A Roma si è tenuta la cerimonia di premiazione degli insegnanti d’Italia dell’anno, organizzata da United Network in collaborazione con Repubblica@Scuola e la Varkey Foundation. L’evento riporta al centro del dibattito pubblico il valore sociale di una professione troppo spesso sottovalutata e sminuita. Soprattutto di recente.
Come riporta La Provincia di Como
, quest’anno sul podio è salita Cristina Sperlari, insegnante di matematica nella scuola primaria, nonché autrice di scienze dei sussidiari editi da Cetem come A scuola con Pepper, Saperi per Crescere e Nel Cuore dei Saperi. Una figura già nota nel mondo della didattica innovativa, che con un progetto molto interessante ha convinto la giuria e stupito il mondo accademico.
Chi è Cristina Sperlari
Nel corso degli anni, Cristina Sperlari è diventata un punto di riferimento per la didattica della matematica nella scuola primaria. Il suo progetto Il Piccolo Friedrich raccoglie anni di riflessioni e sperimentazioni, tanto da aver stilato le 10 regole per fare matematica, indicazioni utili per insegnanti e alunni.
Di libri scolastici come Saperi per Crescere – ambito scientifico, accennato nell’introduzione, vedremo fra poco le caratteristiche. E la ragione è semplice: offrono una prospettiva nuova all’insegnamento delle materie scientifiche nella scuola primaria, che mette al centro l’esperienza concreta prima della regola astratta.
E però è con il famoso “Teorema della Quarta C”
che Cristina Sperlari ha conquistato il riconoscimento di migliore insegnante italiana. Si tratta infatti di una vera scoperta matematica, formulata da bambini di 10 anni, che ha stupito il mondo accademico e dimostrato le possibilità di un approccio innovativo alla matematica.
“Teorema della quarta C”
La formula del “Teorema della Quarta C” è semplice: il triplo di un numero triangolare sommato con il numero triangolare precedente o successivo equivale sempre a un altro numero triangolare. Ma come ci si arriva, in quarta elementare, a scoprire un teorema e fornire la sua dimostrazione? Risponde Cristina Sperlari:
La scoperta del teorema è il frutto molto più profondo di un approccio didattico con cui i bambini sono abituati a lavorare fin dalla classe prima: il laboratorio matematico. Con questa attività scoprono in autonomia le regole e i concetti matematici, e ciò porta a capire gli argomenti, a ragionare, a porsi domande, a ricercare.
I problemi che molti alunni hanno con la matematica, insomma, riguardano soprattutto l’approccio alla materia e non la sua difficoltà. Innanzitutto, allora, bisogna smettere di dire ai bambini che non sono portati per la matematica, per poi adottare una prospettiva innovativa, laboratoriale.
I SUOI SUSSIDIARI SCOLASTICI
Il lavoro di Cristina Sperlari trova una delle sue espressioni più complete nel sussidiario per i primi tre anni di scuola primaria A scuola con Pepper e in quello per il secondo ciclo Saperi per Crescere, figlio del già conosciuto Nel Cuore dei Saperi, tutti editi da Cetem del Gruppo Editoriale ELi. I testi si distinguono infatti per alcune scelte didattiche precise, costruite attorno al concetto di didattica laboratoriale e a una progettazione orientata allo sviluppo progressivo delle competenze.
In matematica, per esempio, il percorso è “in linea con le Indicazioni Nazionali e punta dritto alle competenze, con un quaderno che offre due livelli di difficoltà per non lasciare indietro nessuno”. L’impostazione mira quindi a valorizzare la personalizzazione degli apprendimenti e il rispetto dei diversi ritmi di acquisizione, attraverso attività graduate che permettono agli alunni di consolidare conoscenze e abilità senza perdere fiducia nelle proprie capacità. Un libro pensato per stimolare la curiosità, il ragionamento e la partecipazione attiva degli alunni.
L’introduzione alle scienze, invece, avviene attraverso lo strumento dello storytelling perché “ogni scienza, ad esempio, viene presentata attraverso la storia di un grande scienziato o scienziata, e questo umanizza la materia”. In questo modo i contenuti scientifici vengono inseriti all’interno di una narrazione capace di avvicinare gli alunni alla disciplina anche sul piano emotivo e motivazionale. Si tratta di un approccio trasversale che attraversa tutte le discipline del sussidiario, favorendo collegamenti tra saperi ed esperienza.
Il successo di Cristina Sperlari ci ricorda che la scuola italiana ha sì bisogno di passione, ma anche di strumenti didattici solidi, coerenti e innovativi. Saperi per Crescere, così come A Scuola con Pepper e Nel Cuore dei Saperi, rappresentano allora proprio questa sintesi: un percorso strutturato, frutto di un progetto editoriale coerente, in cui ogni scelta metodologica risponde a una visione chiara di cosa significhi imparare. E, soprattutto, di cosa significhi insegnare.









