Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Galimberti chiede di espellere i genitori dalle scuole perché sono troppo opprimenti nelle questioni didattiche dei figli

Secondo il filosofo Umberto Galimberti i genitori sarebbero eccessivamente presenti all’interno della vita scolastica dei propri figli. Creerebbero un sistema in cui essi fungono da mediatori tra studenti e insegnanti, privando i ragazzi dell’autonomia e i docenti del rispetto. Ed è per questo che vorrebbe espellere i genitori dalle scuole.

UN GRANDE OSTACOLO

Galimberti sostiene che questa invadenza da parte dei genitori rappresenti un grande ostacolo nella vita scolastica quotidiana esprimendosi in questo modo: “espellerei i genitori dalle scuole, a loro non interessa quasi mai della formazione dei loro figli, il loro scopo è la promozione del ragazzo a costo di fare un ricorso al Tar”.

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Il filosofo quando parla di invadenza si riferisce soprattutto a quella dei genitori degli studenti delle scuole secondarie. Non è sbagliato, infatti, partecipare alla vita scolastica dei propri figli quando sono ancora piccoli e hanno bisogno anche del supporto genitoriale. Tuttavia una volta raggiunto un livello maggiore di indipendenza, questo dovrebbe verificarsi anche nell’ambiente scolastico.

Alle superiori i ragazzi vanno lasciati andare a scuola senza protezioni, lo scenario è diverso, devono imparare a vedere che cosa sanno fare senza protezione.” Una protezione eccessiva non rappresenterebbe alcun vantaggio nello studente, bensì un ostacolo nella sua maturazione. Afferma: “se la protezione è prolungata negli anni, come vedo, essa porta a quell’indolenza che vediamo in età adulta”.

LA LETTERATURA AIUTA A CRESCERE

Il filosofo vede con occhio critico anche l’alternanza scuola-lavoro. Secondo lui la scuola non dovrebbe essere un luogo in cui inserire il lavoro, bensì più ore di letteratura. Egli sostiene: “La letteratura è il luogo in cui impari cose come l’amore, la disperazione, la tragedia, l’ironia, il suicidio. E noi riempiamo le scuole di tecnologia digitale invece che di letteratura?”.

A detta di Galimberti la tecnologia rappresenterebbe un fattore negativo nell’apprendimento degli studenti e non permetterebbe loro di creare un vocabolario voluminoso. Ecco le sue parole a riguardo: “Oggi i ragazzi conoscono duecento parole, ma come si può formulare un pensiero se ti mancano le parole? Non si pensa o si pensa poco se non si hanno le parole.

UN’OCCASIONE SPRECATA

L’emergenza Covid-19 sarebbe stata l’occasione perfetta per abituare i ragazzi a quell’indipendenza e a quell’autonomia di cui necessitano per proseguire il proprio percorso di studi nel modo più corretto. Tuttavia i genitori hanno continuato a mantenere quella posizione di controllo e di sorveglianza eccessiva.

Lo scopo della scuola, secondo Galimberti, non sarebbe solo quello di istruire gli studenti, ma di insegnare loro l’educazione. Anche dal punto di vista emotivo e sentimentale. La scuola italiana, in questo, è molto indietro rispetto ad altre realtà e questo si ripercuote sull’intera cultura del paese. Basti pensare al fatto che sui treni i giovani degli altri paesi leggono i libri, mentre gli italiani giocano con lo smartphone.

E tu cosa ne pensi nell’affermazione di Galimberti di espellere i genitori dalle scuole? Condividi il contenuto e scorri verso il basso per scoprire altre interessanti notizie 

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Un conto è vietare i social a scuola, un conto è vietarli a casa, gli adulti dovrebbero tornare a fare di nuovo i genitori

vietare i social a scuola

Sempre più spesso si discute di vietare i social ai bambini e agli adolescenti, per mitigare o evitare del tutto gli effetti negativi che l’abuso delle nuove tecnologie ha sulla crescita. Se in Australia il divieto riguarda i minori di 16 anni e in Francia quelli di 15, l’Italia sembra muoversi in ordine sparso, fra disegni di legge bloccati in Parlamento e iniziative locali destinate a far discutere. Il riferimento…

La Storia di Elsa Morante è un libro che, quando entra in classe, cambia l’aria perché non si limita a essere letto, ma chiama in causa chi legge

elsa morante

«Por el analfabeto a quien escribo», ovvero “per l’analfabeta a cui scrivo”. Riprendendo un verso del poeta peruviano César Vallejo, Elsa Morante non dedica soltanto un romanzo: dichiara un destinatario. E forse una sfida. A chi scrive davvero La Storia? E chi è, oggi, “l’analfabeta” a cui quel libro continua a parlare? Non a caso, nell’edizione originale l’autrice volle che già in copertina, sotto una fotografia scattata da Robert Capa…

Ogni aggressione a scuola inizia molto prima dell’aggressione

aggressione a scuola

Negli ultimi anni sono diventate sempre più frequenti le aggressioni degli studenti ai danni degli insegnanti. Lungi dal trattarsi di semplici intemperanze giovanili o di episodi riconducibili esclusivamente a problemi disciplinari, parliamo di veri e propri atti di violenza che vedono protagonisti minorenni e che, in alcuni casi, producono conseguenze gravissime. L’ultimo episodio è avvenuto a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo: uno studente ha ferito la sua insegnante di…

Pellai: “Abbiamo cresciuto bambini incapaci di guardare l’orizzonte. L’abuso degli schermi ha generato una miopia che colpisce il 35% di loro”

L’abuso dei dispositivi elettronici e l’esposizione eccessiva agli schermi stanno cambiando le nuove generazioni in modo profondo. Non si tratta soltanto di problemi sociali e relazionali, ma anche di conseguenze neurologiche e fisiche che riguardano i circuiti della ricompensa dopaminergica e la salute visiva. A parlarne è Alberto Pellai durante un convegno organizzato da Assopto Milano Acofis . Nel suo intervento, lo psicoterapeuta traccia un quadro lucido e per certi…

7 docenti su 10 sono stati aggrediti, almeno una volta, da un genitore o da un alunno

aggrediti almeno una volta

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento delle aggressioni fisiche e verbali dei genitori ai danni degli insegnanti. Che si tratti di un voto ritenuto troppo basso, di un semplice rimprovero o di una nota disciplinare sul registro elettronico, la risposta di alcuni adulti non è il dialogo ma un atteggiamento aggressivo e conflittuale. Gli episodi più recenti sono due, avvenuti in Sicilia e in Campania: in entrambi i…

Le tre strade che l’Europa ha scelto contro le distrazioni da smartphone

distrazioni da smartphone

In Italia, ormai da diverso tempo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha vietato l’uso dello smartphone a scuola, dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado. Questa decisione si inserisce all’interno di una tendenza globale che vede numerosi Paesi limitare in modo sempre più deciso l’utilizzo degli smartphone nei contesti scolastici, nel tentativo di ridurre le distrazioni e favorire condizioni più favorevoli all’apprendimento. Detto ciò, sebbene l’obiettivo comune…

Nessun laureato amante della cultura sognerebbe mai di insegnare in cambio di insulti e minacce da parte di genitori convinti di saperne più dei docenti

amante della cultura

Il caso di Trescore Balneario, in cui uno studente tredicenne ha accoltellato la sua insegnante di francese, ha comprensibilmente scosso la comunità scolastica. Oltre all’atto in sé, colpiscono i contorni lucidi della vicenda: la pianificazione, la diretta e la diffusione in tempo reale, la lettera scritta prima di agire. Appare normale, soprattutto dopo episodi del genere, che i docenti si sentano in pericolo: non si tratta più soltanto di insegnare…

Violenza a scuola, uno studente su due non si sente al sicuro tra le mura scolastiche

violenza a scuola

La maggioranza degli studenti non si sente sicura a scuola e si dichiara favorevole alle misure restrittive introdotte dal ministro Giuseppe Valditara. Questi, in sintesi, i risultati di un instant poll condotto dal portale Skuola.net in seguito all’accoltellamento di una docente di francese da parte di uno studente tredicenne. In effetti, questa ennesima aggressione ha riacceso il dibattito su alcune questioni fondamentali: la violenza a scuola, il rapporto fra docenti…

D’Avenia: “Vent’anni di smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti”

smartphone hanno trasformato in peggio gli studenti

Il legame fra la violenza giovanile e l’abuso dei social media non è certo una novità, ma negli ultimi tempi ha assunto una rilevanza crescente. E non si tratta soltanto del caso di Trescore Balneario, in cui uno studente ha accoltellato la sua docente, ma di un problema sistemico del quale la violenza rappresenta soltanto una delle manifestazioni più evidenti. Ne parla Alessandro D’Avenia nella sua rubrica Ultimo Banco del…

Troppi giovani non capiscono un testo, la Norvegia fa marcia indietro sulla tecnologia a scuola

Norvegia da marcia indietro

Per anni la scuola ha perseguito un modello educativo orientato all’integrazione della tecnologia nella didattica, spesso considerata un obiettivo prioritario. Un traguardo ambizioso da raggiungere nel minor tempo possibile, per non rimanere indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa, e che in molti contesti è ancora in fase di realizzazione. Tuttavia, negli ultimi tempi stiamo assistendo a una sorta di movimento inverso che, pur riconoscendo l’importanza della tecnologia, spinge verso…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X