Free cookie consent management tool by TermsFeed Generator
La rivista per la scuola e per la didattica
OPINIONI

Troppi ricorsi contro le pagelle, per l’esperto i genitori sono rimasti immaturi e si comportano da “adultescenti”

A nessuno piace ricevere una pagella con voti troppo bassi, soprattutto se inferiori alle aspettative. Rispetto a poco tempo fa, tuttavia, è cambiato il modo in cui essi vengono recepiti dalle famiglie: non più come incentivo a migliorare, ma come un torto a cui porre rimedio.

E così, come riporta Il Messaggero link esterno, negli ultimi anni sono aumentati i ricorsi contro le pagelle da parte dei genitori, e non è tutto qui. Di fronte a queste nuove esigenze, si diffondono anche servizi legali ad hoc. Ma davvero si tratta di una tendenza positiva per la crescita degli studenti?

Un fenomeno sempre più diffuso

Anno scolastico 2025/26

Adotti un nuovo sussidiario?

Con i nuovi corsi del primo e secondo ciclo per la scuola primaria del Gruppo Editoriale ELi hai un vero e proprio Kit docente in esclusiva per te

kit docente 2024

Gli ultimi anni hanno visto un aumento repentino delle diffide e dei ricorsi al TAR da parte dei genitori contro le pagelle scolastiche. E come spesso accade, a renderlo possibile è la tecnologia, che nell’ambito della scuola si concretizza nel registro elettronico.

Oggi i genitori hanno infatti a disposizione sempre i voti dei loro figli, compresa la possibilità di fare la media o lamentarsi di questo compito o quella interrogazione. Non è un caso se proprio il registro elettronico è da tanti additato come uno dei mali della scuola, un vero e proprio amore tossico fra studenti, insegnanti e famiglie.

Da qui a contestare formalmente una media ritenuta ingiusta o un voto ritenuto troppo basso, come si vede, il passo è breve. Allo stesso tempo, però, questi atteggiamenti non considerano anche gli altri fattori in gioco nella valutazione finale: impegno, partecipazione, progresso dello studente e così via.

Da una parte, quindi, il voto è un male da estirpare, un numero che non definisce lo studente. Dall’altra parte, invece, il voto finisce per essere l’unica variabile che conta. Tanto da giustificare ricorsi contro le pagelle.

Ricorsi contro le pagelle

Sempre Il Messaggero intervista link esterno il sociologo e psichiatra Narciso Mostarda, per cercare di capire le ragioni dietro all’aumento di ricorsi contro le pagelle. E Mostarda non fa sconti:

Il problema nasce dal fatto che gli adulti di oggi, cioè i genitori che erano adolescenti 30-40 anni fa, sono rimasti immaturi. Quindi i ragazzi di oggi hanno a che fare con figure che non sono in grado di gestire i processi relazionali in maniera responsabile. Non sempre sono, quindi, adulti adeguati.

Questi genitori non si comportano da guide per i loro figli ma pensano di ottenere da essi l’approvazione che ricercano, comportandosi da sindacalisti. Una bocciatura o un voto basso non sono quindi un’occasione di crescita, ma un torto per il quale ricercare un colpevole esterno: la scuola, il consiglio di classe, l’insegnante.

Si tratta di una dinamica che rischia di creare nei giovani un senso di insicurezza cronica, nonché una totale incapacità di affrontare gli ostacoli della vita. Di conseguenza, il problema non sono i giovani in senso stretto: il problema riguarda due generazioni e il modo in cui interagiscono, si influenzano a vicenda.

genitori “adultescenti”

C’è ancora una via d’uscita per questo scenario, per quanto grave, ma essa non può che passare attraverso un’alleanza fra scuola e famiglia. Alleanza che di fatto oggi non c’è, e non c’è più. Continua Mostarda:

I ragazzi di oggi sono sempre più soli, per questo io non parlo di generazione Z ma di generazione S: S come smartphone, social, sexting e solitudine. Se non accompagniamo i nostri figli stando loro accanto, ascoltandoli e, allo stesso tempo, rendendoli sicuri, avremo prodotto un’altra generazione di adultescenti insicuri.

Continuare a giustificare gli studenti di fronte a ogni insuccesso, arrivando persino al ricorso contro la pagella appena arrivata, non fa di certo il loro bene. Al contrario, alimenta un piccolo ciclo di stimoli e ricompense che in realtà diventa subito un circolo vizioso: l’ultima cosa di cui hanno bisogno.

Di fronte a questa crisi, quindi, è fondamentale che i genitori tornino a fidarsi della scuola. In un certo senso, devono tornare a credere nelle possibilità di miglioramento dei loro figli, che non dipendono dal voto ritoccato dopo il ricorso, ma da un vero percorso di crescita.

CONDIVIDI L'ARTICOLO

ARGOMENTO

SI È PARLATO DI


Intelligenza artificiale e smartphone rendono tutto più facile, per imparare serve anche fatica

per imparare serve fatica

Giuseppe Valditara ha sempre difeso le misure che vietano l’uso dello smartphone a scuola, anche alla secondaria e per ragioni didattiche. Si tratta infatti di un primo passo per migliorare il benessere degli studenti e ridurre gli effetti della dipendenza digitale, un fenomeno sempre più discusso negli ultimi anni. Tanto che essi stessi sembrano apprezzarne i risultati. Di recente il Ministro dell’Istruzione e del Merito è tornato sull’argomento nel corso…

Il sistema educativo è morto 30 anni fa

sistema educativo è morto

Sempre più paesi stanno introducendo limiti all’uso dei social media per i minori, o ne stanno discutendo. Non si tratta più di un dibattito confinato agli esperti di tecnologia o agli studiosi dei media, ma di una questione che coinvolge direttamente famiglie, scuole e istituzioni. È il caso dell’Australia, prima al mondo, e della Francia che di recente si è espressa in tal senso. In generale, dopo anni di utilizzo…

Quasi il 10% dei bambini fra 8 e 9 anni usa già l’intelligenza artificiale. I dati di uno studio americano

bambini fra 8 e 9 anni

Il rapporto fra giovani e intelligenza artificiale è molto più profondo di quanto spesso immaginiamo. Non si tratta soltanto di un uso sporadico legato alla curiosità tecnologica, ma di una presenza sempre più stabile nella vita quotidiana dei ragazzi. Oltre agli studenti che utilizzano ChatGPT per svolgere compiti e temi, molti si rivolgono all’IA anche quando sono tristi e hanno bisogno di un supporto che non li giudichi, proprio perché…

“La scuola necessità dell’ora di severità”: la provocazione di un giornalista

ora di severità

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di violenza a scuola: episodi di bullismo e cyberbullismo, tensioni in classe, aggressioni fra studenti, e non solo. Non si tratta soltanto di episodi isolati che emergono sporadicamente nelle cronache locali, ma di un fenomeno che negli ultimi tempi è diventato sempre più visibile e discusso anche a livello nazionale. Con alcune scuole che hanno già iniziato a richiedere i metal detector…

Per Gratteri la violenza giovanile è fuori controllo: “Genitori assenti e bambini in strada di notte diventano prede della criminalità”

violenza giovanile

Nicola Gratteri non è nuovo a opinioni che fanno discutere. Le sue parole spesso dividono l’opinione pubblica, ma nascono da decenni di esperienza diretta nella lotta alla criminalità organizzata. Da anni, infatti, il procuratore di Napoli osserva da vicino non solo i meccanismi della criminalità, ma anche le condizioni sociali e familiari che possono spingere i giovani verso percorsi sbagliati. Secondo Gratteri, per capire davvero perché sempre più ragazzi finiscono…

Quando la relazione manca, anche l’apprendimento si ferma

relazione Stefano Rossi

Negli ultimi anni il tema delle soft skills è entrato stabilmente nel dibattito educativo. Sempre più insegnanti e famiglie avvertono la necessità di affiancare agli apprendimenti disciplinari lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali, riconoscendole come una componente essenziale della crescita personale dei ragazzi. Non si tratta di una nuova moda pedagogica, ma della presa di coscienza di un cambiamento profondo nel modo in cui bambini e adolescenti vivono le…

Smettiamo di dire ai bambini che non sono portati per la matematica

bambini che non sono portati per la matematica

A qualcuno di voi sarà capitato di entrare in una classe di scuola secondaria di primo grado e di proporre agli studenti una sfida di “grammatica”, per esempio una gara di velocità per indovinare le forme verbali. Quasi sicuramente, a siffatta proposta qualche studente avrà reagito mostrando una certa dose di entusiasmo; probabilmente la maggior parte di loro sarà intervenuta in maniera annoiata, ma, tra uno sbadiglio e un altro,…

Al via EducAbility 2026, con Daniela Lucangeli, Stefano Rossi e Emanuele Frontoni tra didattica cooperativa e intelligenza digitale

EducAbility 2026

Negli ultimi anni, le competenze non cognitive sono entrate con forza nel dibattito educativo, diventando anche un tema centrale a livello normativo. Con questa espressione si indicano tutte quelle abilità personali e relazionali che influenzano il modo in cui studenti e studentesse apprendono, collaborano e affrontano le difficoltà, andando oltre le sole conoscenze disciplinari. Una recente legge ne ha infatti sancito l’introduzione nel contesto scolastico, rendendo oggi fondamentale investire in…

Valditara ha chiesto a presidi ed insegnanti di far pulire e sistemare le aule agli alunni al termine delle lezioni

far pulire e sistemare le aule agli alunni

Giuseppe Valditara ha inviato una circolare a dirigenti e coordinatori scolastici con l’invito a promuovere pratiche quotidiane di cura e decoro degli ambienti scolastici. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il senso di responsabilità degli studenti verso gli spazi comuni, collegando queste attività ai principi indicati nelle linee guida per l’educazione civica. La circolare punta quindi a valorizzare comportamenti responsabili e a riportare al centro il rispetto dei beni pubblici. Non tutti,…

Numeri shock dall’Inghilterra: quasi un terzo dei bambini non sa usare i libri quando inizia la scuola e prova a sfogliarli come se fossero telefoni

non sa usare i libri

Fra i compiti degli insegnanti non c’è solo la trasmissione di contenuti didattici, soprattutto nei primi cicli scolastici. In questa fase, infatti, l’educazione passa anche attraverso l’accompagnamento alla vita di gruppo: imparare a rispettare le regole, gestire le emozioni, sviluppare autonomia personale e acquisire le abilità pratiche necessarie alla quotidianità scolastica. Il problema emerge quando i bambini arrivano a scuola privi di competenze di base che dovrebbero essere almeno in…

Quaderni operativi di Geronimo Stilton

X