Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
EDUCAZIONE

Il ceffone dato per educare è un falso mito da sfatare. La vera educazione è sostituire lo schiaffo con la parola

I bambini sono noti per la loro energia e la voglia di giocare, una tendenza che può sfociare in capricci, disobbedienza e mancanza di rispetto per le regole. Al loro comportamento può anche aggiungersi la fatica accumulata dai genitori durante il giorno, che rischia di portare a reazioni esagerate da entrambe le parti.

All’improvviso, insomma, un genitore può ricorrere al cosiddetto “schiaffo educativo”. Ma siamo sicuri che sia una buona idea? Ne parla lo psicoterapeuta Giuseppe Lavenia, intervenuto ai microfoni di Radio Linea link esterno.

Lo schiaffo educativo

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Riprendiamo l’esempio dell’introduzione. Dopo aver esagerato nel suo comportamento, il bambino riceve il cosiddetto schiaffo educativo dal genitore, e magari si calma anche. Eppure, la tranquillità apparente non denota il successo di questo metodo punitivo, se non l’opposto.

Lo schiaffo educativo, in altre parole, non esiste se non nelle narrazioni dei genitori che non sanno educare i loro figli. Lo ricorda bene lo psicoterapeuta Giuseppe Lavenia, che delinea un quadro allarmante:

Il 22% dei genitori italiani utilizza lo schiaffo come metodo educativo nella fascia d’età 3-5 anni, percentuale che sale fino al 30% durante l’adolescenza. I bambini che subiscono punizioni corporali sviluppano l’idea che i conflitti si risolvano con la violenza, e ciò li predispone a non saper gestire le frustrazioni in futuro.

Come prevedibile, lo schiaffo educativo sortisce l’effetto opposto nel lungo periodo, risultando quindi dannoso per i bambini, e non solo. L’educazione non può basarsi sulla paura, ma sul ruolo dei genitori e sulla responsabilità del formare individui consapevoli. Sì, ma come? Esistono alternative?

Soluzioni alternative

Un conto è dire che un metodo non funziona, e spiegare perché, un conto è trovare delle soluzioni efficaci. Se ancora un genitore su cinque utilizza lo schiaffo educativo su un bambino e un genitore su tre lo usa su un adolescente, è necessario suggerire degli approcci alternativi. Continua Lavenia:

La parola deve sostituire la mano. Molti genitori non parlano più con i propri figli per mancanza di tempo, ma è fondamentale ricostruire questi spazi di confronto.

Un buon punto di partenza consiste quindi nella creazione di limiti precisi, spiegandone le motivazioni. Se le regole vengono infrante, allora è possibile ricorrere a rimproveri o punizioni, come la privazione temporanea di un privilegio. Da questo punto di vista, è fondamentale chiarire sempre qual è la ragione di una specifica punizione, e non esagerare. Anche il rimprovero, insomma, deve essere costruttivo e non squalificante.

l’importanza dell’esempio

Ovviamente, lo schiaffo educativo può sembrare la soluzione più semplice rispetto al dialogo costante e consapevole con il bambino. Allo stesso tempo, chiarire bene le regole e rispettare la persona appare come una strada più complessa, aspetto che riporta la questione al ruolo giocato dagli adulti.

I figli tendono a imitare i genitori, ragione per cui l’esempio può diventare uno strumento importantissimo o una debolezza imperdonabile, a seconda dei casi. Queste le parole di Giuseppe Lavenia:

Predichiamo il distacco dagli smartphone ma siamo i primi a non rispettare questa regola. Servono buone prassi condivise: colazione senza telefono, orari definiti per lo spegnimento serale e magari una giornata “detox” nel weekend per riscoprire il valore della comunicazione diretta.

Educare non è semplice, lo sappiamo, ma la violenza non è mai la risposta. Al contrario, serve un approccio consapevole che sia basato sul dialogo, sulla pazienza e sull’esempio. Ogni gesto di un genitore, ogni sua parola e ogni sua reazione contribuiscono a formare il futuro dei figli. Ha davvero senso essere identificati con uno “schiaffo”, per quanto lo si continui a definire “educativo”?

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Intelligenza artificiale e smartphone rendono tutto più facile, per imparare serve anche fatica

per imparare serve fatica

Giuseppe Valditara ha sempre difeso le misure che vietano l’uso dello smartphone a scuola, anche alla secondaria e per ragioni didattiche. Si tratta infatti di un primo passo per migliorare il benessere degli studenti e ridurre gli effetti della dipendenza digitale, un fenomeno sempre più discusso negli ultimi anni. Tanto che essi stessi sembrano apprezzarne i risultati. Di recente il Ministro dell’Istruzione e del Merito è tornato sull’argomento nel corso…

Il sistema educativo è morto 30 anni fa

sistema educativo è morto

Sempre più paesi stanno introducendo limiti all’uso dei social media per i minori, o ne stanno discutendo. Non si tratta più di un dibattito confinato agli esperti di tecnologia o agli studiosi dei media, ma di una questione che coinvolge direttamente famiglie, scuole e istituzioni. È il caso dell’Australia, prima al mondo, e della Francia che di recente si è espressa in tal senso. In generale, dopo anni di utilizzo…

Quasi il 10% dei bambini fra 8 e 9 anni usa già l’intelligenza artificiale. I dati di uno studio americano

bambini fra 8 e 9 anni

Il rapporto fra giovani e intelligenza artificiale è molto più profondo di quanto spesso immaginiamo. Non si tratta soltanto di un uso sporadico legato alla curiosità tecnologica, ma di una presenza sempre più stabile nella vita quotidiana dei ragazzi. Oltre agli studenti che utilizzano ChatGPT per svolgere compiti e temi, molti si rivolgono all’IA anche quando sono tristi e hanno bisogno di un supporto che non li giudichi, proprio perché…

“La scuola necessità dell’ora di severità”: la provocazione di un giornalista

ora di severità

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di violenza a scuola: episodi di bullismo e cyberbullismo, tensioni in classe, aggressioni fra studenti, e non solo. Non si tratta soltanto di episodi isolati che emergono sporadicamente nelle cronache locali, ma di un fenomeno che negli ultimi tempi è diventato sempre più visibile e discusso anche a livello nazionale. Con alcune scuole che hanno già iniziato a richiedere i metal detector…

Per Gratteri la violenza giovanile è fuori controllo: “Genitori assenti e bambini in strada di notte diventano prede della criminalità”

violenza giovanile

Nicola Gratteri non è nuovo a opinioni che fanno discutere. Le sue parole spesso dividono l’opinione pubblica, ma nascono da decenni di esperienza diretta nella lotta alla criminalità organizzata. Da anni, infatti, il procuratore di Napoli osserva da vicino non solo i meccanismi della criminalità, ma anche le condizioni sociali e familiari che possono spingere i giovani verso percorsi sbagliati. Secondo Gratteri, per capire davvero perché sempre più ragazzi finiscono…

Quando la relazione manca, anche l’apprendimento si ferma

relazione Stefano Rossi

Negli ultimi anni il tema delle soft skills è entrato stabilmente nel dibattito educativo. Sempre più insegnanti e famiglie avvertono la necessità di affiancare agli apprendimenti disciplinari lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali, riconoscendole come una componente essenziale della crescita personale dei ragazzi. Non si tratta di una nuova moda pedagogica, ma della presa di coscienza di un cambiamento profondo nel modo in cui bambini e adolescenti vivono le…

Smettiamo di dire ai bambini che non sono portati per la matematica

bambini che non sono portati per la matematica

A qualcuno di voi sarà capitato di entrare in una classe di scuola secondaria di primo grado e di proporre agli studenti una sfida di “grammatica”, per esempio una gara di velocità per indovinare le forme verbali. Quasi sicuramente, a siffatta proposta qualche studente avrà reagito mostrando una certa dose di entusiasmo; probabilmente la maggior parte di loro sarà intervenuta in maniera annoiata, ma, tra uno sbadiglio e un altro,…

Al via EducAbility 2026, con Daniela Lucangeli, Stefano Rossi e Emanuele Frontoni tra didattica cooperativa e intelligenza digitale

EducAbility 2026

Negli ultimi anni, le competenze non cognitive sono entrate con forza nel dibattito educativo, diventando anche un tema centrale a livello normativo. Con questa espressione si indicano tutte quelle abilità personali e relazionali che influenzano il modo in cui studenti e studentesse apprendono, collaborano e affrontano le difficoltà, andando oltre le sole conoscenze disciplinari. Una recente legge ne ha infatti sancito l’introduzione nel contesto scolastico, rendendo oggi fondamentale investire in…

Valditara ha chiesto a presidi ed insegnanti di far pulire e sistemare le aule agli alunni al termine delle lezioni

far pulire e sistemare le aule agli alunni

Giuseppe Valditara ha inviato una circolare a dirigenti e coordinatori scolastici con l’invito a promuovere pratiche quotidiane di cura e decoro degli ambienti scolastici. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il senso di responsabilità degli studenti verso gli spazi comuni, collegando queste attività ai principi indicati nelle linee guida per l’educazione civica. La circolare punta quindi a valorizzare comportamenti responsabili e a riportare al centro il rispetto dei beni pubblici. Non tutti,…

Numeri shock dall’Inghilterra: quasi un terzo dei bambini non sa usare i libri quando inizia la scuola e prova a sfogliarli come se fossero telefoni

non sa usare i libri

Fra i compiti degli insegnanti non c’è solo la trasmissione di contenuti didattici, soprattutto nei primi cicli scolastici. In questa fase, infatti, l’educazione passa anche attraverso l’accompagnamento alla vita di gruppo: imparare a rispettare le regole, gestire le emozioni, sviluppare autonomia personale e acquisire le abilità pratiche necessarie alla quotidianità scolastica. Il problema emerge quando i bambini arrivano a scuola privi di competenze di base che dovrebbero essere almeno in…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X