emblematici riguarda il riassunto, attività fra le più frequenti per gli studenti e, allo stesso tempo, fra le più delegate all’IA. Continua il docente:

Invece di leggervi tutta la pagina, sottolineare e allenare il vostro cervello (il cervello ha bisogno di allenarsi, proprio come i muscoli, per crescere anche tutte le nostre connessioni hanno bisogno di essere utilizzate e allenate), voi state affidando l’attività di comprensione alla macchina.

Se nel paragrafo precedente abbiamo parlato dell’IA come scorciatoia, qui Schettini fa un ulteriore passo avanti. L’intelligenza artificiale non finisce soltanto per velocizzare i tempi degli esercizi ma, di fatto, porta a una vera e propria pigrizia mentale. Quando usano i chatbot, gli studenti si sentono più furbi senza rendersi conto di aver perso elasticità di pensiero, di aver rinunciato a riflettere con la propria testa.

Studiate con la vostra testa

Nel suo video di denuncia dell’IA, Vincenzo Schettini lancia un appello a tutti gli studenti, perché facciano la scelta giusta prima che sia troppo tardi. Di fronte al rischio che moltissimi giovani si lascino trascinare dall’intelligenza artificiale, bisogna essere vigili e consapevoli:

Occhio, non cadete nella trappola: se siete nell’età dell’apprendimento, se siete alle scuole medie o alle scuole superiori, fatevi prendere dalla gioia di leggere e di capire con il vostro cervello.

Apprendere non è una questione di scorciatoie ma di esercizio e dedizione, passione e forza di volontà. Usando l’intelligenza artificiale in modo superficiale non si perde soltanto la possibilità di imparare qualcosa, ma una dote ben più importante.

La capacità di pensare per se stessi, ed evitare che lo faccia una macchina al posto nostro.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


L’uomo dietro l’editore scolastico più blasonato del momento

editore scolastico più blasonato

Brillante e determinato, ma al tempo stesso empatico e disponibile. Michele Casali, classe 1978, è nel Gruppo Editoriale ELi dal 2004 e ne rappresenta oggi una delle figure chiave, avendo accompagnato dall’interno la trasformazione dell’azienda fino al posizionamento attuale. Il suo percorso professionale inizia subito dopo gli studi universitari e un master in gestione aziendale. L’ingresso avviene nell’area commerciale, ma nel giro di pochi anni arrivano responsabilità crescenti: nel 2006 diventa…

Non c’è alcun dubbio, la matematica di Saperi per Crescere è la migliore di tutte

matematica di Saperi per Crescere

Colleghi e colleghe! Sono Bruna Ramella Pralungo, ma molti di voi mi conoscono come unamaestrarossa. Vorrei condividere con voi non una semplice recensione, ma il racconto di come potrebbe cambiare il modo di fare scuola nella mia classe quarta grazie a un compagno di viaggio speciale: il sussidiario delle discipline “Saperi per crescere” , edito dal Gruppo Editoriale ELi con il marchio Cetem. Ho scelto questo testo perché sentivo il…

Gratteri se la prende con i genitori: “Aggredite gli insegnanti, siete più scostumati dei vostri figli, è normale che non abbiano valori”

Gratteri se la prende con i genitori

Nicola Gratteri parla di disagio giovanile ormai da anni, con un interesse e una lucidità che vanno ben oltre il suo ruolo istituzionale di procuratore capo di Napoli. Se infatti il nesso tra criminalità e fragilità minorile è evidente sul piano empirico e sociale, ciò che preoccupa è soprattutto il modello di società che i giovani si trovano a vivere, spesso senza strumenti adeguati per interpretarlo e affrontarlo. Ospite a…

Leggere Pavese in classe è una lezione di vita oltre il dolore

cesare pavese

Non è sicuramente uno scrittore facile da amare subito: non è allegro, non è leggero, non consola facilmente; eppure, se gli si dà tempo, riesce a entrare nell’anima e a lasciare un segno duraturo nel lettore. In altre parole, riconoscerne la grandezza è, in fondo, una scelta poco rassicurante: significa cercare ogni volta bellezza dove altri vedono solo inquietudine. Eppure è proprio dal suo stile essenziale, lucidamente realistico e talvolta…

Quando l’alunno si sente libero di leggere in classe, è lì che inizia a scoprire la bellezza della lettura

libero di leggere in classe

“Quando ero ragazzina detestavo le gite scolastiche”. Inizia così l’aneddoto che Bruna Bianco, coautrice insieme a Rosaria Polita del nuovo sussidiario “Direzione Letture Plus” edito La Spiga del Gruppo Editoriale ELi, racconta nei loro corsi di formazione. “A queste parole i docenti di solito svengono sulla sedia” dice Bruna divertita, quindi svela loro il motivo, “perché sapevo che, il giorno dopo, ci sarebbe stato il tema e quel pensiero mi…

Leggere a voce alta, per gli alunni è come una palestra per il cervello

leggere a voce alta

Quando si trattava di alzarsi e leggere in classe, all’improvviso, diventavamo tutti timidi. Tuttavia, la lettura a voce alta ha diversi benefici: aumenta la sicurezza in sé stessi, connette il lettore al suo pubblico, in particolare migliora il rapporto tra studente e insegnante, e aiuta a ricordare meglio i concetti appresi, favorendo un’elaborazione più attiva delle informazioni. Lo studente, leggendo ad alta voce, prende confidenza con il proprio timbro, la…

La maggior parte dei genitori richiede limiti rigorosi per i compiti svolti con chatgpt e uso dei social: lo rivela un sondaggio

compiti svolti con chatgpt

Il rapporto tra le famiglie italiane e la tecnologia a scuola sta vivendo una fase di profondo cambiamento che, per certi versi, segue una tendenza globale e riguarda direttamente il modo in cui viene percepito l’uso degli strumenti digitali nei contesti educativi. Se infatti oggi è naturale pensare al divieto di usare il telefono in classe o allo stop ai social media per i minori di 15 o 16 anni,…

Come ricostruire l’autorevolezza dei docenti nella scuola che li delegittima

autorevolezza dei docenti

Il ruolo formale del docente è intatto, ma il riconoscimento sostanziale è sbriciolato, esposto a una pressione continua che proviene da più direzioni e che contribuisce a ridefinire i confini della sua azione. La crisi è ormai ventennale, a star stretti, e oggi nasce dal modo in cui la società percepisce la scuola, dal valore che attribuisce all’insegnamento e dalla fiducia che ripone in chi lo esercita. La funzione del…

Per Giuseppe Valditara nella scuola di oggi “non ha più senso distinguere i licei dagli istituti tecnici e professionali”

distinguere i licei

Della distinzione fra licei e istituti tecnici e professionali si parla da tanto tempo, sia nel dibattito pubblico sia nelle riflessioni sul sistema educativo. Da un lato ci sono la tradizione umanistica e il prestigio sociale storicamente associato ai licei, dall’altro la formazione tecnico-pratica e il rapporto più diretto con il mercato del lavoro che caratterizza gli altri percorsi. Una differenza che, nella percezione comune, tende a vedere il liceo…

C’è chi non crede nel valore della geografia? Noi insegnanti sicuramente ci crediamo

valore della geografia saperi per crescere

Sapere dove si trova il Vesuvio, la Mole Antonelliana o la capitale del Giappone, oggi può sembrare molto semplice. Grazie all’uso delle tecnologie queste informazioni sono facilmente reperibili. Ma è corretto percepire la geografia come una semplice disciplina descrittiva, dedicata all’elenco di fiumi, monti e capitali? È corretto pensare che gli strumenti digitali possano esimerci dalla conoscenza geografica? In realtà, da sempre, essa rappresenta una chiave fondamentale per comprendere il…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X